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		<title>Parto indolore: cannabis meno costosa dell&#8217;epidurale</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi il Presidente dell’Associazione degli Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica ha lanciato l’allarme: &#8220;La riduzione delle risorse finanziarie destinate alla sanità mette a rischio anche il parto indolore, perché già oggi manca un numero adeguato di anestesisti rianimatori per effettuare questo servizio in cui la presenza dell’ anestesista deve essere costante durante tutto il parto&#8221;. Il blocco delle assunzioni infatti penalizzerà ulteriormente questa categoria, ove vi è già una carenza di 1500 unità. Veniamo così a scoprire che solo nel 16% degli ospedali italiani viene assicurato questo servizio, ma non certo per mancata richiesta da parte delle partorienti. Infatti nelle strutture che offrono la partoanalgesia gratuitamente in media il 90% delle donne ne fa richiesta. Eppure, a quanto assicurato dal Ministro Fazio, il parto indolore dovrebbe rientrare nei Livelli Essenziali di Assistenza, così da essere in teoria assicurato a chiunque ne faccia richiesta.</p>
<p><span id="more-2558"></span></p>
<p>Forse è tempo di pensare a come risolvere la quadratura del cerchio, ricorrendo eventualmente anche a tecniche alternative alla peridurale, sempre se le partorienti diano il loro consenso, ricordando che comunque la peridurale è il gold standard, supportato da ampia letteratura.<br />
La medicina etnica occidentale non offre nessun consiglio al riguardo, e ciò è ben comprensibile se si ricorda che fino a non molto tempo fa imperava il precetto biblico di partorire con dolore. Ricordiamo ad esempio la triste storia di Eutame Mac Alyane che fu bruciata viva ad Edimburgo per aver cercato di attenuare i dolori della partoriente Agnes Sampson. Ovvio che di fronte a tale prospettiva vi era ben poco interesse ad affrontare il problema del dolore da parto, sia nel popolo comune che nei medici. Bisogna aspettare l’Ottocento perché si possa discutere scientificamente al riguardo, e i medici occidentali di quel tempo iniziano a sperimentare quanto l’esperienza di altri popoli aveva messo a disposizione. Tra le sostanze in grado di dare sollievo dal dolore viene introdotta in Europa la Cannabis, nota da secoli ai popoli orientali come pianta medicinale. Qualche anno fa fu scoperta ad esempio vicino a Gerusalemme una tomba del Quarto secolo contenente i resti di una ragazza apparentemente morta di parto. Attorno allo scheletro gli archeologi hanno trovato della cenere, che è risultata essere di Cannabis; i ricercatori hanno concluso che la pianta fu bruciata probabilmente per aiutare lo svolgimento del parto. Ma tale utilizzo era noto anche in Africa, come viene ricordato nel rapporto della “Commissione Nixon” del 1972.</p>
<p>La canapa, riconosciuta come valido analgesico, venne quindi utilizzata anche per facilitare il parto: J. Grigor, nel 1852 la sperimentò e in nove casi ottenne poco risultato, mentre in altri sette, comprese primipare lacerate “le contrazioni aumentano notevolmente di forza..(la canapa indiana) è in grado di portare il parto a una felice conclusione in metà del tempo che sarebbe richiesto” (Grigor, J. (1852). Indian hemp as an oxytocic. Monthly Journal of Medical Sciences, 14, 124.)<br />
Ancora nel 1930, un articolo pubblicato sul prestigioso JAMA riferisce che “la sensazione di dolore è chiaramente ridotta o totalmente assente e il senso del tatto è meno acuto del normale. Quindi una partoriente può condurre un parto più o meno indolore. Se è somministrata una dose sufficiente di farmaco la paziente può cadere in un sonno tranquillo dal quale si sveglierà riposata. Da quel che si sa, un bambino nato da una madre intossicata con la Cannabis sarà del tutto normale”( Hoechstetter, S.S. (1930). Effects of alcohol and cannabis during labor. Journal of the American Medical Association,94(15), 1165.)<br />
Purtroppo mancano dati più recenti, se non rapporti aneddotici come quelli pubblicati da L. Grinspoon e JB Bakalar in “Marijuana, la medicina proibita”. Per questo motivo risultano interessanti i dati recentemente pubblicati sulla risposta del sistema endocannabinoide durante il parto (The plasma levels of the endocannabinoid, anandamide, increase with the induction of labour. Nallendran V, Lam PM, Marczylo TH, Bankart MJ, Taylor AH, Taylor DJ, Konje JC. BJOG. 2010 Jun;117(7):863-9. Epub 2010 Apr 20). Gli endocannabinoidi sono sostanze prodotte dal nostro organismo e che hanno effetti simili a quelle contenute nella Cannabis. Era già stato dimostrato che il livello di anandamide, così è chiamato l’endocannabinoide, risulta aumentato durante il parto. Ora uno studio longitudinale osservazionale condotto in Gran Bretagna ha dimostrato che l’anandamide, misurata prima dell’induzione del parto e durante il suo svolgimento, aumenta di 1,5 volte quando inizia il processo del parto, e quanto più aumentava la sostanza nel sangue tanto più il parto si svolgeva velocemente. Quindi, concludono gli Autori, gli endocannabinoidi sono coinvolti nel meccanismo fisiologico del parto.<br />
Da qui a proporre i cannabinoidi in questa delicata fase della vita della donna corre parecchia strada, soprattutto in assenza di dati clinici recenti. Ma in fondo non sembri solo provocatorio quanto qui riportato: non si è d’altra parte utilizzato recentemente un derivato della morfina endovena al Careggi di Firenze, suscitando aperta perplessità tanto che la Società Italiana di Anestesia si è così espressa: “la comunità scientifica internazionale e quella italiana non considerano questa tecnica di parto indolore un’alternativa all’ analgesia epidurale. Il remifentanil è un nuovo e costoso farmaco oppioide sintetico che purtroppo ha scarsa efficacia analgesica e potenziali effetti secondari pericolosi di depressione respiratoria su mamma e soprattutto sul neonato. I risultati delle sperimentazioni internazionali su questo farmaco sono ancora controversi e non vi è alcuna raccomandazione o linea guida accreditata che ne autorizzi l’uso per le future mamme”.<br />
Ricordiamo che i cannabinoidi non hanno, al contrario degli oppioidi, nessun effetto di depressione respiratoria.<br />
E’ tempo forse di rispolverare quanto già noto fino al 1930?</p>
<p>*Medico chirurgo e presidente dell&#8217;Associazione Cannabis Terapeutica.<br />
Sito: www.medicalcannabis.it<br />
Pagina facebook: associazione cannabis terapeutica</p>
<p>(fonte: Notiziario Aduc)</p>
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		<title>Oakland: città dello sballo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il consiglio municipale della città di Oakland, in California all’ovest degli Stati Uniti, ha approvato un piano che permetterà la coltura in gran scala di marijuana e la sua commercializzazione. Il consiglio ha deciso la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il consiglio municipale della città di Oakland, in California all’ovest degli Stati Uniti, ha approvato un piano che permetterà la coltura in gran scala di marijuana e la sua commercializzazione. Il consiglio ha deciso la misura che permetterà il processo di produzione e l’imballaggio dell’erba, per cinque voti contro due ed un astenuto. Alla fine, si è imposto il criterio di chi vede nella misura un’ importante fonte di reddito ed offerte di lavoro per la città.</p>
<p><span id="more-2560"></span></p>
<p>La decisione è stata adottata dopo un lungo dibattito. I consiglieri, secondo il quotidiano The San Francisco Chronicle, hanno tenuto conto dei timori dei coltivatori di cannabis in piccola scala ed hanno promesso che, prima della fine dell’anno, stabiliranno delle norme più specifiche per le piantagioni medie e piccole. Il governo degli Stati Uniti calcola che, nel paese, la produzione di marijuana è cresciuta di quasi 1.000 tonnellate nel 1981 e circa 10.000 tonnellate nel 2006.</p>
<p>Il sito internet Drugscience.org che promuove la riforma delle leggi federali sul cannabis, indica che la produzione nazionale di marijuana ha un valore di circa 35.800 milioni di dollari, più che le colture combinate di mais e grano. I membri del consiglio municipale di Oakland ed i promotori del regolamento delle colture di marijuana considerano che la politica migliore sia la legalizzazione che genererà ricavi per il Governo.</p>
<p>La consigliera Rebecca Kaplan ha indicato che “È realmente importante che Oakland diventi parte vitale della crescita e sviluppo degli stabilimenti che operano con licenza”. I negozianti che erano alle prese con le difficoltà di quando la marijuana era illegale, credono che le colture in gran scala alzeranno i costi e deterioreranno la qualità del cannabis che gli elettori della California, nel 1996, hanno definito come una pianta medicinale.</p>
<p>Il critico più influente delle nuove norme è stato Steve DeAngelo, proprietario del Centro di Salute Harborside di Oakland, il maggiore dispensario di marijuana medica nel paese.</p>
<p>La sua clinica compra marijuana da circa 500 coltivatori differenti e per questo Harborside offre intorno a 100 varietà in qualunque momento. DeAngelo crede che le autorizzazioni e le normative porteranno ad operazioni in gran scala che ridurranno le varietà. (Maria Luisa L. Fortuna)</p>
<p>(fonte: newnotizie.it)</p>
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		<title>Love Parade 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:28:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo un articolo di Ernesto Assante, giornalista di Repubblica, con alcune considerazioni interessanti sulla festa che quest&#8217;anno purtroppo si è trasformata in tragedia. Esprimiamo inoltre solidarietà e facciamo le condoglianze alle famiglie delle 20 vittime. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo un articolo di Ernesto Assante, giornalista di Repubblica, con alcune considerazioni interessanti sulla festa che quest&#8217;anno purtroppo si è trasformata in tragedia. Esprimiamo inoltre solidarietà e facciamo le condoglianze alle famiglie delle 20 vittime. Rest in peace.</p>
<p><span id="more-2562"></span></p>
<p><strong><em>Non è una festa qualsiasi</em></strong><em>. Non è nemmeno un rave party qualunque. No, la Love Parade non è roba per cuori teneri, per ballerini della domenica, per frequentatori di discoteche nel fine settimana. La </em><strong><em>Love Parade</em></strong><em> è un sabba infernale, è la liberazione dei sensi, è la celebrazione del ritmo e la festa del corpo, </em><strong><em>è il party definitivo, senza limiti, senza regole, senza confini</em></strong><em>. Dimenticate Woodstock e i suoi cinquecentomila freak seduti a fumare erba e a sognare di cambiare il mondo sull’onda del rock.</em></p>
<p><em>Benvenuti nel nuovo millennio e nel girone infernale del divertimento. Nulla di tutto quello che si è visto e sentito nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento è paragonabile alla Love Parade che dalla metà degli anni Novanta ha definitivamente stravolto le regole degli eventi collettivi di massa. Alla festa dell’amore techno il volume è molto più alto che in qualsiasi concerto heavy metal, la quantità di droghe e di alcol che viene consumata non è stimabile, e il tutto è sostenuto dall’incessante pulsare della musica, techno, o comunque la si voglia definire, musica per ballare fino allo sfinimento, fino ad entrare in trance, lasciandosi portare via dal ritmo.</em></p>
<p><em>È il sambodromo della nuova era, con i suoi carri colorati e i sound system che emettono suoni, con milioni di ragazzi che, all’unisono, si muovono, saltano, urlano, in </em><strong><em>una selvaggia celebrazione della libertà, della gioventù, dell’eccesso</em></strong><em>. È l’annullamento dell’individualità in favore di un respiro e di un ritmo collettivo. È l’abbandono del pensiero, la cancellazione della parola, la celebrazione del ritmo, in ogni sua forma, con tutta la sua forza. È un mondo parallelo, senza genitori, scuole, lavoro, obblighi, è l’affermazione di un “diritto alla festa” che la vita sembra voler negare ad una generazione che non ha molti motivi per sognare. </em><strong><em>Sesso, sballo, musica, tutto è lecito, tutto è permesso, una volta all’anno. Ma allo stesso tempo è bene ricordare che non è mai accaduto nulla di grave nelle molte Love Parade nel corso degli anni, perché, nonostante le apparenze, lo sconvolgimento totale delle regole non ha mai previsto alcuna forma di violenza</em></strong><em>.</em></p>
<p><em>Incidenti come questi sono accaduti prima, altre volte, viene in mente la tragedia dell’Heysel, ci si ricorda dei morti ai concerti dei Pearl Jam in un altro grande raduno giovanile, il festival di Roskilde in Danimarca negli anni Novanta o quelli al concerto degli Who a Cincinnati dieci anni prima. </em><strong><em>Non è la Love Parade ad essere una festa di morte</em></strong><em>, insomma, non era scritto da nessuna parte che dovesse, per forza, finire così, non si muore negli stadi o ai grandi concerti, solo perché la folla è tanta. Ma la realtà è terribile, il dramma è davanti agli occhi di tutti. Stamattina a Duisburg non risuoneranno le note della techno, non ci saranno carri per celebrare l’amore e la musica, </em><strong><em>il mondo parallelo della Love Parade sarà svanito tra le lacrime e il dolore</em></strong><em>.</em></p>
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		<title>Canapaio Rappaz, fine sciopero fame</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ENjOINTeam</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Bernard Rappaz ha cessato lo sciopero della fame. Il Dipartimento vallesano della sicurezza ha infatti modificato il suo regime detentivo e il celebre canapaio potrà tornare al suo domicilio. La misura è provvisoria in attesa della sentenza del Tribunale federale (TF).</p>
<p><span id="more-2554"></span></p>
<p>La decisione del TF su un&#8217;eventuale interruzione della pena è attesa per il 26 agosto al più tardi. Il cambiamento è valevole fino, e non oltre, questa data, ha precisato il canton Vallese. Il regime al quale Rappaz sottostà è simile agli arresti domiciliari ma con condizioni più severe.</p>
<p>Sarà sorvegliato 24 ore su 24, avrà diritto a un&#8217;ora d&#8217;aria al giorno e potrà ricevere visite solo da parenti stretti e per non più di 90 minuti. Rappaz ha accettato queste condizioni e ha quindi cessato la sciopero della fame. Appena il suo stato di salute lo permetterà, attualmente si trova infatti all&#8217;Inselspital di Berna, il canapaio tornerà al suo domicilio.</p>
<p>Il TF aveva imposto lo scorso 15 luglio al canton Vallese di prendere tutte le misure &#8220;necessarie alla salvaguardia della vita e dell&#8217;integrità corporale&#8221; di Rappaz. I provvedimenti presi finora non erano stati giudicati sufficienti dal tribunale.</p>
<p>Rappaz, ecologista, agricoltore e attivista per la depenalizzazione della cannabis, è stato incarcerato il 22 marzo. A maggio, debilitato in seguito a un digiuno di una quarantina di giorni, ha ottenuto gli arresti domiciliari per due settimane, per poter ristabilirsi. Tornato in prigione il 21 dello stesso mese ha di nuovo rifiutato il cibo inoltrando una seconda richiesta di scarcerazione, istanza che il 9 luglio è stata respinta dal Tribunale cantonale vallesano.</p>
<p>Rappaz è stato condannato in via definitiva per violazione grave della legge federale sugli stupefacenti e per amministrazione infedele aggravata. È stato riconosciuto colpevole di aver prodotto a venduto sull&#8217;arco di quattro anni 3,75 tonnellate di canapa e suoi derivati.</p>
<p>(fonte: Bluewin.ch)</p>
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		<title>Testimonianza di una perquisizione al titolare di un growshop</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prosegue l&#8217;ondata di perquisizioni e arresti ai danni di (presunti) consumatori/coltivatori di cannabis e di titolari di negozi specializzati in articoli da coltivazione. Pubblichiamo di seguito la testimonianza di un commerciante, per denunciare pubblicamente ciò ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue <a href="http://www.enjoint.info/?p=2515" target="_self">l&#8217;ondata di perquisizioni e arresti</a> ai danni di (presunti) consumatori/coltivatori di cannabis e di titolari di negozi specializzati in articoli da coltivazione. Pubblichiamo di seguito la testimonianza di un commerciante, per denunciare pubblicamente ciò che sta accadendo. Ricordiamo che l&#8217;attività svolta da questi negozi è LEGALE al 100% e più volte confermata da giudici e pm.</p>
<p><span id="more-2550"></span></p>
<p><em>Salve, mi chiamo Giuseppe e sono titolare del negozio &#8220;Freedom Shop&#8221; sito in Villafranca di Verona in Via G. Cantore,7. Il 22 luglio scorso, alle 7.00 di mattina mi ritrovo casa mia invasa da poliziotti che mi perquisiscono casa e garage, trovando in quest&#8217;ultimo, 9 confezioni di Jamaican Spirit e 8 confezioni di semi. La perquisizione continua (scortato da 3 macchine della polizia) in negozio, non trovano nulla perchè non ho nulla, ma, attuando il loro potere, mi fanno il sequestro preventivo del negozio affinchè, come si legge dal verbale, non continui la mia AZIONE CRIMINOSA!!! Adesso, con tutte le conseguenze economiche e con l&#8217;umiliazione che mi hanno arrecato, i vicini di casa, la gente ferma per strada a guardare il mio negozio a mo&#8217; di spettacolo e di soddisfazione, io, mia moglie ed i miei figli adesso viviamo una realtà da incubo, siamo stati e siamo persone oneste ed è la verità. Ma poco importa, ormai è evidente che il nostro paese è guidato da uno stato di polizia dove è più semplice prendersela con il cittadino che con il politico. Oggi siamo di fronte alla caccia alle streghe, per fare rumore, per fare confusione.</em></p>
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		<title>Smart drugs, l&#8217;Iss individua sei nuove sostanze &#8216;furbe&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:35:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si potenzia il mercato delle droghe &#8216;furbe&#8217; e anche i loro effetti. Sei nuove &#8217;smart drugs&#8217;, infatti, sono state individuate e analizzate dall&#8217;Osservatorio fumo, alcol e droga dell&#8217;Istituto superiore di sanita&#8217;, che ha pubblicato, in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si potenzia il mercato delle droghe &#8216;furbe&#8217; e anche i loro effetti. Sei nuove &#8217;smart drugs&#8217;, infatti, sono state individuate e analizzate dall&#8217;Osservatorio fumo, alcol e droga dell&#8217;Istituto superiore di sanita&#8217;, che ha pubblicato, in collaborazione con il ministero della Gioventu&#8217;, la seconda edizione del volume su queste sostanze. Le sei nuove schede si aggiungono alle altre 25 gia&#8217; conosciute. Il lavoro e&#8217; partito prima di tutto con il reperimento delle poche notizie disponibili su queste sostanze. &#8221;Sostanze facili da reperire &#8211; ha spiegato la dottoressa Simona Pichini, dell&#8217;Osservatorio fumo, alcol e droga dell&#8217;Iss &#8211; &#8217;smart drugs&#8217; e &#8217;spice&#8217; si vendono sul web e una bustina costa 25 euro e basta per tre-quattro assunzioni&#8221;. I consumatori non sono soltanto giovani in cerca dello sballo ma anche adulti di 40-50 anni, che vogliono provare un Viagra naturale. Le sei nuove sostanze identificate sono: <strong>Argemone mexicana, Brugmansia arborea, Datura stramonium, Muira Puama, Piper methysticum, Turnera aphrodisiaca</strong>. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio superiore della sanita&#8217; e quello del Dipartimento delle politiche antidroga, ha inserito alcuni di questi cannabinoidi sintetici nelle tabelle delle sostanze stupefacenti con un decreto del 16 giugno 2010.</p>
<p><span id="more-2546"></span></p>
<p>&#8220;E&#8217; importante informare i giovani sui rischi legati all&#8217;utilizzo delle smart drug, troppo spesso considerate una facile scorciatoia per ottenere risultati piu&#8217; brillanti nello studio, o migliori prestazioni sui campi sportivi&#8221;. A dirlo e&#8217; il ministro della Gioventu&#8217;, Giorgia Meloni. Con una particolare attenzione agli effetti sulla salute. &#8220;La consapevolezza e&#8217; l&#8217;arma migliore per fare prevenzione e il messaggio che intendiamo lanciare e&#8217; semplice e immediato: non esistono erbe, pillole o &#8216;cocktail energetici&#8217; dai poteri straordinari, e soprattutto non esiste nulla che diventi piu&#8217; facile grazie alle droghe. Anzi cercare di percorrere questo genere di &#8217;scorciatoia&#8217; ha come unica conseguenza certa quella di mettere a repentaglio la propria salute&#8221;.</p>
<p>(fonte: Notiziario Aduc)</p>
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		<title>Canapa in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sant'Anatolia di Narco]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Museo della Canapa di Sant&#8217;Anatolia di Narco la mostra &#8216;Retaggi&#8217;, di Fabrizio Fabbroni 
In occasione dei festeggiamenti del secondo compleanno  del Museo della Canapa, il sindaco del Comune di Sant&#8217;Anatolia di Narco,  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al Museo della Canapa di Sant&#8217;Anatolia di Narco la mostra &#8216;Retaggi&#8217;, di Fabrizio Fabbroni </em></p>
<p>In occasione dei festeggiamenti del secondo compleanno  del Museo della Canapa, il sindaco del Comune di Sant&#8217;Anatolia di Narco,  Tullio Fibraroli e la direttrice dello stesso Museo, Glenda Giampaoli,  hanno voluto ampliare l&#8217;orizzonte già cospicuo di attività, attraverso un evento culturale e artistico che sottolinea la volontà dell&#8217;amministrazione di  promuovere l&#8217;interazione tra il museo e il mondo dell&#8217;arte.  La mostra &#8220;Retaggi&#8221; di Fabrizio Fabbroni, patrocinata anche da Regione  Umbria, Provincia di Perugia, Fondazione Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia e il Cedrav, curata da Marina Bon Valsassina, vede l&#8217;esposizione di  opere che integrano nel decoro la ceramica d&#8217;uso quotidiano e la canapa,  valorizzando così attraverso creazioni d&#8217;arte originali e pienamente  &#8220;contemporanee&#8221; due tradizioni secolari della civiltà contadina antica.<br />
La mostra inaugura il 9 luglio 2010 alle ore 17.30 con un evento, organizzato  da THOT, che vedrà l&#8217;intervento delle istituzioni, la visita della mostra in  compagnia dell&#8217;artista e un buffet a base di tipicità territoriali.  L&#8217;esposizione artistica fino al 9 settembre 2010 secondo gli orari di visita del  Museo della Canapa.</p>
<p><span id="more-2535"></span></p>
<p>(fonte: spoletonline.com)</p>
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		<title>Nelle farmacie britanniche un farmaco alla Cannabis per curare la sclerosi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canapa Medica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[gran bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Sativex]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta un medicinale derivato dalla Cannabis sarà venduto su larga scala in un paese europeo: la Gran Bretagna. L&#8217;autorità nazionale che vigila sui farmaci ha dato il suo via libera. Da lunedì ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta un medicinale derivato dalla Cannabis sarà venduto su larga scala in un paese europeo: la Gran Bretagna. L&#8217;autorità nazionale che vigila sui farmaci ha dato il suo via libera. Da lunedì 21 giugno quindi il Sativex, uno spray fatto con il principio attivo della pianta di Marijuana, è ufficialmente in vendita su prescrizione medica.</p>
<p><span id="more-2533"></span></p>
<p>Lo utilizzeranno in particolare i malati di sclerosi multipla. La cannabis infatti serve a calmare gli spasmi che colpiscono chi è affetto da questa malattia. I farmaci attualmente utilizzati per calmare i dolori dei malati di sclerosi spesso si sono dimostrati inefficaci. E inoltre hanno molti più effetti collaterali.</p>
<p>Il via libera alla commercializzazione del Sativex, prodotto dalla GW Pharmaceuticals e commercializzato dalla tedesca Bayern, viene considerato il primo passo verso la diffusione del farmaco in tutta Europa. Lo spray era già disponibile su ordinazione in Canada e in Gran Bretagna, ma non ancora commercializzato su larga scala nelle farmacie. I prossimi paesi dove sarà richiesta l&#8217;approvazione saranno la Spagna, la Germania, l&#8217;Italia e la Francia.</p>
<p>In Italia è consentito l&#8217;uso terapeutico della cannabis, ma solo in alcune province e regioni che hanno aperto alla sperimentazione tra cui Marche e Puglia. La legislazione della giunta guidata da Nichi Vendola è quella più avanzata da questo punto di vista.</p>
<p>Nei mesi scorsi infatti la Puglia ha approvato una legge che garantisce la copertura totale delle spese da parte del servizio sanitario per chi voglia utilizzare derivati della cannabis a scopo terapeutico (oltre a persone affette da sclerosi multipla ci sono anche i malati terminali di cancro ndr.).</p>
<p>La sperimentazione delle Regioni è nel solco del decreto approvato dall&#8217;ex ministro della Salute Livia Turco nel 2007. Il provvedimento apre infatti all&#8217;uso terapeutico della Cannabis in Italia inserendo due dei principi attivi presenti nella pianta, il Delta-9-tetraidrocannabinolo ed il Trans-delta-9-tetraidrocannabinolo (Dronabinol) nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope che possono essere utilizzate nei farmaci. La motivazione è nella comprovata efficacia nella cura di alcune malattie come appunto la Sclerosi multipla.</p>
<p>(fonte: ilsole24ore.com)</p>
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		<title>Maastricht, coffee shop vietati ai turisti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 14:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cannabis World]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[War on Drugs]]></category>
		<category><![CDATA[coffee shop vietati]]></category>
		<category><![CDATA[Corte di giustizia dell'UE]]></category>
		<category><![CDATA[hashish]]></category>
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		<category><![CDATA[Olanda]]></category>

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		<description><![CDATA[«Misura necessaria a preservare l&#8217;ordine pubblico e utile a combattere il traffico di stupefacenti»

Coffee shop di Maastricht vietati ai non residenti. Lo ha deciso la Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea, al fine di preservare l&#8217;ordine ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Misura necessaria a preservare l&#8217;ordine pubblico e utile a combattere il traffico di stupefacenti»</em></p>
<p><span id="more-2531"></span></p>
<p>Coffee shop di Maastricht vietati ai non residenti. Lo ha deciso la Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea, al fine di preservare l&#8217;ordine pubblico dai problemi causati dal turismo della droga e per combattere il traffico illecito di stupefacenti in tutta l&#8217;Ue.</p>
<p>ACCESSO RISERVATO AI RESIDENTI OLANDESI &#8211; Nei Paesi Bassi, ricorda una nota della Corte, i coffee shop sono centri di &#8220;ristorazione rapida&#8221; la cui attività principale è tuttavia dedicata alla vendita di droghe leggere, quali la marijuana e l&#8217;hashish. Il loro possesso per uso personale è depenalizzato e la loro vendita nei coffee shop, benchè vietata dalla legge, è tollerata dalle autorità. Tuttavia, in forza delle direttive del pubblico ministero, non possono vendere oltre i 5 grammi di cannabis per persona e per giorno e lo stock non deve superare i 500 gr. Inoltre, la vendita di cannabis non deve causare disturbi. Alla luce però dei problemi generati dal flusso notevole e crescente di turisti della droga, il comune di Maastricht ha ora deciso di riservare l&#8217;accesso ai coffee shop ai soli residenti olandesi.</p>
<p>IL CASO &#8211; L&#8217;intervento della Corte nasce dalla richiesta del proprietario di un coffee shop della città olandese, Marc Miche Josemans, oggetto di due controlli di polizia, durante i quali era stato constatato che ittadini dell&#8217;Ue non residenti nei Paesi Bassi venivano ammessi all&#8217;interno del locale. Il sindaco di Maastricht aveva deciso quindi di chiudere temporaneamente il coffee shop. Josemans aveva impugnato la decisione dinanzi al Raad van State, il Consiglio di Stato olandese, investito della causa, chiedendo alla Corte di giustizia se il diritto dell&#8217;Ue osti ad una normativa che vieta l&#8217;accesso ai coffee shop delle persone non residenti nei Paesi Bassi. Quindi, la decisa della Corte di giustizia. (Fonte Adnkronos)</p>
<p>(fonte: corriere.it)</p>
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		<title>Dolce Vita 29 luglio/agosto 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ENjOINTeam</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolce Vita magazine]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Dolce Vita]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[info]]></category>
		<category><![CDATA[luglio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[moltitudine inarrestabile]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivista dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa esce SABATO 17 LUGLIO 2010 nelle edicole delle principali città italiane e in oltre 100 punti di distribuzione! Numero dedicato alla &#8220;Moltitudine ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa esce <strong>SABATO 17 LUGLIO 2010</strong> nelle edicole delle principali città italiane e in oltre 100 punti di distribuzione! Numero dedicato alla &#8220;Moltitudine Inarrestabile&#8221;, com&#8217;è nato il più grande movimento al mondo e perchè nessuno se ne è accorto.</p>
<p><span id="more-2525"></span></p>
<p><strong>EDITORIALE</strong><br />
<em>Nella mia visione <strong>noi siamo parte di un movimento</strong> che è più grande, più profondo e più esteso di quanto noi stessi sappiamo o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto aldilà del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede un’ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio. <strong>Questo movimento senza nome, è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto.</strong> La stessa parola “movimento” secondo me è troppo ristretta per definirlo. Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi inappagabile ed instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori, economici, culture, regioni e comunità. <strong>Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni.</strong> Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale. Questi 3 settori e le loro branchie si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono. Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie, <strong>questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civili e umani, è un movimento democratico</strong>. Questo è il mondo che verrà.<br />
Quello che vedete qui è solo l’inizio di una lunga lista di almeno 130.000 organizzazioni che in tutto il mondo lavorano per la giustizia sociale ed ambientale. E’ una stima per difetto, potrebbero essere 250.000 gruppi o forse anche 500.000. Sono certo che leggendoli, la maggior parte di questi nomi, non vi saranno familiari, neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento. Esso si basa sulle affinità, la comunità, la simbiosi. E’ la Terra che risponde, che si sta svegliando. Quelli che vi sto mostrando sono vostri simili e ciò vi può dare un’idea di quanto sia grande questo movimento. Se avessi avviato questo video venerdì mattina alle 9 quando è iniziata la conferenza e lo avessi lasciato scorrere tutto il venerdì e tutta la notte, tutto il sabato e tutta la notte, tutta la domenica e tutta la notte e tutto il lunedì, ancora non avremmo visto ogni nome di ogni gruppo del mondo, che siamo noi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo</strong>, perché siamo abituati agli eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo. Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce. <strong>E’ in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, in ogni gruppo etnico al mondo.</strong> Questa è la prima volta che sul pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del ventesimo secolo le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni, hanno dominato le nostre convinzioni. Sono le ideologie che hanno governato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo. Le ideologie hanno fermato la Terra, blindandola, hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del nostro territorio, il che non è stato piacevole. Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi sappiamo dove si trova la salvezza. Lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia. <strong>La salvezza si trova nella diversità.<br />
Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati dalle ideologie.</strong> Tocca a noi decidere come saremo, chi saremo. Questo è ciò che vuol dire ricostruire; questa è la capacità di risposta. Che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni. L’umanità sa cosa deve fare.</em></p>
<p>PAUL HAWKEN<br />
(presentazione del libro “Moltitudine Inarrestabile”)</p>
<p><a href="http://www.wiserearth.org/" target="_blank"><img class="alignnone" title="wiser" src="http://www.wiserearth.org/images/we_logo_larger_tagline.png" alt="" width="196" height="65" /></a></p>
<p>Wiser Earth è il Social Nework ideato da Pawl Hawken per mettere i contatto i gruppi di tutto il mondo impegnati nell&#8217;attivismo per i diritti umani, la giustizia sociale e la difesa dell&#8217;ambiente.</p>
<p><img class="alignnone" title="heart" src="http://www.dolcevitaonline.it/foto/terra.jpg" alt="" width="410" height="411" /></p>
<p><span style="font-size: 11px; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial;"><strong>I CONTENUTI DEL NUOVO NUMERO</strong></span></p>
<p><strong>Cannabis World</strong><br />
Enjoint news<br />
Report: Expocannabis 2010 + Sherwood Festival + Calendario eventi<br />
High Times: News cannabis world<br />
Il Canapaio: Dalla crescita all&#8217;inizio fioritura<br />
La scuola di Cervantes: Terra e contenitori<br />
Shantibaba Bag of Dreams: La moltitudine innarrestabile che spinge la passione e la forza in tutti noi<br />
Strain Guide: Wild Rose di Sweet Seeds<br />
Grow: Talee How To – cloni in pochi semplici passi<br />
Cannabis Terapeutica: News<br />
Dolci Foto: Jamaican Deral &#8211; Eva Seeds<br />
Canapa 360°: The emperor wears no clothes<br />
Speciale: Intervista ai titolari di Green Garage Legalize It: Italia, in fondo a destra + Comunicato Semitalia<br />
L’erba è come er vino<br />
Promo: Trimpro – la storia dei Trimmer</p>
<p><strong>Cultura Psichedelica</strong><br />
Psiconauta: La scala Shulgin</p>
<p><strong>Informazione</strong><br />
L&#8217;avvocato risponde + Active: Nucleare? No grazie!<br />
Speciale: L&#8217;attacco di Israele a Freedom Flottiglia</p>
<p><strong>Music Zone</strong><br />
Intervista: Tre allegri ragazzi morti<br />
Reggae Vibrations<br />
Rave new world: Kernel Panic</p>
<p><strong>Extra</strong><br />
New Art: News e curiosità<br />
Viaggi: Il viaggio volontariato<br />
Nerolucido: Decadence Special + Strumenti: Bracciali e cavigliere<br />
Natura: Eco-friendly news</p>
<p><strong>Altri contenuti e rubriche</strong><br />
Guardando le stelle, Media, News e Curiosità dal mondo, Cronache da dietro il cancello, Attualità, Pensieri e riflessioni, News Hi-Tech, Input: libri, film, musica, blog e cinema, News prodotti e negozi.</p>
<p><strong>Dettagli tecnici</strong><br />
Tiratura: 15.000 copie | Pagine: 80 | Periodicità: bimestrale | Prezzo di copertina in edicola: 2,90 euro. Prezzo in growshops, smartshops, eventi e centri sociali: 1 euro</p>
<p>Dolce Vita è nelle edicole delle principali città italiane. Se avete difficoltà a trovarla, invitate il vostro edicolante di fiducia a richiederla oppure, ancora meglio, segnalateci l’edicola in questione tramite email a info@dolcevitaonline.it o tramite sms al 347.2888102</p>
<p><span style="font-size: 11px; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial;">Dolce Vita è nelle edicole delle principali città italiane. Se avete difficoltà a trovarla, invitate il vostro edicolante di fiducia a richiederla oppure, ancora meglio, segnalateci l’edicola in questione tramite email a info@dolcevitaonline.it o tramite sms al 347.2888102<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Disponibile anche in abbonamento postale e su internet all’indirizzo <span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; text-decoration: none; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;"><a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; color: #000000; text-decoration: underline; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.dolcevitaonline.it/" target="_blank"><strong>www.dolcevitaonline.i</strong></a></span><span style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; text-decoration: underline; padding: 0px; margin: 0px;"><a style="outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; color: #000000; text-decoration: underline; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;" href="http://www.dolcevitaonline.it/" target="_blank"><strong>t</strong></a></span> dove è possibile scaricare gratuitamente gli arretrati e interagire con la redazione e i lettori tramite un forum.</span></p>
<p><span style="font-size: 11px; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial;">&gt; <strong><a style="background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; color: #757575; font-size: 11px; font-family: Verdana, Helvetica; text-decoration: none; background-position: initial initial;" href="http://www.dolcevitaonline.it/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;artid=24">ACQUISTALO QUI</a></strong><a style="background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; color: #757575; font-size: 11px; font-family: Verdana, Helvetica; text-decoration: none; background-position: initial initial;" href="http://www.dolcevitaonline.it/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;artid=24"></a></span><a style="background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; color: #757575; font-size: 11px; font-family: Verdana, Helvetica; text-decoration: none; background-position: initial initial;" href="http://www.dolcevitaonline.it/modules.php?name=Sections&amp;op=viewarticle&amp;artid=24"> </a></p>
<p><img class="alignnone" title="DV29" src="http://www.dolcevitaonline.it/foto/dv29big.jpg" alt="" width="302" height="430" /></p>
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