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Perchè la canapa è stata proibita

Scritto da – 8 novembre 2009 – 13:4612 commenti
Perchè la canapa è stata proibita

Per quale ragione una pianta così importante come la canapa non viene ancora coltivata su larga scala? Per quale ragione non si sono ancora fatti i minimi investimenti per far partire le principali filiere del tessile e della carta?
L’economia e l’ambiente non possono più fare a meno delle materie prime alternative che solo la canapa può fornire. Inoltre la canapa è ormai indispensabile all’agricoltura come coltura da rinnovo e come alternativa “non-food” alle colture tradizionali destinate all’alimentazione, il cui mercato non può ulteriormente espandersi.

Il problema che finora ha impedito il rilancio della canapa ha un nome: “marijuana”.

002Esistono diverse varietà di canapa. Ci sono quelle coltivate tradizionalmente in Europa per produrre tessuti (cannabis sativa) a basso contenuto di resina, e quelle originarie dell’Oriente ricche invece della resina contenente i cannabinoidi responsabili dell’effetto psicoattivo (cannabis indica). I cannabinoidi si trovano nella resina che impregna le infiorescenze delle piante. Il THC (tetraidrocannabinolo) è il cannabinoide più importante. Le infiorescenze ricche di THC servono per fare le “canne” o gli “spinelli” (sigarette di marijuana), che la legge considera una droga.
Il problema nasce dal fatto che la canapa europea a basso tasso di THC è quasi indistinguibile dalla canapa indiana (l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – ha stabilito che se la percentuale di THC è superiore al 1% si tratta canapa indiana, cioè di droga, se è inferiore di canapa industriale).
Anche se è possibile stabilire con delle analisi il tasso di THC di una pianta, e anche se in deroga alla proibizione e con mille limitazioni è consentito coltivarla, di fatto la coltivazione della pianta a scopo industriale non è libera. E se la coltivazione non è libera, se può sempre capitare che un contadino che la coltiva venga trattato come un trafficante di droga, ben difficilmente si potranno trovare agricoltori che la seminano e aziende che la lavorano.

IL PROBLEMA “DROGA”
Se non ci fosse il problema marijuana la canapa potrebbe essere una normale pianta coltivata, e noi potremmo usarla per risolvere i tanti problemi dell’agricoltura, dell’economia e dell’ambiente. Se da alcune varietà di questa pianta si ricava una droga è solo una sfortunata coincidenza. Ma le cose stanno proprio così?
In realtà i termini della questione dovrebbero essere rovesciati: non è vero che noi non possiamo usare questa pianta per risolvere i problemi ambientali perché – purtroppo – è anche una droga. E’ vero invece il contrario: la canapa ricca di resina è in realtà prima di tutto un importante medicinale, ed è stata fatta diventare una droga negli anni Trenta per eliminare un pericoloso concorrente del petrolio, dell’industria chimica e della carta fabbricata col legno degli alberi. E’ questa la ragione per cui chi si interessa della canapa per ragioni sia economiche che ambientali, deve prima o poi fare i conti, anche se non vuole, con la il problema droga.

001Per capire perché è necessario fare qualche passo indietro.
La canapa (cannabis sativa) è sempre stata una delle principali piante coltivate, di grande importanza sia economica che strategica, perché serviva per fabbricare i più diffusi tessuti, le vele delle navi e le corde. La canapa è anche una delle poche piante coltivate fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. Non si può nemmeno immaginare la società antica senza la canapa, senza i suoi tessuti, senza le vele e le corde di canapa robuste e immarcescibili. L’importanza della canapa nelle società antiche emerge anche dalle località geografiche che portano ancora il suo nome (Canavese in Italia, Hempshire in Inghilterra, Bangladesh in Oriente sono solo alcuni esempi). La canapa è stata spesso celebrata da scrittori e da poeti.
Solo nel corso dell’Ottocento la coltivazione della canapa ha perso gran parte della sua importanza perché è stata sostituita progressivamente dal cotone, e le navi a vela sono state sostituite dalle navi a vapore.
Anche gli usi medici della canapa (cannabis indica) sono altrettanto antichi. Sono tradizionali in Oriente, ma l’uso della cannabis con effetti soporiferi era conosciuto anche tra le civiltà del Mediterraneo (antichi Egizi) e successivamente presso i paesi arabi. Furono gli Inglesi a (ri)scoprire in India nella prima metà dell’Ottocento l’importanza medica della cannabis. Nel 1842 il medico inglese O’Shaunghnessey ritornò in Inghilterra portando con sé la tintura di canapa, e ben presto questo nuovo farmaco si diffuse al punto da diventare, nella seconda metà dell’Ottocento, uno dei più diffusi nei paesi anglosassoni.

Gli usi medici della canapa indiana sono numerosi e importanti, e ne fanno una delle piante medicinali più utili in assoluto. La cannabis indica è uno dei farmaci più efficaci, o il più efficace di tutti, come analgesico, antiemetico, antidepressivo, nel mal di testa ed emicrania, nell’epilessia, nel glaucoma, nell’asma ecc.
A cavallo tra Ottocento e Novecento la canapa indiana cominciò ad essere sostituita dai farmaci sintetici, che avevano il vantaggio di poter essere dosati con esattezza e di funzionare in modo più evidente, ed anche di far guadagnare di più, mentre gli effetti collaterali non erano ancora evidenti. Cominciò così ad essere sostituita per le stesse ragioni che portarono alla sostituzione progressiva dei farmaci naturali con i farmaci sintetici. La canapa ha quindi una lunga storia alle spalle, e per quanto riguarda quella ricca di resina usata a scopo medico, il problema dei suoi blandi effetti psicoattivi era considerato trascurabile.

LA RISCOPERTA DELLA CANAPA DEGLI ANNI ‘30 E LA PROIBIZIONE DEL 1937
Per quanto riguarda gli usi industriali, negli anni Trenta ci fu un rinnovato interesse per la canapa: vennero studiati nuovi materiali ad alto contenuto di fibra per l’industria, materie plastiche ricavate dalla cellulosa del legno, e venne anche studiata la possibilità di fabbricare la carta col legno della canapa. Infine con l’olio già si producevano in grande quantità vernici e carburante per auto.
003Proprio in quegli anni il magnate del petrolio Henry Ford costruì un prototipo di automobile in cui sia la carrozzeria che gli interni e persino i vetri dei finestrini erano fatti di canapa (vedi foto a destra). Quest’auto pesava un terzo di meno, e anche il carburante che la faceva muovere era di canapa. Negli anni Trenta la canapa era diventata matura per servire come fonte abbondante di materie prime per numerosi settori dell’industria. Un’industria molto più sostenibile per l’ambiente rispetto a quella che conosciamo.

Purtroppo queste promesse non furono mantenute. Si erano allora già costituiti dei grossi interessi che si contrapponevano alla canapa. Con il petrolio si incominciavano a produrre materiali plastici e vernici, e la carta di giornale della catena Hearst era fabbricata a partire dal legno degli alberi con un processo che richiedeva grandi quantità di solventi chimici, forniti dalla industria chimica Du Pont.
004La Du Pont e la catena di giornali di Hearst (magnate dell’editoria americana, nella foto a sinistra) quindi si coalizzarono. Con una martellante campagna di stampa durata anni la cannabis, chiamata da allora con il nome di “marijuana”, venne accusata di essere responsabile di tutti i delitti più efferati riportati dalla cronaca del tempo. Il nome messicano “marijuana” era stato scelto con cura al fine di mettere la canapa in cattiva luce, dato che il Messico era allora un paese “nemico” contro il quale gli Stati Uniti avevano appena combattuto una guerra di confine. Inoltre era un termine sconosciuto in America, per cui l’opinione pubblica, sentendo parlare di una droga tanto pericolosa, non poteva certo immaginare che fosse l’innocuo e gentile farmaco chiamato cannabis dalle proprietà rilassanti, che come blando effetto collaterale poteva provocare solo una moderata allegria.
Approfittando anche del fatto che l’America degli anni Trenta attraversava una profonda crisi economica, con milioni di disoccupati e un’opinione pubblica esasperata alla ricerca di qualcuno con cui prendersela, nel 1937 venne approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa. Da notare che non venne proibita solo la canapa ricca di resina, ma anche la normale canapa coltivata. Da notare inoltre che non di semplice proibizionismo si tratta, ma di iperproibizionismo, tanto più iper quanto più ingiustificato. In America ancora oggi vanno in galera ogni anno alcune centinaia di migliaia di persone solo perché trovati a fumare qualche canna. Da notare che il proibizionismo è stato determinante nel diffondere l’uso consumistico della canapa, mentre prima esisteva solo quello medico. Da notare infine che, a conti fatti, l’unico proibizionismo che ha veramente funzionato, è stato quello nei confronti della canapa per uso industriale, il vero obiettivo della proibizione, oltre che della canapa medica.

Dagli anni Trenta in poi l’industria chimica del petrolio e quella della carta fabbricata col legno degli alberi hanno provocato infinite distruzioni negli ecosistemi mondiali. Se oggi si vuole costruire una società dei consumi molto più sostenibile per l’ambiente è quindi necessario rovesciare quella decisione che nel 1937 ha trasformato uno dei più importanti e innocui farmaci in una pericolosa droga.
Come già detto la cannabis può anche essere una vera droga, se non per i danni, almeno per gli effetti che può provocare. La resina allo stato puro (conosciuta come hashish) assunta a forti dosi provoca effetti allucinogeni, tanto più intensi quanto maggiore è la dose. Non è stata però questa la ragione della proibizione della canapa del 1937, perché allora l’uso allucinogeno era di fatto sconosciuto in America, non corrispondeva al nome messicano di marijuana, e in ogni caso non avrebbe potuto provocare i fatti di cronaca violenti che le venivano attribuiti. Ad ogni modo questo problema esiste. Un uso consumistico della cannabis a scopo allucinogeno è da sconsigliare: l’hashish non è una sostanza anodina; può provocare forti sensazioni sia piacevoli che spiacevoli, e quindi bisognerebbe almeno usarla con cautela.
In definitiva, salvo che qualcuno riesca a dimostrare il contrario (ma ci hanno già provato in tanti…) la situazione può essere riassunta nei seguenti punti:
• la coltivazione della canapa per uso industriale, coltivata ovunque fin da quando esiste l’agricoltura, è sempre più indispensabile per l’equilibrio dell’ambiente e per una economia sostenibile;
• la coltivazione della canapa industriale è proibita, salvo deroghe e limitazioni, perché è difficilmente distinguibile dalla canapa indiana;
• la canapa indiana a basse dosi (marijuana) è proibita come se fosse una droga, mentre i suoi effetti psicoattivi sono blandi e socialmente accettabili, non provoca danni né a breve né a lungo termine ed è anzi un importantissimo farmaco;
• la canapa indiana ad alte dosi (hashish) è ugualmente proibita perché dà effetti allucinogeni, anche se non provoca danni fisici ma forse solo una leggera dipendenza;

Di conseguenza:
• non si può liberalizzare la coltivazione della canapa industriale perché ciò comporterebbe il rischio di allentare la proibizione sulla marijuana;
• non si può liberalizzare la marijuana, anche se non è una droga ma un farmaco naturale, perché ciò comporterebbe il rischio di allentare la proibizione sull’hashish;
• per la proprietà transitiva non si può coltivare la canapa industriale perché ciò comporterebbe il rischio di allentare la proibizione sull’hashish, anche se l’hashish è di fatto una sostanza innocua e comunque ben poco usata!

Articolo pubblicato su Dolce Vita n.22 (maggio/giugno 2009)

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    12 commenti »

    • Fernando Boccia scrive:

      Bellissima articolo veramente esaustivo, dettaglia in modo allarmante direi il vero motivo per cui questa pianta è stata messa al bando !!!
      Ma non si sofferma su una cosa importantissima :
      Di Marijuana non è morto mai nessuno (per l’effetto) ma di repressione all’uso della Cannabis si !!!E’ un esempio evidente e lampante gli ultimi fatti di cronaca e le oltre 15 persone in Italia morte negli ultimi 25 anni a causa delle percosse da parte dei cd “tutori” dell’ordine !!!
      Ecco quindi un altro aspetto : se si liberalizzasse questa pianta apparte al danno economico che subirebbe l’industria del petrolio e il notevole guadagno ambientale per la riduzione dell’inquinamento vi sarebbe un modo diverso di affrontare il problema ambiente !!!
      Fino a quando ci dovremmo far prendere in giro da un manipolo di POLITICANTI da strapazzo e da lobbies economiche che mirano solo a fare i loro interessi a discapito della Ns vita e quella dei Ns figli !!
      L’uso della canapa a livello industriale deve essere incentivato per le notevoli migliorie che porterebbe a tutta la filiera produttiva dell’industria tessile, manifatturiera e farmaceutica. Inoltre potrebbe essere facilmente utilizzata come carburante alternativo.
      Non posso che ammirare e diffondere le cose che ho trovato scritte su questo sito !!!
      PS : l’utilizzo della cannabis come droga non porta a dipendenza e non provoca controindicazioni di sorta !!! Gli indiani e i Jamaicani sono centinaia di anni che la usano e non hanno problemi se non quelli causati dall’Imperialismo !!!

    • Giorgio scrive:

      Complimenti per l’articolo, davvero molto esaustivo e obiettivo.
      Ma perche’ un articolo simile non viene “sparato” a nove colonne sui nostri quotidiani nazionali? Perchè non si da inizio ad una serie di iniziative popolari per far chiarezza sull’argomento?
      Il problema che dobbiamo combattere è rappresentato dall’ignoranza della massa nei riguardi della pianta della canapa, per cui bisognerebbe lavorare in tal senso, ossia divulgare in tutti i modi e mezzi possibili gli articoli come quello che sto commentando, o cominciare a immettere sul mercato beni ed oggetti realizzati con la canapa, in maniera da far apprezzare tangibilmente a tutti cosa si puo’ realizzare con questa pianta davvero unica … In un paese millenario come l’India, questa piantà è chiamata la Pianta degli Dei. Ci sarà sicuramente un motivo serio per meritarsi questo appellativo, non credete?
      Per cui, forza, non perdiamo altro tempo prezioso, e spingiamo tutti verso l’unica alternativa possibile al petrolio e ai suoi derivati, la plastica su tutti!!!.
      Riprendiamo il controllo sul nostro Pianeta e di conseguenza su noi stessi, rimettiamo in moto i nostri principi e ideali di vita, secondo uno schema naturale e sostenibile per tutti.
      Ci sarebbe da scrivere per mesi, mi limito a gridare con forza, a tutti coloro che son desti, di non arrendersi mai e di alimentare sempre questo argomento, al fine di farlo comprendere ai piu’.
      La Conoscenza allarga la mente, il resto viene da se’.

    • GR4IRT scrive:

      EFFETTI ALLUCINOGENI???!!!!!!! NON CREDO PROPRIO..AL MASSIMO SE TI FUMI UNO SPINELLO IN PIù TI ADDORMENTI…
      Comunque gran bel articolo..

    • Herbert scrive:

      Bello… avevo visto anche un video su Beppe Grillo che parlava della macchina interamente costruita in canapa…e da li il Boom.

      Allargare la mente dite, si….ma ci sarà sempre gente che non crede a queste cose, (senza andare lontano, i miei genitori) credono solo che La Canapa sia DROGA…

    • graziano scrive:

      ragazzi si è creato ormai da pochi mesi un movimento per liberare la nostra amata pianta il modo che abbiamo adesso per organizzarci e diffondere le notizie sopra elencate tramite facebook si sn venuti a creare gruppi antiproibizionisti con molte persone nei casi piu grossi (40.000 al max) cmq il punto è che dobbiamo organizzarci è la maniera piu facile e veloce che abbiamo ora è internet….io nn sn praticcissimi di pc per questo non metto manco il link che vi porta al gruppo,ma per chi avvesse un profilo su facebook ho degli amici iscrivetevi tutti al PARTITO DELLA CANAPA…è una cosa seria chi lo gestisce vuole creare un vero movimento antiproibizionista a raggio culturale e politico abbastanza forte da poter condizionare i nostri oramai corroti e infami politici….bella graziano

    • Massimo D'osualdo scrive:

      L’articolo secondo me è fantstico in quanto spiega per bene le motivazioni del proibizionismo….Lo dice un ex tossico ke ultimamente 236\2011 avrà un processo .Potrei sembrare quindi interessato ma invece nn lo sono ,io i miei errori li ho pagati tutti e li sto pagando purtroppo mi sono reso conto solo ora ke tutto ciò è dovuto solo all’economia (economia?)ma sciupo del territorio ke certamente all’epoca dei fatti nn venne considerato….Vedremo ora cosa succederà…

    • severino scrive:

      se la gente si informasse,provasse ecc ecc forse non saremmo cosi sfigati e limitati al credo dei dittatori politici che ci tengono schiavi by by

    • [...] Fuente: http://www.enjoint.info/?p=1015 [...]

    • GANJAPLANTER scrive:

      bisogna acculturare la gente, far si che in qualche modo la gente sappia!! e capisca che i politici sono più mafiosi della mafia di per se!! alziamoci tutti per una legge salutare!!! erba legale!! la nostra è la terra del sole!! e diventerebbe anche dell’amore!!! xD ci vorrebbe una grande statua di un ceppone di erba in ogni piazza di ogni provincia capoluogo dell’italia con scritta la vera storia della canapa e una pozione anti-ignoranza perchè oggi la gente di erba non ne vuole proprio sapere!! stiamo rovinati ahahah ma la lotta non si fermerà mai legalize it

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    • [...] > Perchè la canapa è stata proibita > La vera storia della marijuana (documentario) > I 10 maggiori benefici della marijuana [...]

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