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Discussione: Una passione "Particolare"! Squamata...

  1. #21
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    Penso che potremmo discutere per ore rimanendo ognuno in posizione io la penso così ( se a qualcuno interessa guardi la discussione) dopo un percorso personale: da bambino tenevo gli uccelli in gabbia perchè mi piaceva guardarli, ora ho semplicemente capito che se mi sbatto un po' e me li vado a vedere in un bosco, sto meglio, forse anche perchè "loro" stanno in libertà, e me la trasmettono.
    Tessera ASCIA n.479

  2. #22
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    @Purple: sono perfettamente d'accordo con te, un'animale mantenuto in cattività se non è in forma lo si vede nel giro di poche ore ed è possibile curarlo, se fosse libero in natura andrebbe incontro a morte certa.
    @Jackk: come saprai ci sono un sacco di sperimentazioni che vengono fatte sugli animali alcune inutili come quelle cosmetiche, perchè gli stessi risultati di tossicità si potrebbero ottenere in vitro, e altre INDISPENSABILI perchè non c'è un'altra via possibile. Ti assicuro che sono parecchio informato sull'argomento, sono quasi 10 anni che faccio ricerca sui tumori su topi, ratti e conigli, tutti animali NUDI, cioè animali creati in laboratorio e privi del sistema immunitario, animali che in natura non potrebbero esistere. Grazie al sacrificio di questi animali siamo stati in grado di creare un nuovo anticorpo ingegnerizzato, capace di attaccare solo le cellule malate. Ognuno poi la pensa come vuole, ma secondo me sono queste le sperimentazioni necessarie per progredire nella medicina.

  3. #23
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    e siamo al solito punto, quel serpente probabilmente abbandonato in natura durerebbe si e no mezz'ora, non diciamo stronzate per favore, quel serpente sta molto meglio dentro la sua teca con tutte le cure del caso.
    ci son ovunque persone che parlano solo per preconcetti e per seguire un ideale, però almeno su un forum che dovrebbe essere piuttosto serio aprite la mente e poi scrivete.
    come chi ha detto che i test sugli animali non servono a nulla e poi ha tirato in ballo i cosmetici, prima di dire una cosa del genere invito sempre a pensare da dove viene il vostro caro paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene e guarda un pò, persino i chemioterapici a cui qualcuno deve la vita sono stati testai prima sugli animali, ( senza nessun riferimento, e son sincero ) quindi prima di sparare stronzate direi un attimino di ripulirsi la bocca, di informarsi e poi ringraziare per quello che abbiamo, e non seguire la moda che da un pò di tempo influenza il mondo degli "antivivisezionisti".

  4. #24
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    Premetto che io adoro i rettili in genere e per un anno circa ho tenuto in casa un Boa constrictor di un amico che non poteva più tenerlo a casa per via dei genitori. Il simpaticone in quell'anno ha fatto 3 volte la muta, é cresciuto di 30cm. (era un piccolino di 45cm quando me lo hanno consegnato!), e mangiava e defecava come non avesse mai fatto altro in vita sua... ma un dubbio, su quello che sentiva, già lo avevo.
    Poi anni dopo, per traversie della vita, sono finito in comunità e pure in galera!
    Oggi non terrei mai un animale in cattività, neppure se potessi dire che, in fondo, in cattività ci era nato! Sarebbe come pretendere che un bambino nato all'interno di una comunità, ci debba restare "vita natural durante" perché non ha conosciuto altro in vita sua!
    Peggio ancora la galera! Se un bambino ci nasce, che facciamo?!? Lo si lascia lì perché comunque, non conoscendo altro, non é detto che non soffra?!?
    Non dico "adesso liberate tutti gli animali", perché nel nostro paese farebbero una brutta fine e sarebbe per tutti un casino da paura (c'è gente che ha gorilla, alligatori, leoni, etc...!).

    Amo i rettili, amo gli animali, amo la natura per quello che é: libera!!!
    Freedom!

    Per quelli che già sono in "gabbie", almeno continuiamo ad amarli al meglio!
    (cit. F. De Andrè)
    Per strada tante facce non hanno un bel colore,
    qui chi non terrorizza si ammala di terrore,
    c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo,
    io sono d'un altro avviso,son bombarolo!
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  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Ska Visualizza Messaggio
    e siamo al solito punto, quel serpente probabilmente abbandonato in natura durerebbe si e no mezz'ora, non diciamo stronzate per favore, quel serpente sta molto meglio dentro la sua teca con tutte le cure del caso.
    ci son ovunque persone che parlano solo per preconcetti e per seguire un ideale, però almeno su un forum che dovrebbe essere piuttosto serio aprite la mente e poi scrivete.
    come chi ha detto che i test sugli animali non servono a nulla e poi ha tirato in ballo i cosmetici, prima di dire una cosa del genere invito sempre a pensare da dove viene il vostro caro paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene e guarda un pò, persino i chemioterapici a cui qualcuno deve la vita sono stati testai prima sugli animali, ( senza nessun riferimento, e son sincero ) quindi prima di sparare stronzate direi un attimino di ripulirsi la bocca, di informarsi e poi ringraziare per quello che abbiamo, e non seguire la moda che da un pò di tempo influenza il mondo degli "antivivisezionisti".
    quanta ignoranza amico mio!!!!!!

  6. #26
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    siamo tutti terrestri, abitanti di questo pianeta, dal bambino al gorilla, al topo.
    Anche la maggior parte degli essere umani nasce in cattività( ospedale) ma mica ci rimane per il resto della sua vita. Credete che tenerlo rinchiuso sarebbe piu felice perchè in una stanza di 25 m gli mettiamo un praticello per giocare, un'altalena, qualche macchinina,da bere e da mangiare?? ovviamente sarebbe piu al sicuro, nessun altro bambino potrebbe fargli nulla, una macchina non lo potrebbe investire, insomma, non gli succederebbe nulla, sarebbe sempre sotto controllo.Magari sarà pure felice, perchè non conoscerà mai effettivamente cosa può regalargli la vita.
    Secondo me bisogna provare ad immaginare la propria vita nei panni di un animale in gabbia e non sentirsi superiori a ness'unaltra forma di vita.
    Per quanto riguarda la sperimentazione credo che se proprio dev'essere fatta perchè non la si fa su quelli della nostra specie? gli altri animali hanno strutture corporali differenti, alimentazioni differenti,sistemi nervosi differenti...insomma, quel che va bene ad un topo non va bene all'uomo.
    Ma poi dove vogliamo arrivare con sta medicina? fare una vita fregandocene del nostro corpo, della nostra salute,per poi arrivare a 45 anni malconci, tanto ci son le pastiglie, ricavate dalle sperimentazioni sugli animali, che ci terranno in vita per altri 40 anni?? vogliam diventare immortali??Le malattie le abbiam volute noi, ce le siam create noi, col nostro stile di vita e la scorretta alimentazione.
    Credo che stiamo solo andando contro natura, siamo gli esseri che piu si discostan da questa parola.
    Nessuna critica a nessuno, nessun giudizio a nessuno, è solo la mia visione.
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    sii un imperatore.
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  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Ska Visualizza Messaggio
    e siamo al solito punto, quel serpente probabilmente abbandonato in natura durerebbe si e no mezz'ora, non diciamo stronzate per favore, quel serpente sta molto meglio dentro la sua teca con tutte le cure del caso.
    ci son ovunque persone che parlano solo per preconcetti e per seguire un ideale, però almeno su un forum che dovrebbe essere piuttosto serio aprite la mente e poi scrivete.
    come chi ha detto che i test sugli animali non servono a nulla e poi ha tirato in ballo i cosmetici, prima di dire una cosa del genere invito sempre a pensare da dove viene il vostro caro paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene e guarda un pò, persino i chemioterapici a cui qualcuno deve la vita sono stati testai prima sugli animali, ( senza nessun riferimento, e son sincero ) quindi prima di sparare stronzate direi un attimino di ripulirsi la bocca, di informarsi e poi ringraziare per quello che abbiamo, e non seguire la moda che da un pò di tempo influenza il mondo degli "antivivisezionisti".
    Hola Ska, ricordo un'altra discussione, e so che non parli a vanvera.

    Poi, siamo sempre allo stesso discorso, ed io ribadisco il mio concetto:
    se anche fino ad ora, abbiamo vivisezionato, allevato, mangiato, scuoiato, ecc., anche responsabilmente, sostenibilmente, fate voi, gli animali, abbiamo il dovere morale, di provare a non farlo più:
    investire il più possibile nella ricerca senza vivisezione - ridurre gli allevamenti, rendendo quelli rimasti, più adatti alla loro vita, imparando a mangiare meno carne - non adoperare pellicce, e via così.

    Insomma, perchè dovremmo essere noi Homo, i dominanti?
    E la nostra evoluzione cognitiva, non dovrebbe portarci a smetterla di prevaricare, le altre forme di vita?


    Ecco di seguito le parole di un biologo, che da 30 anni studia l'interferenza umana, sulla vita dei rettili:

    Chi tiene in casa rettili giustifica il proprio hobby in molti modi. Ma se guardate un po’ più da vicino, scoprite che c’è più disinformazione che verità nelle loro rivendicazioni.

    “La vita in cattività non è stressante come la vita in natura”
    In natura, il tempo in cui una preda animale percepisce una minaccia e alla fine viene uccisa, è relativamente breve. Inoltre, in una situazione naturale, il sistema biologico è in grado di bloccare lo stress psicologico della preda e il dolore fisico. Quindi anche le morti più apparentemente tremende non sono così terribili come possono sembrare. In cattività, questo meccanismo non funziona, dato che le interazioni fra predatore e preda sono annullate, le opportunità di comportamento “naturale” sono manomesse, e vengono alterati i processi mentali naturali. Gli animali in cattività probabilmente vivono le sofferenze fisiche e psichiche in modo più netto. Anche se, superficialmente, gli animali in cattività sembrano “contenti”, il loro stress è continuo e innaturale dal momento della cattura alla morte.

    “Pochi rettili muoiono durante il trasporto”
    I rettili sono eterotermi: essi hanno necessità di temperature molto specifiche, e sono quindi molto sensibili ai cambi di temperatura che i mammiferi e gli uccelli. Inoltre, essi hanno un metabolismo estremamente lento, ciò significa che sebbene essi spesso sopravvivano al trasporto, l’avvento della malattia è solamente ritardato.

    “I rettili non hanno percezione del loro stato di cattività”
    Ciò che noi sappiamo della percezione nei rettili dell’ambiente in cui vivono, mostra che essi sono molto consci di esso. Essi sono, per esempio, estremamente sensibili a ogni sottile cambiamento chimico, sismico, tattile e visuale. Le differenze fisiche tra la condizione in natura e in cattività, luce, temperatura, umidità, la mancanza di una possibilità di comportarsi naturalmente e la mancanza di stimoli, sono tutti fattori che l’animale nota, sia psicologicamente che fisicamente. Il problema è che gli umani non notano come i rettili soffrono in cattività.

    “I rettili in cattività vivono più a lungo”
    E’ difficile dirlo, perché poco si sa sulla longevità in natura. Ma è probabile che i rettili generalmente vivano molto più a lungo in natura che in cattività. In termini di qualità di vita, basterebbe semplicemente sfogliare un buon libro di patologia per vedere cosa la cattività fa ai rettili.

    “Un animale che si alimenta, cresce e si riproduce, è a posto”
    Anche gli animali che appaiono a posto, probabilmente soffrono di traumi e malattie nascoste.

    “I rettili non hanno bisogno di molto spazio”
    I rettili che vivono in cattività spesso si spostano lungo distanze di molte centinaia di metri, anche chilometri, ogni giorno. Piccole specie, o giovani, possono essere tanto attive come le specie più grandi, o adulte, a volte di più. Anche le gabbie più spaziose non possono riprodurre ciò.

    “La detenzione di animali incoraggia il rispetto per essi”
    Se ciò fosse vero, noi dovremmo vedere che, per le decine di milioni di rettili che soffrono e o muoiono a causa del commercio ogni anno, è emerso un consolidato gruppo di naturalisti. Questi individui dovrebbero allora provare che non sarebbero diventati naturalisti se non fosse stato per i loro animali. La detenzione di rettili è disastrosa per la conservazione delle specie e per il rispetto della natura. In più, la prematura perdita di un animale spesso reca grande dolore agli uomini. Molti rettili in cattività vengono lasciati a gruppi di recupero o abbandonati negli habitat locali e possono diventare una minaccia esterna per l’ambiente autoctono.



    di Clifford Warwick*
    (da BBC Wildlife, n. 3, marzo 2001 Trad. Giuliano Sadar)



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    "Rammentiamoci sempre che ogni qualvolta lasciamo scritto qualcosa,si lascia solo delle parole messe li,ognuno poi le interpreta come vuole,non é la stessa conversazione fatta faccia a faccia .." cit. Dantep

  8. #28
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    Caro ska quando ti entrerà in testa che le case frmaceutiche sono lobby e che la vivisezione non ha senso, ne riparliamo.Aprila tu la mente,e non stare a credere a tutto cio che ti dicono, non sono un complottista tipo 11 settembre, semplicemente è risaputo ormai che la vivisezione non serve a niente, è una cosa schifosa e senza senso.
    Spiegami che senso ha sperimentare un farmaco su un topo,un cane, un gatto, l'utilizzatore finale del farmaco è l'uomo, ogni specie è diversa,tanto alla fine prima di metterlo in commercio, quel farmaco verrà sperimentato su cavie umane, pagate anche molto bene, anche se quel farmaco ha evidenziato effetti collaterali sugli animali, quindi che senso ha????Aprite gli occhi, il mondo oggi è comandato da lobby e tra queste quelle con più potere sono le case fArmaceutiche.

    Se vi va. date uno sguardo a questo documentario, non parla d vivisezione. http://www.youtube.com/watch?v=2AjdB7xxeno
    Fumarsi l'erba è solo metà del godimento.Coltivarla è piacevole quanto fumarsela. [cit.]

  9. #29
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    Ah non seguo nessun ideale, come fai a dirlo leggendo un commento???
    Fumarsi l'erba è solo metà del godimento.Coltivarla è piacevole quanto fumarsela. [cit.]

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da punk lover Visualizza Messaggio
    quanta ignoranza amico mio!!!!!!
    Invece di sparare commenti a caso come questi, che servono solo a stuzziacare, argomenta altrimenti evita.
    Ultima modifica di jackk; 10-09-13 alle 04:14
    Fumarsi l'erba è solo metà del godimento.Coltivarla è piacevole quanto fumarsela. [cit.]

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