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Discussione: Mailbombing per Commissione Giustizia

  1. #1
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    fonte: http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=6628

    Dove giace la proposta di legge dell'on. Farina?

    Avevamo intenzione di lanciare questa iniziativa circa una decina di giorni fà, ma le vicende di “governo sì-governo no” ci hanno bloccato non sapendo che fine avrebbero fatto i gruppi e le commissioni parlamentari, ma visto che il governo è salvo e tutto continua come se niente fosse accaduto, e che quindi le Commissioni dovrebbero essere operative, vi invitiamo a leggere l’articolo che segue e partecipare più numerosi di sempre all’iniziativa che lanciamo in sostegno alla legge Farina, che seppur non riteniamo soddisfacente, ha comunque il merito di poter aprire un dibattito parlamentare in tema di cannabis. Massima diffusione in web!

    In questi anni di attivismo antiproibizionista abbiamo più volte dovuto mandar giù bocconi amari, dopo aver solo immaginato il sapore di una possibile soluzione ai problemi generati dalla “war on drug” a livello mondiale e nel nostro Paese dalla Fini-Giovanardi.

    In tutto questo tempo abbiamo appreso di considerevoli e qualificate prese di posizione per una immediata cessazione della politica repressiva e caldeggiato i numerosi inviti per un approccio diverso in relazione alle problematiche connesse all’uso degli stupefacenti e mentre abbiamo visto in altri Paesi come la volontà politica arrivi poi a trovare una soluzione tra esigenze della collettività e diritti dell’individuo, nella nostra maltrattata Italia, dai tempi in cui Pannella negli anni ’70 si faceva fotografare con le piante di cannabis ad oggi dove l’on. Bernardini le mostra davanti a Montecitorio, non abbiamo fatto un passo avanti e cominciamo a convincerci che la questione non voglia realmente essere discussa in Parlamento, da dove purtroppo è nata e dove dovrebbe essere seppellita.

    Da quando fu varata la legge nel 2006, in ordine cronologico dovremmo aver avuto, se ricordiamo bene, una proposta dell’on. Bernardini di cui era stata comunicata la calendarizzazione e mai discussa in Commissione a causa delle vicende politiche dell’epoca e a distanza di un paio d’anni una proposta dei senatori Della Seta e Ferrante del PD che addirittura non fu neanche presa in considerazione e dato che oggi i due senatori sono ex-parlamentari, è molto probabile che non sentiremo più parlare né di loro né della loro proposta di legge!

    Arrivando ai giorni nostri (con una media di una proposta di legge ogni 2 anni!) a giugno abbiamo di nuovo esultato quando l’on. Farina di SEL ha depositato un nuovo disegno di legge per modificare la Fini-Giovanardi (che anche se incompleto, ci sembrava comunque un’opportunità per dibattere ufficialmente l’argomento) .

    Il Disegno di Legge era stato inserito nel calendario della Commissione Giustizia della Camera, ma le vicende del Cavaliere hanno mandato tutto a monte, con la conseguenza che anche stavolta di cannabis in Parlamento non se ne parla …ma che fine ha fatto la proposta dell’on. Farina?

    Cercheremo di contattare di persona l’on. Farina per capire come pensa di procedere, noi intanto invitiamo nuovamente i nostri lettori e i nostri soci ad alzare la voce inviando alla Commissione Giustizia della Camera un’esortazione affinché non cada nel dimenticatoio anche questa nuova proposta.

    Direttivo ASCIA

    Vi invitiamo a partecipare numerosi a questa mailbombing indirizzata al presidente della Commissione Giustizia della Camera, ai vicepresidenti, ai segretari e a tutti i deputati di PD, SEL e M5S presenti in Commissione, copiando la seguente parte della News Letter e inviarla all’elenco sottoindicato:

    Mailbombing:

    Signori deputati in Commissione Giustizia, da quando fu varata la legge Fini-Giovanardi nel 2006, in ordine cronologico dovremmo aver avuto, se ricordiamo bene, una proposta dell’on. Bernardini di cui era stata comunicata la calendarizzazione e mai discussa in Commissione a causa delle vicende politiche dell’epoca e a distanza di un paio d’anni una proposta dei senatori Della Seta e Ferrante del PD che addirittura non fu neanche presa in considerazione e dato che oggi i due senatori sono ex-parlamentari, è molto probabile che non sentiremo più parlare né di loro né della loro proposta di legge!

    Arrivando ai giorni nostri (con una media di una proposta di legge ogni 2 anni!) a giugno abbiamo di nuovo esultato quando l’on. Farina di SEL ha depositato un nuovo disegno di legge per modificare la Fini-Giovanardi.

    Il Disegno di Legge era stato inserito nel calendario della Commissione Giustizia della Camera (24 luglio 2013), ma le vicende del Cavalier Berlusconi e del Governo hanno mandato tutto a monte, con la conseguenza che anche stavolta di regolamentare l’uso di cannabis in Parlamento non se ne parla …ma che fine ha fatto la proposta dell’on. Farina?

    Vi invitiamo a dibattere l’argomento il prima possibile per risolvere il problema della criminalizzazione di milioni di pacifici cittadini consumatori che a causa della legge vigente rischiano ogni giorno una ingiusta persecuzione e discriminazione.

    suggeriamo inoltre la lettura di alcune proposte di legge di iniziativa popolare:

    Proposta ASCIA: http://www.legalizziamolacanapa.org/?page_id=4836

    Proposta avv. Zaina: http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=6531

    Proposta 3Leggi: http://www.3leggi.it/presentazione/m...mpatto-penale/

    Proposta Partito Pirata: http://www.piratpartiet.it/mediawiki...lute_e_sanità

    Destinatari:
    ferranti_d@camera.it
    bonafede_a@camera.it
    sarro_c@camera.it
    businarolo_f@camera.it
    dalessandro_l@camera.it
    agostinelli_d@camera.it
    amoddio_s@camera.it
    bazoli_a@camera.it
    biffoni_m@camera.it
    campana_m@camera.it
    colletti_a@camera.it
    ermini_d@camera.it
    farina_d@camera.it
    ferraresi_v@camera.it
    giuliani_f@camera.it
    greco_maria@camera.it
    gullo_m@camera.it
    magorno_e@camera.it
    marroni_u@camera.it
    marzano_m@camera.it
    mattiello_d@camera.it
    micillo_s@camera.it
    morani_a@camera.it
    moretti_a@camera.it
    picierno_p@camera.it
    rossomando_a@camera.it
    sannicandro_a@camera.it
    sarti_g@camera.it
    scalfarotto_i@camera.it
    tartaglione_a@camera.it
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    vazio_f@camera.it
    verini_w@camera.it
    info@legalizziamolacanapa.org
    Ultima modifica di Pawan Kumar - ASCIA; 07-10-13 alle 10:58

  2. #2
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    La proposta di legge Farina in Commissione

    A seguito della mailbombing lanciata ieri abbiamo ricevuto una risposta dal Presidente della Commissione Giustizia della Camera che ci ha informato della sua calendarizzazione: la proposta dell’on. Farina verrà dibattuta oggi in commissione.

    Vi ringraziamo quindi per aver partecipato al nostro invito e vi chiediamo di sospendere per ora l’invio della mail. La proposta di Farina è l’ultima nella discussione prevista oggi ed è accorpata con un’altra proposta degli on. Gozi e Giacchetti che prevede la depenalizzazione della coltivazione domestica. Abbiamo motivo di credere che viste le varie problematiche in calendario le due proposte di legge slitteranno a nuova data, ma mai fasciarsi la testa prima della botta.

    Appena saremo in grado di aggiornarvi lo faremo.

    Direttivo ASCIA
    Ultima modifica di Pawan Kumar - ASCIA; 08-10-13 alle 13:29

  3. #3
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    Per informazione completa, questo è il testo della proposta Gozi-Giachetti, che verrà discussa oggi, salvo slittamenti e rinvii, dalla Commissione Giustizia della Camera insieme alla proposta Farina. Questa proposta era stata presentata prima della proposta Farina. Da un primo esame (l'ho appena letta) sembra che sostanzialmente si tratti di una semplice richiesta di depenalizzazione della coltivazione domestica e del possesso per uso personale, mantenendo solo le sanzioni amministrative. Ve la sottopongo, così possiamo studiarcela meglio.

    http://www.camera.it/leg17/995?sezio...-sede=-e-tipo=


    PROPOSTA DI LEGGE
    d'iniziativa dei deputati
    GOZI, GIACHETTI
    Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di depenalizzazione della coltivazione domestica di piante dalle quali possono essere estratte sostanze stupefacenti o psicotrope
    Presentata il 17 maggio 2013



    torna su
    Onorevoli Colleghi! La presente proposta di legge, già presentata nella scorsa legislatura dall'onorevole Bernardini ed altri, reca modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 in materia di depenalizzazione della coltivazione domestica di piante delle quali possono essere estratte sostanze stupefacenti e psicotrope. Nel nostro ordinamento giuridico, nonostante il divieto dell'uso personale di sostanze stupefacenti sia stato abrogato con il referendum del 1993, la condotta di coltivazione non autorizzata di piante da stupefacenti continua a costituire sempre e comunque un illecito penale, con esclusione di qualsivoglia spazio per un intervento punitivo solo in via amministrativa ai sensi dell'articolo 75 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, di seguito «testo unico», e ciò pur in presenza di coltivazioni di modestissima dimensione, rispetto alle quali sarebbe inverosimile una destinazione del ricavato al mercato.
    E invero l'attività di coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti non è richiamata né nell'articolo 73, comma 1-bis, né nell'articolo 75, comma 1, ma solo nel comma 1 del citato articolo 73 del testo unico; ne deriva che il legislatore sembra aver attribuito scientemente a tale condotta comunque e sempre una rilevanza penale, quale che sia ladimensione della piantagione e quale che sia il quantitativo di principio attivo ricavabile dai fiori o dalle foglie delle piante.
    Anche dopo l'incisivo intervento di riforma della disciplina sanzionatoria delle sostanze stupefacenti realizzato nel 2006 (decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2006, n. 49), il legislatore ha finito con l'aderire a quell'opinione giurisprudenziale senz'altro prevalente, fatta propria anche dalla Corte costituzionale (sentenza n. 360 del 24 luglio 1995), secondo cui la condotta di coltivazione, in quanto potenzialmente in grado di aumentare il quantitativo di droga circolante, sarebbe intrinsecamente più grave rispetto a quella di mera detenzione, così da meritare un trattamento punitivo diverso e più severo.
    Peraltro la predetta impostazione è stata ribadita più recentemente anche dalla giurisprudenza di legittimità (Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 28605 del 2008), essendosi riaffermato, pur dopo il novum normativo del 2006, che l'attività di coltivazione, in base al combinato disposto di cui agli articoli 26, 28, 73, comma 1-bis, e 75, comma 1, del testo unico, è vietata e sanzionata penalmente anche qualora la finalità dell'agente sia di destinare il prodotto della coltivazione a mero consumo personale.
    Il divieto generale e assoluto di coltivare le piante comprese nella tabella I di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), del testo unico (tra le quali è annoverata la cannabis indica) appare davvero eccessivo, perlomeno rispetto a quelle condotte di coltivazione rudimentale e domestica di poche piantine, destinate a consentire il ricavo di modestissimi quantitativi di principio attivo, giacché in casi del genere il rischio di destinazione a terzi della sostanza stupefacente è pressoché nullo e parimenti nullo è il rischio per la salute individuale del coltivatore-assuntore.
    Con la presente proposta di legge, pertanto, si intendono innanzitutto modificare gli articoli 26 e 28 del testo unico, così da cogliere la reale diversità di situazione che caratterizza la coltivazione in senso tecnico da attività solo naturalisticamente rientranti in tale nozione, rispetto alle quali è preferibile non operi il divieto di coltivazione in assenza di autorizzazione.
    L'altra importante modifica consiste nel richiamare espressamente la condotta di coltivazione sia nell'articolo 73, comma 1-bis, che nell'articolo 75 del medesimo testo unico, in modo da attribuire alla stessa, qualora emerga che il ricavato della coltivazione sia destinato a un uso esclusivamente personale, una rilevanza meramente amministrativa.
    In sintesi, la normativa introdotta dalla presente proposta di legge, estendendo gli effetti del referendum abrogativo del 1993 anche a tutte quelle attività di coltivazione cosiddetta «domestica» delle piante da stupefacenti, è l'unica in grado di evitare le irragionevoli conseguenze che discendono dall'applicazione della disciplina di rigore vigente che, da un lato, impone di sanzionare penalmente il modesto coltivatore di qualche piantina di canapa indiana mentre, dall'altro, punisce solo in via amministrativa le condotte di detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti, anche in quantitativi di significativa consistenza.
    torna su
    PROPOSTA DI LEGGE
    Art. 1.
    1. Dopo il comma 1 dell'articolo 26 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserito il seguente:
    «1-bis. Nel divieto di cui al comma 1 non è compresa l'attività di coltivazione priva di caratteristiche tecnico-agrarie o imprenditoriali».

    Art. 2.
    1. Dopo il comma 1 dell'articolo 28 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, è inserito il seguente:
    «1-bis. L'autorizzazione di cui all'articolo 26, comma 2, non è richiesta con riferimento all'attività di coltivazione priva di caratteristiche tecnico-agrarie o imprenditoriali».

    Art. 3.
    1. All'alinea del comma 1-bis dell'articolo 73 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dopo le parole: «senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17,» è inserita la seguente: «coltiva,».

    Art. 4.
    1. All'alinea del comma 1 dell'articolo 75 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, dopo le parole: «Chiunque illecitamente importa,» è inserita la seguente: «coltiva,».

  4. #4
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    Scusate, ma dopo avere letto questa pseudo proposta di legge mi contengo perché dovrei fare un'esclamazione che vi costringerebbe a bannarmi per molto tempo.
    La montagna ha partorito il topolino (anzi una vera pantegana).
    Permettetemi di dire che proprio non ci siamo e che credere a questa gente, significa non capire che ci si trova dinanzi ad interventi normativi ridicoli, fatti solo per fare stare buoni e zitti coloro che coltivano od usano.
    Vogliono dare un contentino, perché, in realtà non hanno interesse a cambiare la legge.
    E' troppo impegnativo studiare il problema, non da un ritorno positivo, né di immagine, né di potere, né di vantaggi elettorali.
    E' umiliante per un politico dovere ammettere di non sapere esattamente di cosa parla e magari dovere chiedere ausilio ad avvocati o biologi...meglio scrivere quattro stupidate, avvalendosi di qualche scriba, che si picca di avere dato qualche esame all'Università.
    E' triste constatare che i politici in genere - soprattutto dell'area quelli cui molti di voi fanno riferimento - continuano a pensare che siate mendicanti e che possiate apprezzarli solo perché distrattamente si interessano a voi coltivatori e consumatori.
    Ma vi rendete conto che vogliono che vi accontentiate di nulla, spacciandovelo falsamente (scusate l'espressione) per chissà quale risultato.
    Vogliono ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. E gli viene permesso!!!
    Fino a quando sarete supini dinanzi a questo trattamento?
    Il mailbombing il cui ricorso mi pare francamente ormai inutile, perché non lo trasformate in proteste contro tutti quei politici che hanno fatto promesse e poi fanno queste proposte, oppure a quelli che manco rispondono?
    Quelli che vi rappresentano sono tutti palliativi....

  5. #5
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    In relazione alla presunta approvazione di norme di depenalizzazione della coltivazione vi segnalo .
    Attenzione non fatevi prendere da entusiasmi eccessivi, perché non ve ne è ragione, purtroppo.
    In primo luogo la notizia è proposta in modo fuorviante ed inesatto.
    L'emendamento approvato è il seguente
    1.0.100/31
    LUMIA, CAPACCHIONE, CIRINNÀ, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, MANCONI
    All'emendamento 1.0.100, al comma 2, lettera c), dopo il numero 6), aggiungere il seguente: «6-bis). Articolo 28, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;».
    .
    La norma emendata è l'emendamento 1.0.100 comma 2 lett. c) che recita "Trasformare in illeciti amministrativi le contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda, previste dalle seguenti disposizioni di leggi speciali".
    Vale a dire che si interviene sull'art. 28 dpr 309/90 che disciplina effettivamente la coltivazione dichiarandola illecita in assenza di autorizzazione, ma l'emendamento approvato tocca il comma 2° di tale articolo, che tratta solo del mancato rispetto delle prescrizioni e delle garanzie che tale autorizzazione comporta. A mio avviso dunque si tratta di un intervento inutile perché la norma da riformare principalmente è l'art. 73 che è la norma in base alla quale si viene puniti (dove si dimostra che i politici spesso si muovono in buona fede ma erroneamente e non hanno una visione ad ampio respiro dei processi di modificazione normativa).
    Non vi alcun raccordo, quindi, con le norme penalmente rilevanti.
    Non cambia nulla in pratica.
    In secondo luogo, ammesso e non concesso che l'intervento possa avere qualche valore (ma così non lo ha affatto) si tratterebbe di una proposta che deve passare, poi, alla Camera e poi dovrà andare in aula in entrambi i rami del Parlamento.
    Dunque allo stato potrebbe essere un primo passo di un lungo cammino.
    Continuo a pensare che non si possa definire questioni del genere sulla base di emendamenti, senza intervenire in modo chiaro ed univoco.

  6. #6
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    NON SO SE CREDERCI! AGGIORNAMENTO DI OGGI POMERIGGIO! NOTIZIA DALL'ANSA:

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubri...a_9440265.html

    Top NewsPercorso:ANSA.it > Top News > News
    No galera per chi coltiva marijuana
    Approvato emendamento da commissione Giustizia
    10 ottobre, 16:27

    No galera per chi coltiva marijuana (ANSA) - ROMA, 10 OTT - La Commissione Giustizia del Senato ha depenalizzato il reato di chi viola le regole per la coltivazione della Cannabis. E' stato approvato infatti un emendamento al provvedimento sulle pene non detentive a firma di Giuseppe Lumia che trasforma in illecito amministrativo la violazione delle prescrizioni per la coltivazione della Marijuana.

  7. #7
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    Prima di esultare, assicuriamoci che non sia una bufala.

  8. #8
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    Purtroppo è una bufala!
    Riguarderebbe solo chi è già in possesso di un'autorizzazione a coltivare la canapa e viola le norme.

    http://www.fanpage.it/marijuana-niente-carcere-italia/

  9. #9
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    Scusi Pawan ma non si è accorto di quanto ho scritto?

  10. #10
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    Nella fretta di aggiornare non l'avevo letto, pensando che fosse il suo post precedente. Grazie Avvocato di avermi preceduto. A quanto pare me ne ero accorto dopo di tutti, ero fuori a lavorare ed ho visto la notizia solo quando sono rientrato, mi sono messo subito ad aggiornare e mi sono accorto solo successivamente che era stata aperta anche la discussione "No galera per chi coltiva marijuana". Certo che pure l'ANSA.... con un titolo così equivoco. Ai deboli di cuore gli potrebbero essere fatali tutte queste emozioni!

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