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Discussione: Persecutori nati

  1. #11
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    Questi politici sono di una anti-scientificità allucinante, basterebbe tendere l'orecchio alla comunità biomedica italiana o internazionale per evitare di starnazzare simili idiozie. Io non riesco a comprendere se certe affermazioni siano frutto di pura e schifosa ignoranza o se questi soggetti mentano sapendo di mentire.
    In ogni caso sono omuncoli di una pochezza disarmante.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da M'agganjo Visualizza Messaggio
    Questi politici sono di una anti-scientificità allucinante, basterebbe tendere l'orecchio alla comunità biomedica italiana o internazionale per evitare di starnazzare simili idiozie. Io non riesco a comprendere se certe affermazioni siano frutto di pura e schifosa ignoranza o se questi soggetti mentano sapendo di mentire.
    In ogni caso sono omuncoli di una pochezza disarmante.
    Questi soggetti sanno benissimo le differenze tra le droghe, secondo me, lo dimostra il fatto che ogni tanto spunta fuori qualche festino andato male a base di Trans/puttane, coca 'n' rock and roll(a spese nostre), poi erano "giovani" negli anni 50/60, avranno provato di tutto!!! ;)

    Il problema è sempre lo stesso, gli interessi che hanno dietro, ovvero la vendita del petrolio, poi abbiamo la mafia al potere, se legalizzano si tolgono il loro profitto!!! La lobby delle case farmaceutiche... E mille altre lobby più piccole..
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  3. #13
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    Io non so neanche più come commentare queste idiozie colossali che sento.
    Quello che mi viene da pensare, anche se qualcuno non sarà assolutamente favorevole, è che queste persone vanno abbattute e non meritano neanche di essere ricordati.
    So di essere estremo ma ormai secondo me l'unica soluzione è quella

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da M'agganjo Visualizza Messaggio
    Questi politici sono di una anti-scientificità allucinante, basterebbe tendere l'orecchio alla comunità biomedica italiana o internazionale per evitare di starnazzare simili idiozie. Io non riesco a comprendere se certe affermazioni siano frutto di pura e schifosa ignoranza o se questi soggetti mentano sapendo di mentire.
    In ogni caso sono omuncoli di una pochezza disarmante.
    Siamo dinanzi a casi di dichiarata disinformazione da parte di un pseudo fronte proibizionista.
    Vale a dire che, scientemente, personaggi, del calibro del signore cui fate riferimento, sostengono tesi infondate, perchè funzionali a posizioni precostituite, diversamente non supportate da argomenti che possano richiamare l'attenzione, cercando di sfruttare la comune ignoranza in materia.
    L'evocazione indiscriminata ed ingiustificatamente allarmistica di pericoli generici e scientificamente infondati e la criminalizzazione delle idee avverse, divengono, così il machete in mano a chi, per legittimarsi, deve ricorrere alla violenza argomentativa, perchè privo di onestà intellettuale e siccome desideroso di ergersi a paladino della società civile.
    Vedete, però, l'ignoranza e l'incapacità di accettare limiti cognitivi o di preparazione su certe materie, o su settori di certe materie, costituiscono denominatori comuni a tutti i politici di tutti gli schieramenti partitici.
    Questa è la colpa principale che io addebito loro, cioè ai parlamentari.
    Io riconosco che sulla cannabis conosco solo alcuni aspetti giuridici, e che non possiedo una preparazione approfondita in ordine a taluni profili biologici e scientifici, si da potere discettare liberamente su tali specifici aspetti ed argomenti.
    Mi chiedo, allora, come si possa pretendere di legiferare, senza avere cognizioni adeguate sul piano giuridico e come ci si possa offendere se si viene motivatamente criticati?

  5. #15
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    Legalizzazione? Una valanga di sì!

    E’ una valanga, è proprio quella valanga che pronostichiamo da tempo e che travolgerà anche l’ultimo baluardo di ottusità!

    Finalmente il carattere ideologico che fino ad ora ha permesso a Giovanardi e Serpelloni, di perseverare nella difesa di una legge ormai da tutti ritenuta criminale e criminogena, ha perso di forza, di credibilità, di motivazioni, aprendo un fronte trasversale favorevole alla legalizzazione della cannabis.

    Un fronte trasversale sensibile al problema, che sta diventando sempre più ampio e si susseguono dichiarazioni su dichiarazioni, anche da personaggi a noi poco simpatici, ma che questa volta apprezziamo per l’onestà intellettuale dimostrata sull’argomento, come Giuliano Ferrara e Vittorio Feltri che dai loro giornali si esprimono in favore della possibile legalizzazione, o dell’ex ministro Martino (FI), incredibile ma vero!

    Addirittura alcuni programmi radiofonici e televisivi cosiddetti “leggeri”, come “Il ruggito del coniglio” su Rairadio2 o “Striscia la notizia” su Canale 5, hanno dedicato buona parte della trasmissione alla notizia innescata dalle dichiarazioni del leghista Fava prima e dal disegno di legge presentato dal senatore PD Manconi poi, avvalorando quanto abbiamo sempre affermato, e cioè che la cannabis è un’abitudine diffusa e condivisa nel nostro Paese, al punto tale che non la sua legalizzazione viene giudicata pericolosa, ma il mantenimento di una legge anacronistica che ne proibisce la coltivazione e perseguita il consumo ormai ampiamente accettato e tollerato nel modus vivendi nazionale.

    In sintesi, il fortino proibizionista sta crollando pezzo dopo pezzo e i suoi impavidi ed inossidabili difensori cercano di salvare il salvabile con le solite inconsistenti argomentazioni, tra cui spiccano quelle di Giovanardi (chiaramente!), quella di S. Patrignano (ovviamente!), quella del PM del Canton Ticino autore dell’innesco proibizionista in Svizzera (scontatamente!), dei tossicologi forensi (faziosamente!) timorosi di drastici tagli al personale se la cannabis fosse legalizzata, dell’ormai familiare senator Gentile (immancabilmente!) con le sue solite farneticazioni ed infine della ministra Lorenzin (inopportunamente!), alla quale vorremmo far presente che, ricoprendo un ruolo istituzionale, dovrebbe differenziare, con maggior chiarezza, quando le affermazioni sono frutto delle proprie idee e quando sono invece fatte a nome del governo.

    Volenti o nolenti, i nostri avversari devono accettare anche il fatto che, per la prima volta dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi, ben 3 proposte di legge sono depositate alla Camera ed una al Senato per abrogare le norme persecutorie nei confronti dei consumatori e coltivatori in proprio, e se non è oggi, sarà domani, ma sicuramente e una volta per tutte è vicinissimo il giorno in cui, questi degni rappresentanti della moderna Inquisizione, dovranno alzare bandiera bianca, sempre che non subiscano prima il colpo mortale dal pronunciamento della Corte Costituzionale.

    Giancarlo Cecconi – ASCIA

  6. #16
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    Notizia di ieri...

    TORINO È LA PRIMA GRANDE CITTÀ A DIRE SI ALLA CANNABIS!
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    vorrei chiedere a voi, visto che la notizia è fresca, fresca cosa vuol dire che sono stati approvati gli ordini del giorno?? Cosa accade dopo??
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  7. #17
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    Dando per scontato che le varie mafie e camorre hanno tutto il loro interesse a difendere il proibizionismo in quanto regala loro il monopolio delle droghe illegali e profitti immensi, mi chiedo chi sono i loro referenti politici.
    Leggendo certe dichiarazioni mi viene da chiedermelo. Io vedo solo due alternative. O sono collusi o di una ignoranza incredibile (e a cui non credo)
    Mi auguro almeno che come abitudine di tutte le aziende multinazionali le nostre organizzazioni criminali abbiano fatto qualche pensierino per Natale ai vari Giovanarddi, Gaspardi, Serpentoni, etc. Forse non saranno collusi ma sicuramente funzionali ai loro interessi e se lo sarebbero meritato

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da smoked_Clyde Visualizza Messaggio
    Notizia di ieri...

    TORINO È LA PRIMA GRANDE CITTÀ A DIRE SI ALLA CANNABIS!
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    vorrei chiedere a voi, visto che la notizia è fresca, fresca cosa vuol dire che sono stati approvati gli ordini del giorno?? Cosa accade dopo??
    Al di là della positività di fondo della pubblicità ad una posizione antiproibizionista, ritengo, comunque, che questi ordini del giorno - che provengono da enti territoriali privi di competenze e poteri concreti - servano solo a creare confusione ed ad ingenerare nelle persone false aspettative.
    Che il Consiglio comunale di Torino approvi un documento che chiede al Governo di abrogare per decreto la FINI-GIOVANARDI è una notizia del tutto irrilevante, perché non cambia i termini del problema.
    Anzi si tratta di un'iniziativa superflua, di mera facciata, priva di effetti giuridici e di fatto concreti, una trovata politica per avere visibilità mediatica, altrimenti impossibile.
    E' come se un parroco scrivesse al Papa affinché fosse abrogato ad esempio il celibato dei sacerdoti.
    Pensate addirittura che nel furore di potere dire la propria sul tema cannabis si arriva - come pare abbiano fatto a Torino - a chiedere al Governo di abrogare per decreto la legge attuale, quando proprio l'uso del decreto è la ragione della sospetta incostituzionalità della FINI - GIOVANARDI.
    Mi chiedo, ma prima di parlare - sovente a sproposito - questi nuovi paladini perché non si informano?
    E soprattutto, si rendono conto della responsabilità che comporta la propalazione di certe notizie, che si prestano a travisamenti?

  9. #19
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    Immaginavo fosse un'altro titolone a vuoto.....
    Ma quella del movimento 5 stelle mi sembra un'ottima proposta!! A parte sta tassa governativa per coltivare, mi mette tanta paura...
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  10. #20
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    Ai persecutori più infervorati gli si sta rompendo il giocattolo maledetto, non possono fare altro che ripetere le solite cose, alle quali si crede sempre meno.
    Due pezzi da novanta, (uno ex), Fini e Serpelloni, da droghe-aduc:

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    Legalizzazione cannabis. Gianfranco Fini: resto un convinto proibizionista

    15 gennaio 2014 13:57
    "Io rimango un convinto proibizionista". A Torino, dove ieri sera il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno a favore della legalizzazione della cannabis, l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini ribadisce il principio ispiratore della legge che porta il suo nome. "Non esiste il diritto di assumere sostanze stupefacenti. Poi - ha aggiunto - si puo' discutere sul tipo di sanzione, che puo' essere amministrativa o penale, ed io sono pronto a farlo, ma non ci puo' essere il diritto di drogarsi".


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    Legalizzazione cannabis. Serpelloni/DPA: non metterebbe in difficolta' le mafie

    16 gennaio 2014 9:28
    ''Legalizzando la cannabis in Italia non si mettono in crisi le mafie, perché al massimo si inciderebbe sul 20-25% dei profitti che la criminalità organizzata ottiene dalla vendita di sostanze stupefacenti. La gran parte dei loro introiti derivano invece da cocaina, eroina e metanfetamine''. Ne è convinto il direttore del dipartimento politiche antidroga, Giovanni Serpelloni, che interviene nel dibattito politico e stigmatizza la possibilità di rendere legale la cannabis in Italia. Le mafie, sottolinea, ''potrebbero comunque continuare a vendere cannabis ai minorenni o abbassare i prezzi e venderle a più buon mercato''. Parlando a margine di un convegno all'ospedale Bambin Gesù di Roma, Serpelloni ha affermato che ''la legalizzazione delle droghe, anche della cannabis porta invece all'aumento dei consumi e quindi degli incidenti stradali e sul lavoro, dei deficit cognitivi nei ragazzi e del calo del quoziente intellettivo della popolazione''. Secondo il direttore del dipartimento di neuroscienze e neuroriabilitazione del Bambin Gesù, Federico Vigevano, ''il primo contatto con la droga può avvenire già all'età di 10-12 anni; il 20% degli studenti delle scuole medie e superiori è già entrato in contatto con la cannabis e il problema più importante è che un terzo degli adolescenti con patologie psichiatriche fa uso continuo di droghe''. Per prevenire l'uso della droga e individuare precocemente le condizioni comportamentali, le situazioni familiari a rischio e i soggetti particolarmente vulnerabili in età prepuberale, il Bambin Gesù ha presentato oggi un progetto di collaborazione con il Dpa: Early Detection and Intervention. ''Secondo analisi cliniche - ha detto Vigevano - i bambini iperattivi, con un atteggiamento oppositivo provocatorio e, in alcuni casi i dislessici, hanno probabilità maggiori di sviluppare dipendenze. E dal primo contatto con la droga e la presa in carico passano mediamente 6 anni. L'obiettivo del progetto è formare gli operatori sanitari affinché si possa prevenire il fenomeno e limitare i danni individuando le condizioni psicopatologiche a rischio e intervenendo tempestivamente sui bambini e le famiglie già prima della pubertà''.

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