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Discussione: Per l'ennesima volta, non fatevi illusioni: Non vogliono legalizzare nulla

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Avv. Zaina Visualizza Messaggio
    Caro Stram, sono fondamentalmente d'accordo con Lei salvo per quanto concerne depenalizzazione e legalizzazione, ma non mi pare proficuo discutere di problemi lessicali, perchè è la sostanza che conta e su tale aspetto ocnvergiamo.
    Io ho letto una sorta di proposta del M5S e devo confessare che mi ha colpito positivamente perchè, in primo luogo è molto più precisa e differente dalle proposte FARINA, MANCONI, GIACHETTI e similia. In secondo luogo noto molti elementi di convergenza con la mia proposta - della quale non ho avuto alcun riscontro ad oggi a livello politico - e ciò mi fa piacere.
    Devo, poi, informarvi che nonostante abbia cercato un dialogo con questi illustri esponenti progressisti, nessuno di essi (salvo sembrerebbe l'on. Farina che mi avrebbe - il condizionale è d'obbligo - risposto molto educatamente su Facebook) ha avuto un minimo tempo per confrontarsi su questi.
    Mi sono permesso di inviare osservazioni anche al M5S ad una mail generica, dove si dice che atteso l'evento numero di comunicazioni non tutte vengono prese in esame.
    Mi chiedo allora, come pretendono che la gente partecipi, se talune osservazioni potrebbero non guardarle a priori?
    Probabilmente - ma questo è un mio malevolo timore - era più importante, per costoro, avere visibilità sui media, con proclami e proposte che lasciano il tempo che trovano, ma colpiscono l'immaginario collettivo, piuttosto che discutere seriamente del tema privatamente.
    D'altronde questo è il vezzo ed il livello politico italiano.
    Mi fa piacere il punto da lei espresso e da me evidenziato.
    Per il resto, posso capirli sa? E' da anni che seguo il movimento, ed hanno subito (e continuano a subire) lo strapotere dei media in generale, che rema contro di loro in ogni modo, indi comprendo il volere, con dei proclami, comparire sui media, così contrapposti da sempre.

    Per finire, anche se mi danno sicuramente più fiducia degli imbecilli dell'ultimo ventennio (almeno loro prendono meno soldi SUL SERIO e vanno a lavorare in bicicletta), la mia sfiducia per la politica italiana, è in crescita esponenziale.
    Come amo ripetere, Sarà Dura!!

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    "Rammentiamoci sempre che ogni qualvolta lasciamo scritto qualcosa,si lascia solo delle parole messe li,ognuno poi le interpreta come vuole,non é la stessa conversazione fatta faccia a faccia .." cit. Dantep

  2. #12
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    Ma come si fa in un discorso del genere a non tirare in ballo la lotta alla mafia?
    vuoi l'indoor?
    no, niente cioccolato grazie

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Avv. Zaina Visualizza Messaggio
    Caro Stram, sono fondamentalmente d'accordo con Lei salvo per quanto concerne depenalizzazione e legalizzazione...
    forse era il pensiero di Mirko Venturini.....comunque in merito ai problemi lessicali (depenalizzazione, legalizzazione, liberalizzazione e/o tolleranza delle sostanze) ha ben descritto il mio forse volubile punto di vista nell'ultima parte dell'intervista.....

    So che un consumatore di fronte alla prospettiva che qualcosa cambi in suo favore a livello legislativo si accontenta di tutto.......
    purtroppo ho perso ogni fiducia verso la macchina politica incapace di agire (offrendo soluzioni posticce e tese al tornaconto economico di pochi) di fronte a qualsivoglia problema sociale.....

  4. #14
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    continuo qui.........volevo condividere con voi le sempre interessanti considerazioni di Samorini sull'argomento in oggetto:

    TOLLERANZA, DEPENALIZZAZIONE, LIBERALIZZAZIONE, LEGALIZZAZIONE di una droga: è importante che chiunque si interessi all'argomento abbia ben chiaro la grande differenza che sussiste fra questi quattro concetti.
    Non si creda che Colorado, Olanda e Uruguay abbiano dato vita, in tempi diversi, al rispetto dei DIRITTI dei cannabinici. Ciò è un'illusione basata più sulla "speranza di un mondo migliore" che su concrete e purtroppo obbligatoriamente fredde analisi storiche, sociali ed economiche. La "via" olandese è esistita non per questione di diritti, bensì per motivi di TOLLERANZA, la cosiddetta "quarta via". Ma la tolleranza è possibile costituzionalmente solo nei paesi dove non vige il derivato moderno del diritto romano. Nei paesi dove vige questo diritto, tipo in Italia, la tolleranza non è ammessa di legge. Per definizione, la tolleranza di un reato è lo spazio che esiste fra il reato e la sua persecuzione. In Olanda questo spazio, per i reati minori, è relativamente ampio e tutto il mercato dei coffee-shop olandesi si è inserito nello spazio di tolleranza cannabinica (stabilita di anno in anno dai sindaci e prefetture, e comunicata ai cittadini), come si inserì per decenni il mercato della prostituzione sulla tolleranza a tale reato. Altro che diritti! Eventualmente si tratta di CIVICO PRAGMATISMO. Per quanto riguarda l'Uruguay, dubito si possa trattare unicamente di motivazioni di "diritti cannabinici" offerti dal buon presidente. I primi paesi che legalizzano la cannabis riceveranno fior di quattrini dai paesi che ne hanno bisogno per via della loro legalizzazione del suo solo uso terapeutico, e per i rifornimenti si rivolgeranno ovviamente ai paesi che la producono legalmente. E in effetti c'è già la fila di inviati governativi, ad esempio israeliani, nelle ambasciate dell'Uruguay.... E il Marocco sta proprio ora fiutando l'affare e non vuole rimanere dietro all'Uruguay, vista la sua storia di coltivazione su ampia scala della cannabis. La storia del proibizionismo e della successiva legalizzazione delle droghe, dal cacao al caffè al tabacco, da ragione alle motivazioni economiche e logistiche per il cambio di paradigma (tipo intasamento delle carceri e del sistema giuridico). E' un'illusione pensare a una maturazione etica e morale, e quindi di "diritti" del consumatore.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da StRaM Visualizza Messaggio
    NON FATEVI ILLUSIONI: NON VOGLIONO LEGALIZZARE NULLA
    a me basterebbe la decriminalizzazione (no galera e no multe) per l'uso e la coltivazione personale di Cannabis.

    Poi i Coffee Shop possono aspettare ..

    una legge "antipro" significa inanzitutto diritti, NON soldi.

    esistono varie motivazioni che possono spingere a una legge antiproibizionista, bisognerebbe stabilire delle chiare priorità e obiettivi, ovvero: migliorare le condizioni di salute e l'economia domestica dei cittadini consumatori, garantendo loro il diritto di coltivare a costo 0 [ZERO] la Cannabis

    proposta M5S/Uruguay/Colorado: scopo primario: $OLDI
    Si fa di tutto per controllare/arginare la produzione personale (autorizzazioni, tasse) e trasformare la Cannabis in "CannabiZ" (business)
    Queste proposte sono incentrate sul ruolo della vendita regolamentata, allo scopo di toglier soldi alle mafie e riversarli nello Stato sottoforma di entrate.
    Negozi -> Soldi
    Tassa e autorizzazione per coltivazione personale -> Soldi e controllo (es: strain OGM di Stato come in Uruguay, vedi altro topic)
    Conseguenze:
    -pochi consumatori-grower ( assurdi disincentivi alla coltivazione personale: tassa e autorizzazione)
    -spesa procapite sproporzionata: si spende un botto per comprare dal growshop (ma i growshop pagano tasse è questo è positivo). I malati possono avere sconti ottenendo la cannabiZ dal SSN, il quale probabilmente la compra dai growshop (che come detto pagano le tasse) ma il costo del SSN grava su tutta la popolazione ....

    Che senso ha far passare l'erba e i soldi in circuiti privati (o anche statali) per "dare benessere" attraverso maggiori introiti che lo Stato riceve, quando è possibile bypassare il denaro permettendo ai consumatori di autoprodursi il proprio benessere? (meno soldi spesi, da ogni cittadino, in ganja per uso medico/"ludico" e meno soldi spesi in generale da tutta la cittadinanza per l'acquisto dei numerosi farmaci industriali perchè essi potranno, in gran parte, essere sostituiti dalla Cannabis !! )

    ----------
    La "proposta KGB" , eccola: scopo primario: migliorare la salute e il benessere economico d'ogni cittadino
    benessere indotto dal cittadino a sè stesso, tramite l'autocoltivazione (d'un numero di piante limitato per legge) per uso personale e cessione di modiche quantità ad amici e conoscenti (es.: tipo la nonna che ne ha bisogno per farne uso medico).
    Certo, non s'avrebbe la "botta d'introiti statali" che altre proposte conseguono, ma che importa?
    1) il mercato nero sparirebbe comunque (perchè non ci sono restrizioni alla coltivazione personale, fatto salvo il rispetto del numero di piante definite per legge)
    2) i soldi che col "metodo KGB" non vanno in tasse (perchè non ci sono, ancora "ganjashop") corrispondono comunque a soldi in meno sborsati procapite da ogni cittadino.
    3) un'eventuale indotto di produzione e nuovi lavori può generarsi nel settore delle attrezzature per la coltivazione e nel settore agricolo in generale (vasi, concimi lampade ecc ecc)

    differenza principale:
    La proposta m5s et al. punta ad ottenere il numero minore possibile di grower NON commerciali, mira ad avere tutte le coltivazioni sotto stretto controllo statale ed incentiva il mercato legale di cannabis a scapito dell'autoproduzione

    La proposta KGB invece punta sul numero maggiore possibile di grower NON commerciali, in modo da far sì che nessun tipo di mercato (legale o meno) della cannabis sia possibile. Ovvero: prima di tutto i diritti e l'autonomia dei consumatori.
    Quando la società si sarà abituata a ciò, allora si potrà anche legalizzare il commercio senza problemi, anche se a quel punto gli introiti saranno minori (macchissene!! Tutti nel frattempo avranno risparmiato soldi e guadagnato in salute e saranno felici ed è questo ciò che conta veramente e più di tutto!!) perchè la quasi totalità dei consumatori saranno già autonomi.

    È essenziale che prima di tutto diventi legale coltivarla per uso personale SENZA richiedere autorizzazioni o tasse.
    Altrimenti, se si legalizza il commercio nei modi già visti succederà che il commercio prenderà il sopravvento, fin dal principio, sui diritti dei consumatori-coltivatori, facendo così passare in secondo piano gli interessi dei cittadini che dovrebbero essere considerati il centro della questione!


    Antipro non vuol dire "far soldi mungendo consumatori"!
    Vuol dire invece "dare LIBERTÀ e AUTONOMIA ai cittadini"

    Ultima modifica di KGB; 25-01-14 alle 21:08
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    Guerrilla Gardening: salviamo la canapa: pastie.org/8660638
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  6. #16
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    @StRaM
    Mirko Venturini, da quel che ho letto nel tuo post pare aver mal interpretato la seconda proposta:

    Citazione Originariamente Scritto da StRaM Visualizza Messaggio
    [...]
    La proposta #Gozi @Roberto Giachetti, presentata alla Camera il 17 Maggio 2013 [http://www.camera.it/_dati/leg17/lav...DL0008470.pdf] prevede che "la coltivazione a fini di commercio, l'acquisto, la produzione e la vendita di #cannabis indica e di prodotti da essa derivati" sia soggetta ad autorizzazione.
    [...]

    La seconda proposta, quella del Sel presentata il 14 Giugno 2013 alla camera, reca invece firma di Daniele Farina (ed altri) http://www.camera.it/_dati/leg17/lav...PDL0005790.pdf
    L'art 1 della proposta presenta ciò che abbiamo già letto con la proposta precedente, al comma 3 bis si legge che "non sono punibili coltivazione per uso personale e cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato...". La stessa proposta all'art 2 (Fatti di lieve entità), riduce fortemente le pene previste dalla fini giovanardi indicando reclusione da tre mesi a due anni e multa. Ora mi chiedo in tutta sincerità come verranno determinati i "fatti di lieve entità", meno chiara sarà la legge più ambiguo sarà l'effetto della eventuale legge.
    [...]
    "La seconda proposta (Sel) .... presenta ciò che abbiamo già letto con la proposta precedente"

    mmh, io sono andato a leggere nella seconda proposta e vedo che non si fa alcun cenno a "autorizzazioni" per la coltivazione.
    Quindi, almeno da quel punto di vista, la seconda proposta è di gran lunga meglio della prima.

    [e, direi, la proposta di Sel sembra meglio anche della distopica proposta M5S che, prevede invece l'autorizzazione e addirittura una tassa, per chi coltiva per uso personale]

    «3-bis
    . Non sono punibili la coltiva-
    zione per uso personale di
    cannabis indica
    e la cessione a terzi di piccoli quantitativi
    destinati al consumo immediato, salvo che
    il destinatario sia un minore »

    OT: hai postato un link sbagliato, quello della seconda legge contiene un "]" in fondo al link quindi non è cliccabile, ecco il link corretto:

    http://www.camera.it/_dati/leg17/lav...PDL0005790.pdf

    www.
    camera.
    it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0005790.pdf


    ciao
    Ultima modifica di KGB; 25-01-14 alle 21:16 Motivo: art 3
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da KGB Visualizza Messaggio
    a me basterebbe la decriminalizzazione (no galera e no multe) per l'uso e la coltivazione personale di Cannabis.
    Cosa vuol dire decriminalizzazione. Giovanardi ti direbbe che già ora non vai in galera se consumi. Multe?
    Poi i Coffee Shop possono aspettare ..
    una legge "antipro" significa inanzitutto diritti, NON soldi.
    esistono varie motivazioni che possono spingere a una legge antiproibizionista,
    Io che seguo sta cosa da inizio anni '80 ho sempre sentito dire dalle varie organizzazioni antipro che occorre legalizzare le droghe e anzitutto la cannabis per (in ordine sparso):
    togliere alla mafia e al mercato nero l'enorme giro di denaro che generano hascisc e cannabis. Portare il consumo alla luce del sole quindi.
    liberare le forze dell' ordine e i tribunali da una inutile caccia alle streghe con enorme risparmio di denaro pubblico e tempo.
    evitare di rovinare la vita di migliaia di cittadini (spesso giovani cosa ancor + grave) con processi, galera, fedine macchiate, disastri economici o anche solo ritiri di patente, visite inutili e costosissime per una cosa che alla fine è paragonabile al consumo di alcool o tabacco.
    tutelare la salute del consumatore dandogli modo di consumare sostanze naturali e non tagliate con le maggiori schifezze (lucido, hennè, paraffina, etc)
    eliminare l'unico punto comune che esiste tra cannabis/hascisc e le droghe pesanti: lo spacciatore.
    Ecco a grosse linee queste mi sembra siano sempre state le ns bandiere.
    Rivendicare il diritto di:
    di coltivare a costo 0 [ZERO] la Cannabis
    o dire
    Antipro......Vuol dire invece "dare LIBERTÀ e AUTONOMIA ai cittadini"
    mi sembra chiedere la "liberalizzazione". Che è un'altra cosa.
    Ora.... io ti faccio tanti auguri, ma mi sembra che hai le idee un po' confuse. Forse infatti ti sfugge che una legge serve a tutelare i diversi interessi dei cittadini. Il tuo interesse (che è anche il mio) a consumare e a procurarti la sostanza senza rischiare il culo(sia che te la coltivi, sia che la compri, poco importa). Ma anche l'interesse di chi non gliene frega niente della cannabis e non vuole che io e te lediamo la sua libertà di non avere a che fare con i "drogati". I tuoi "ragionamenti" invece pensano solo a te stesso. A quello che potrebbe andare bene a te. Già a me, che fumo come te, la tua proposta non piace. Dici infatti:
    tramite l'autocoltivazione (d'un numero di piante limitato per legge) per uso personale e cessione di modiche quantità ad amici e conoscenti (es.: tipo la nonna che ne ha bisogno per farne uso medico).
    Lasciamo perdere l'esempio della nonna, un po' capzioso, ma se fosse come dici tu che io posso coltivarmi le mie piante liberamente, senza controllo, visto che siamo in Italia, tempo 3 mesi (le autofiorenti in pratica) troveresti al posto degli spaccini di piazza, gli amici o i compagni di scuola o i colleghi con il pollice verde e lo spazio a disposizione che ti possono "aiutare".
    Mica tutti possono o hanno voglia di coltivare. La stragrande maggioranza di consumatori non coltiva.
    E poi io potrei benissimo essere sia uno che coltiva esclusivamente per consumo personale, sia essere che coltivo le mie piante per poi darle agli amici o altro e trarne vantaggio economico (spacciare in pratica). Come mi distingue la proposta KGB? Ci vuole un giudice che lo decide? O mi devono pedinare/intercettare i carabinieri? Oppure è permessa la cessione a terzi? Solo a titolo gratuito? O pure se me la vendo? E chi lo decide se l'ho regalata o venduta?
    Io che ho interesse a farmi le mie piantine per esclusivo consumo personale (chiaramente anche con amici) e voglio stare tranquillo ho tutto l'interesse ad essere distinto da chi se le vuole coltivare per commerciare. Mi spieghi come si farebbe se fosse coltivazione libera?
    Povero non è chi ha poco ma chi vuole molto (Seneca)

  8. #18
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    http://www.treccani.it/vocabolario/decriminalizzare/

    Cosa vuol dire decriminalizzazione? sempre questi problemi lessicali ahhaha..........per come la vedo è vero che i consumatori e gli AUTOproduttori di erba sono criminalizzati:

    La criminalizzazione in criminologia e il processo mediante il quale i comportamenti individuali sono trasformati in atti criminali[1]. Anteriormente (rispetto a cosa???????) il procedimento di trasformazione avveniva grazie alla legge e al sistema giurisdizionale. Il potere dei giudizi di promulgare nuove leggi e criminalizzare i comportamenti è attualmente deprecato. In modo altrettanto ambiguo, dove le leggi non hanno attecchito, certi comportamenti possono subire una sorta di criminalizzazione de facto attraverso un'azione più incisiva delle forze dell'ordine.
    da wiki

    perchè non criminalizzano così gli evasori?

    Siamo trattati dai vari Serpelloni come dei problemi sociali e citandolo da un recente articolo:

    “Significa che andiamo incontro a un disastro sanitario".
    http://www.famigliacristiana.it/arti...e-fa-male.aspx

    ......l'estremo accanimento contro coltivatori in proprio e consumatori dall'entrata in vigore della FIni Giovanardi e di Serpelloni a capo del Dip. poLLitiche "Antidroga" O (anticittadini fumatori) ha richiesto immense risorse (vedi le centinaia di perquisizioni nelle case di coloro i quali han acquistato semi legali in alcuni siti internet) e non è mai stato così pesante........una cosa è certa, bisogna fare qualcosa contro quest'assurda caccia alle streghe che ha avuto più di qualche morto!

    A livello sociale veniamo continuamente trattati come dei criminali e ci vengono afflitte pene anche più severe di reati come omicidio e rapina .......leggi fasciste e azioni fasciste sui consumatori di cannabis/droga vanno a braccetto con notizie diffamatorie nei giornali locali di poveri cristi beccati con qualche grammo o magari se si ha "la sfiga" di aver appena raccolto con qualche centinaio di g (compresi i vasi .....)

    In questa situazione credo che rispetto alla cannabis l'unica cosa nociva alla salute e alla libertà degli utilizzatori sia la legge che la regolamenta! e che la paragona a certe altre schifezze sintetiche e chimiche!

    La soluzione? parlarne è sicuramente proficuo....... magari mettendo al centro del discorso le persone che usano queste sostanze e che sono state oggetto di persecuzione......sicuramente arroccarsi nelle proprie convinzione (sia pro che contro) sembra essere il primo problema che si presenta nell'arrivare ad una soluzione che accontenti i più rispetto ad una legge meno criminalizzante e criminale.....
    Ultima modifica di StRaM; 27-01-14 alle 14:59

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da StRaM Visualizza Messaggio
    http://www.treccani.it/vocabolario/decriminalizzare/

    Cosa vuol dire decriminalizzazione? sempre questi problemi lessicali ahhaha..........per come la vedo è vero che i consumatori e gli AUTOproduttori di erba sono criminalizzati:

    da wiki

    perchè non criminalizzano così gli evasori?

    Siamo trattati dai vari Serpelloni come dei problemi sociali e citandolo da un recente articolo:



    http://www.famigliacristiana.it/arti...e-fa-male.aspx

    ......l'estremo accanimento contro coltivatori in proprio e consumatori dall'entrata in vigore della FIni Giovanardi e di Serpelloni a capo del Dip. poLLitiche "Antidroga" O (anticittadini fumatori) ha richiesto immense risorse (vedi le centinaia di perquisizioni nelle case di coloro i quali han acquistato semi legali in alcuni siti internet) non è mai stato così pesante........e sicuramente bisogna fare qualcosa contro quest'assurda caccia alle streghe che ha avuto più di qualche morto!

    A livello sociale veniamo continuamente trattati come dei criminali e ci vengono afflitte pene anche più severe di reati come omicidio e rapina .......leggi fasciste e azioni fasciste sulla droga vanno a braccetto con notizie diffamatorie nei giornali locali di poveri cristi beccati con qualche grammo o magari se si ha "la sfiga" di aver appena raccolto con qualche centinaio di g (compresi i vasi .....)

    In questa situazione credo che rispetto alla cannabis l'unica cosa nociva alla salute e alla libertà sia la legge che la regolamenta e che la paragona a certe altre schifezze sintetiche e chimiche!

    La soluzione? parlarne è sicuramente proficuo....... magari mettendo al centro del discorso le persone che usano queste sostanze......sicuramente arroccarsi nelle proprie convinzione (sia pro che contro) sembra essere il primo problema che si presenta nell'arrivare ad una soluzione che accontenti i più rispetto ad una legge meno criminalizzante e criminale.....
    Ti ringrazio StRam per avermi messo la definizione di wiki. E ti ringrazio pure per avermi illustrato i danni della Fini Giovanardi (che conosco ben anche se a me il culo me l'ha fatto la Vassali-Iervolino). Siamo d'accordissimo che bisogna fare qualcosa.
    Ultima modifica di rolando; 27-01-14 alle 15:08
    Povero non è chi ha poco ma chi vuole molto (Seneca)

  10. #20
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    Da questo "strano" giornale riporto intervista di Leopoldo Grasso Gruppo Abele

    http://www.famigliacristiana.it/arti...izzazione.aspx

    «Ci può essere una prudente sperimentazione all’interno della categoria della legalizzazione, non della liberalizzazione. Non si può pensare a un libero mercato, si può pensare a una legalizzazione di alcune sostanze, ma in un mercato molto controllato, molto vigilato, molto monitorato, molto protetto, perché siamo consapevoli dei rischi collegati».

    Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele e già consulente del ministero per le Politiche sociali proprio sul tema delle tossicodipendenze, interviene nel dibattito sulla liberalizzazione delle droghe leggere spiegando la complessità del fenomeno e le distorsioni prodotte finora dalla legge Fini-Giovanardi. «Mi riferisco soprattutto alla maggiorazione del danno che avviene con la carcerazione dei piccoli spacciatori/consumatori (a volte dipendenti, a volte solo consumatori), tendenzialmente in giovane età, che fanno l’esperienza del carcere. Un'esperienza che sappiamo inutile e dannosa. Sarebbe più importante, invece mettere in campo esperienze di accompagnamento e di cura. Quindi un primo punto sarebbe quello di insistere per la depenalizzazione piena del consumo con un superamento della legge Fini-Giovanardi».

    Leopoldo Grosso richiama anche la riflessione dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc), che ha sede a Vienna, per dire che «in tutte le valutazioni in sedi istituzionali, compresa la stessa Vienna, si è concluso che siamo in una fase di post proibizionismo. Ormai si è preso atto che 20 anni di guerra alla droga non hanno portato, ahimé, a grandi risultati e quindi bisogna cercare di capire quali altri strategie sono utilmente perseguibili».

    In altre parole, spiega l'esperto, «vanno sperimentate nuove strade a cominciare da quelle che presentano minor rischio. E una di quelle che presenta minor rischio sicuramente riguarda le droghe leggere. Credo che, intanto, bisogna reitrodurre la distinzione tra sostanze in base a quelle che fanno maggior danno e quelle che fanno danno, ma minore. Cioè reintrodurre la distinzione tra droghe leggere e pesanti e cercare di capire come agire sui due fronti. Per esempio sull’hashish e la marjuana sono proponibili ragionevoli e prudenti proposte di sperimentazione che in qualche modo facciano emergere il fenomeno, legalizzino alcune modalità di consumo. Ovviamente non per i minorenni, limitando ad alcune quantità, ad alcune sostanze, appunto hashish e marjuana, il cui principio attivo dovrebbe essere controllato e non deve superare certe soglie, limitando acnhe il consumo ad alcune aree ben precise».

    Secondo Grosso questo permetterebbe di capire se si possono ottenere vantaggi su due fronti: «Il primo è quello dell’individuazione delle situazioni di consumo problematico dove, cioè, lo scopo del consumo non è solo ricreativo, ma ha anche funzione di autocura e, quindi, è finalizzato all’illusoria e momentanea soluzione di problemi che invece dovrebbero essere affrontati diversamente. Far emergere questi consumatori significherebbe, forse, avere più probabilità di approccio con le persone che fanno consumo problematico». Una seconda questione riguarda invece il narcotraffico: «Tutta la produzione e distribuzione di droghe leggere oggi è tendenzialmente, quasi dappertutto, illegale. Il fatto di portare questo mercato, almeno in parte, in un'economia legale avrebbe dei vantaggi e sarebbe un piccolo colpo contro il narcotraffico. Certo non ci si illuda di sconfiggerlo, non si è riusciti a debellare totalmente il traffico illegale neppure con il tabacco. Però sicuramente per il narcotraffico sarebbe un danno ed eviterebbe anche che chi consuma sia fuorilegge».

    Il vicepresidente del Gruppo Abele non nasconde che «questo terreno è sdrucciolevole e quindi, se da una parte ci possono essere vantaggi, dall’altra sono ben rappresentati i rischi di una legalizzazione di consumo. Sappiamo, per esempio, che l’alcol è legale, ma l’alcol legale comporta tutta una serie di problemi con un rischio principale che è quello dell'aumento della domanda. Questo rischio, però, dovrebbe essere contrastato con un investimento più forte delle risorse economiche, sia di quelle risparmiate che di quelle introiettate con la legalizzazione della vendita. Risorse da investire in campagne di prevenzione rispetto al consumo e soprattutto per fortificare la scelta di chi decide di non consumare. Per gli altri ci deve essere un’educazione a un consumo limitato, consapevole e prudente, magari all’interno di locali di consumo dove il ragazzo può essere più raggiungibile».
    Non una generale apertura, dunque, ma «una prudente, prudentissima sperimentazione».

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