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Discussione: Kant Vs Nietzsche

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  1. #1
    agro_DELETE è offline Cancellato su richiesta dell'utente
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    Razionalita’ (stato totalitario) nietzsche vs empirismo (neo liberismo) kant

    Sogni di un visionario, razionalita’ vs l’isola dai confini immutabili, materialismo

    Sembra proprio che noi esseri umani non amiamo soluzioni di continuita’…

    Kant usa la metafora cui l’esperienza (dei fatti) e’ un isola dai confini immutabili “il posto a noi assegnato dal quale mai ci allontaniamo impunemente e che racchiude anche tutto cio’ che puo’ soddisfarci, finche’ ci atteniamo all’utile”. La metafisica e’ invece alto mare, abisso senza fondo, oceano tenebroso senza sponde e senza fari, ma anche nei sogni di un visionario “ la scienza dei limiti della ragione” che si preoccupa di conoscere e fissare bene i possessi di quel piccolo paese rappresentato dai dell’esperienza piuttosto che andar fuori ciecamente in cerca di nuove conquiste…E perche' il naufragio e’ il destino di quanti, nella teoria e nella pratica, mettono in gioco il certo per l’incerto?
    “bene navigavi nunc, cum naufragium feci” espressione usata da zenone di cizio, poi ripresa da anche da schopenhauer, ripetutamente citata da nietzsche che aveva fatto di questa navigazione ardimentosa la propria bandiera, sostenendo, fra l’altro, che i filosofi dovrebbero spingersi in mare aperto, correndo il rischio di “naufragare nell’infinito” e riaffermando nella poesia columbus novus, scritta a genova nell’estate del 1882, la sua volonta’ di avventura…

    La’ voglio essere io: e confido
    In me, d’or innanzi, e nel mio timone.
    Aperto e’ il mare: nel suo cupo azzurro
    Si spinge la mia prora genovese.
    Tutto sempre piu’ nuovo mi diventa,
    Alle mie spalle e’ genova.
    Coraggio! Se la mia nave guidi,
    Carissima vittoria.

  2. #2
    agro_DELETE è offline Cancellato su richiesta dell'utente
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    Riporto la terza opzione che oggi abbiamo

    La santa ignoranza

    Gli stessi fenomeni che sono all’origine del «ritorno di Dio» costituiscono anche la base del fenomeno che Olivier Roy chiama «santa ignoranza». Un fenomeno che contribuisce a sua volta ad alimentare la tendenza a «un fronte interreligioso contro il materialismo e il neopaganesimo».

    L’analisi di Roy individua tre aspetti cruciali: 1) il rapporto tra mondializzazione e ritorno delle religioni[2]; 2) il peso crescente delle correnti fondamentaliste; 3) la coesistenza di tendenze al conflitto e di tendenze al dialogo (o addirittura alla coalizione) tra le diverse confessioni. Sono tre aspetti legati dal loro carattere oggettivo: la mondializzazione genera le condizioni per un ritorno delle religioni, nella loro forma fondamentalista, vale a dire nella forma che si presta sia a conflitti che ad alleanze.

    Il terzo punto è la contraddizione tra le barriere identitarie dell’ortodossia e le aperture ecumeniche dell’ortoprassia. Si tratta di una contraddizione letale per le correnti intrinsecamente fondamentaliste, cioè per quelle correnti – evangelismo, salafismo, wahhabismo, hindutva, ebraismo ultraortodosso – che devono la loro esistenza al fatto stesso di essere fondamentaliste.

  3. #3
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    Mi sono perso dopo aver letto l'ultimo post...non sono in condizione, colpa mia, ci riprovo domani.
    Ultima modifica di moran; 12-04-18 alle 22:14

  4. #4
    agro_DELETE è offline Cancellato su richiesta dell'utente
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    Citazione Originariamente Scritto da moran Visualizza Messaggio
    Mi sono perso dopo aver letto l'ultimo post...non sono in condizione, colpa mia, ci riprovo domani.
    Beh, il liberalismo e' ormai ahime' finito, si capisce anche dal risultato delle urne. Allora in questo tempo di crisi comprendere che, abbandonando o criticando il liberalismo come "vecchio mondo", dobbiamo pur costruirne uno nuovo...questo il senso del mio post.
    O stato etico, fascismo secondo me, secondo le teorie del realismo critico, o il fondamentalismo religioso.

    Il realismo critico, come quello in italia rappresentato dai libri di maurizio ferraris, tipo "emergenza" o, "postverita' e altri enigmi".

    Emergenza "dal big beng alle termiti, dal web alla responsabilita' morale, quello che il mondo ci da' emerge indipendentemente dall'io e dalle sue claustrofobie"

    Postverita' e altri enigmi "l' ideologia che anima la postverita' e' l'atomismo di milioni di persone convinte di aver ragione non insieme (come credevano le ideologie del secolo scorso) ma da sole".

    Ora nel caso della filosofia quando si vuole prescindere dal soggetto, ed immergersi nella intersoggettivita' si tratta della strada fascista
    Cioe' la polemica tra esperienza come fatto esteriore dei sensi ed esperienza interiore, la vecchia polemica societa' vs comunita' di tonnies, nel caso de realismo critico o fascismo si sceglie la comunita' o esperienza come interiorita', finisco dicendo che e' la naturphilosophie dell'idealismo nella mia umile opinione. Spero di essere stato piu' chiaro.

  5. #5
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    Il mio era solo un appunto di bassa ironia che intendeva sottintendere un sacco di cose senza doverle dire...

    sostanzialmente visto il livello di istruzione medio e soprattutto il reale interesse e la partecipazione alla vita comune nel nostro cosiddetto tessuto sociale, specialmente quello istituzionalmente considerato "sano", in pochi sono in grado di comprendere e ancora meno sono in grado di agire o interagire in tal senso.

    Forse, e ribadisco forse sarebbe il momento di lasciare fuori le teorie per quanto si possano trovare illuminanti e cominciare a mettere in pratica cose semplici e basilari partendo proprio dal modo di comunicarle in modo che possano essere comprese dal gregge, perche' ancora malgrado il progresso decantato e gli pseudo diritti acquisiti, questo siamo considerati per almeno il 90% delle persone e in effetti senza neppure pensarci troppo questo siamo.

    E' solo una fantastica utopia pensare che nel medio termine gli individui possano evolversi negli approcci o nel modo di pensare e quindi di agire e interagire tra loro, qualsiasi sia la filosofia o la corrente di riferimento o anche solo cio' che si crede di avere capito nella piu' assoluta buona fede.

    Si possono fare delle riflessioni, ogni tipo di considerazione pero' in questo tipo di societa' non puo' fare altro che constatare lo stato in cui ci troviamo, ben lontano dall'offrire una soluzione al vivere odierno ma solo perche' molto probabilmente non esiste.

    Per come la vedo io sono proprio sbagliate le basi da cui si e' originata la nostra societa' "moderna" e che determina il nostro modo di vivere così come le nostre aspettative nel nome di una liberta' che non e' mai esistita prima e quella che oggi esiste e' ben limitata tra un paletto ed un altro secondo la categoria ristretta alla quale si appartiene che in realta' cela ben altre motivazioni che comunque fanno capo alla spietata natura umana con cui ci siamo evoluti tecnocraticamente.

    Non c'e' quasi mai consapevolezza nei singoli ne la possibilita' di poterla acquisire, questo non ci e' proprio concesso, non almeno su larga scala.
    Si continua a cadere immemori delle precedenti realta' storiche nelle solite guerre tra poveri a causa della sempre piu' diffusa ignoranza non necessariamente appartenente solo alle fasce di istruzione piu' basse.
    Si cade tutti piu' o meno inconsapevolmente vittime di un egoismo diffuso in antitesi proprio a quella liberta' per cui paradossalmente crediamo di operare.

    Per quanto si possano considerare interessanti le considerazioni e le dotte citazioni del tuo post purtroppo non influirebbero in alcun modo che su pochissimi individui anche se venissero diffuse su RAi 1 in prime time, soprattutto se su canale 5 trasmettessero il grande fratello o la vita del Papa.
    Il dibattito che potrebbe scaturire comunque la si pensi avrebbe uno share dello 0,01%, in pratica a nessuno frega niente di riflettere sul perche' continua a lamentarsi di ogni cosa.
    E' un suo diritto lamentarsi puntando il dito e questo basta, se possibile individualmente o comunque in un relativo gruppo di appartenenza molto ben definito e pre costituito.

    Penso che oggi siamo molto vicini al capolinea, la nostra intera struttura traballa e non puo' caricare altro peso senza crollare...all'apice dello sviluppo possibile per questo tipo di societa'.
    Insomma qualcosa dovra' per forza accadere in questo senso malgrado gli sforzi fatti dai poteri forti per mantenere il piu' possibile stabili gli status, il prezzo da pagare sara' sempre piu' alto finche' non sara' piu' sostenibile.

    Non sono certo di avere ben compreso il senso di quanto hai scritto o lo scopo se c'e' ma sicuramente almeno soffermarsi un po' a riflettere su questi argomenti male non fa a nessuno.
    Ultima modifica di moran; 13-04-18 alle 17:04

  6. #6
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    Gurdjeff diceva che l'evoluzione è un fatto individuale, non riguarda le masse.
    Io non ho più voglia di pensare che tutto va male, non aiuta.
    Trovo invece molto più fecondo il coltivare la mia mente, il mio cuore, dandogli il nutrimento delle cose buone.
    Ascoltare i maestri, conscio che poi però sono io che devo camminare.
    Cercare il tutto nell'uno e l'uno nel tutto.
    Se voglio raggiungere 10, devo mirare a 100.
    Avere fede (fiducia) nelle possibilità mie e altrui.
    Non essere sempre troppo razionale ma lasciarmi andare, assecondarmi.
    Cercare di sviluppare la disciplina in qualcosa.
    Mettermi alla prova in attività che non conosco bene o che non ho voglia di fare.
    Non essere pigro.
    Non identificarmi sempre in qualcosa, in un gruppo ecc. ma essere come l'acqua, scorrere, non cristallizzarsi, concedersi la continua possibilità di movimento.

    Soprattutto pensare che l'ego è il grande mio nemico.
    Ogni volta che soffro, soffro perché il mio ego non ha quello che vorrebbe.
    Ma se lo alimento non gli basterà.
    Allora, devo pensare al ridicolo di questa situazione in cui io e altri siamo presi costantemente da questo ego che vuole sempre qualcosa.
    In questo modo supero me stesso e mi si aprono possibilità inattese.
    Hidden Content Originariamente Scritto da Pawan Kumar - ASCIA Hidden Content
    adesso li facciamo ballare con un'altra musica, la nostra, quella della Verità.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da potpot23 Visualizza Messaggio
    Gurdjeff diceva che l'evoluzione è un fatto individuale, non riguarda le masse.
    Io non ho più voglia di pensare che tutto va male, non aiuta.
    Trovo invece molto più fecondo il coltivare la mia mente, il mio cuore, dandogli il nutrimento delle cose buone.
    Ascoltare i maestri, conscio che poi però sono io che devo camminare.
    Cercare il tutto nell'uno e l'uno nel tutto.
    Se voglio raggiungere 10, devo mirare a 100.
    Avere fede (fiducia) nelle possibilità mie e altrui.
    Non essere sempre troppo razionale ma lasciarmi andare, assecondarmi.
    Cercare di sviluppare la disciplina in qualcosa.
    Mettermi alla prova in attività che non conosco bene o che non ho voglia di fare.
    Non essere pigro.
    Non identificarmi sempre in qualcosa, in un gruppo ecc. ma essere come l'acqua, scorrere, non cristallizzarsi, concedersi la continua possibilità di movimento.

    Soprattutto pensare che l'ego è il grande mio nemico.
    Ogni volta che soffro, soffro perché il mio ego non ha quello che vorrebbe.
    Ma se lo alimento non gli basterà.
    Allora, devo pensare al ridicolo di questa situazione in cui io e altri siamo presi costantemente da questo ego che vuole sempre qualcosa.
    In questo modo supero me stesso e mi si aprono possibilità inattese.
    In questo momento il discorso mi intrippa quindi provero' ad esprimere di getto il mio pensiero prima di svenire sul divano

    e come non condividere tutto questo?
    In teoria sarebbe il paradiso in terra se ogni essere avesse le capacita' e la volonta' di poter fare o anche solo provarci, almeno la meta' di quelle cose...peccato che pero' andrebbero prima pensate e la difficolta' starebbe proprio nel fatto che si tratterebbe di coscienza individuale.
    L'unica cosa che pur condividendo non trovo praticabile e' " Avere fede (fiducia) nelle possibilità mie e altrui."
    Per me sarebbe fin troppo facile spiegarne i motivi, ma convincerei solo chi la pensasse nello stesso modo, forse per esperienze analoghe alle mie.

    La realta' e' cinicamente diversa e l'essere umano per la stragrande maggioranza e' fondamentalmente un grande egoista.
    Vorrei che quanto hai scritto sopra fosse un virus per cui non esistesse vaccino.
    Purtroppo i virus di cui soffriamo sono tutt'altra cosa, per rendersene conto basta esistere e guardarsi intorno.
    Cio' di cui e' capace ogni essere umano e' raccapricciante e avere sempre delle scelte a disposizione e' solo un'illusione.

    L'evoluzione di una specie proprio come freddo fatto scientifico avviene con molte piu' probabilita' quando e' costretta ad adattamenti improvvisi ed inevitabili ai fini della sopravvivenza, insomma quando e' la natura ancora una volta a prendere il sopravvento bypassando con l'istinto cio' che noi consideriamo coscienza, forse il solo modo in cui il nostro programma genetico al massimo della sollecitazione e' in grado di produrre cambiamenti radicali e non si tratta di filosofie di vita partorite dal nostro pensiero, quindi di evoluzione delle masse ma di evoluzione di una specie appunto che direi significa qualcosa molto diversa sia se riferita all'interiorita' che all'esteriorita' che non coinvolge solo un gruppo per quanto vasto possa essere ma tutto il genere umano.
    Una cosa come questa va oltre il senso di giustizia, il bene o il male cosi come sono comunemente intesi, e' o dovrebbe essere semplicemente naturale quando verra' il momento, anche se probabilmente non sara' comprensibile per nessuno finche' compiuta.
    Potrebbero mancare 1000 anni come pochi mesi o giorni perche' tutto inizi ed è proprio questo non sapere che ci rende seppure consapevoli, abbastanza distanti in modo da riuscire a vivere distratti dalla quotidianita' che pare avere lo stesso scopo...un po' come la morte, inevitabile ma allo stesso tempo tenuta lontano con le stesse modalita' comuni piu' o meno a tutti seppure illusoriamente individuali o diverse.
    Qui si tratta di corredo genetico, di somma di bagaglio atavico...di pura natura, ecco! In questo riesco ad avere un po' di fiducia, o meglio a trovare una certa affidabilita'.

    caxxo ma con l'eta' si diventa veramente logorroici, va beh alla prossima con il dilemma dell'uovo e la gallina
    Ultima modifica di moran; 15-04-18 alle 02:31

  8. #8
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    E se invece il cambiamento fosse già iniziato?
    In ogni epoca storica, anche nel tanto bistrattato Medioevo, ci sono persone evolute e non.

    Secondo l'induismo viviamo in un'epoca dove è ancora possibile la salvezza.

    Io sono sempre più convinto del fatto che viviamo sotto un continuo assedio di informazioni , di dati.

    I media, attraverso la tv e internet, con la scusa di INFORMARE, vogliono attuare un controllo sulle nostre vite.

    I media fanno appunto da mediatori tra noi, gente comune, e chi detiene il potere. Sono la "voce del padrone".

    Chiediamoci sempre il perché delle cose. Perché per esempio vogliono che noi la pensiamo in un certo modo. Nei sondaggi per esempio ci danno da scegliere le loro alternative e dicono che quella è democrazia. Vogliono incanalarci in qualche gruppo...in qualche definizione...in modo da controllarci...e magari venderci anche i prodotti che quel gruppo richiede.

    E' una triste visione della vita e dell'esistenza, il cui peccato originale è da ricercare secondo me nella paura dell'uomo di perdere il potere, il controllo. Paura dell'altro. Guerre preventive. Necessità di avere dei nemici da combattere. Loro sono cattivi, noi siamo buoni. Us and Them dei Pink Floyd, "Dio solo sa che questo non è ciò che scieglieremmo di fare".

    RESET.

    Cominciare da sé stessi. Da zero.
    Cercare il buono, ciò che fa vibrare di gioia ogni cellula del nostro corpo. Difendere il bello e il giusto.
    "i nemici è sicuro sono dentro di noi. Com'è possibile restare ciechi per così lungo tempo" canta Battiato.

    La vita è incredibilmente magica. Non lo sappiamo neppure di cosa siamo capaci. Se è vero che gli aborigeni e gli indiani comunicavano con la telepatia e con universi paralleli, se è vero che i monaci tibetani erano in grado di volare, pensate a cosa è in grado di fare l'essere umano. Pensate a quante possibilità ci vengono tolte col nostro tacito assenso.

    Ci sono mondi da scoprire, possibilità di nuove esistenze. Tutto è ancora da scrivere. Bisognerebbe saper ridere di ogni cosa.

    Spargere nel cosmo energia positiva.

    Un essere umano racchiude in sé l'universo intero ed è parte del tutto.

    Perciò sentiamoci sempre importanti, perché ogni nostro pensiero e azione è in grado di fare la differenza.

    Creiamo benessere.
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  9. #9
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    Ammiro molto le persone che hanno una fede fortissima nei confronti della vita: credo bisognerebbe imparare questo insegnamento.
    Chi ha fede, crede che tutto ciò che accade, anche eventi terribili, siano una prova necessaria da affrontare.

    A questo concetto unirei quello orientale del Karma, cioè avere fede unitamente alla Responsabilità individuale di ogni cosa che ci accade.
    Nulla piove dal cielo come una sciagura per punirci, così come le cose belle che ci capitano, le abbiamo scelte noi.
    Solo non ce lo ricordiamo perché può essere successo in altre vite.

    Tu stai male ad affrontare "proprio quella cosa" perché "proprio quella cosa" è una cosa che ti riguarda profondamente, che ti porti dietro chissà da quanto e che devi affrontare.
    Per quanto possa essere difficile, affrontarla e risolverla, ti farà fare un salto di qualità, ti libererai di quel problema. Allora ecco che il problema diventa la benedizione, la chiave che apre nuove possibilità.
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  10. #10
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    Avevo amici molti anni fa che pensavano in modo molto simile al tuo...alcuni si sono persi in india per anni altri sono finiti in modi diversi del tutto inattesi per come li conoscevo ciascuno seguendo il proprio percorso di vita, le proprie convinzioni.
    C'è volenti o nolenti una realtà ben tangibile intorno a noi con la quale bisogna fare i conti ogni giorno.
    Quello che scrivi a parte teorie improbabili su esseri umani volanti e telepati illuminati è sicuramente molto positivo e fa parte di antiche culture che meritano assoluto rispetto e considerazione comunque la si possa pensare.
    Sicuramente l'essere umano possiede potenzialità enormi inespresse e altrettanto sicuramente vive in modalità autolesionista però anche condividendo quella visione cosmica nel frattempo bisogna vivere.

    Intorno a noi ci sono milioni di vittime inermi a causa di guerre carestie malattie causate il più delle volte dall'essere umano, lo stesso che dovrebbe comprendere e applicare quegli splendidi principi da te descritti.
    Non siamo diversi solo perché non facciamo occasionalmente parte di quello che tu chiami potere, questo è ininfluente, siamo gli stessi esseri solo in condizioni diverse.

    Come si fa a prendere per una benedizione un problema vero? Questo è lo stesso principio su cui fonda qualsiasi religione e che io non condivido affatto.
    Se il problema non ci fosse sarebbe senz'altro meglio e il fatto che ci sia stato ha solo rallentato o interrotto qualsiasi mio progetto di miglioramento.
    È vero che le cose vanno affrontate ma questo prima o poi accade che lo si voglia o no, è un fatto che alla fine non dipende da una nostra decisione o dalla nostra consapevolezza, il nostro modo di affrontarlo così come il nostro tempo è solo una piccola sfumatura.

    A cosa serve essere illuminati se non si riesce ad essere illuminanti?
    Ultima modifica di moran; 15-04-18 alle 17:07

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