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Discussione: New Entry

  1. #1
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    Ciao a tutti, sono nuovo avendo e mio papà di 88 anni con un inizio di un pò di tutto, stavo cercando info sull' eventualità di usare questo principio attivo per attenuare i sintomi devastanti di queste malattie senili.
    Grazie di avermi accolto....

  2. #2
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    benvenuto

  3. #3
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    Quanto segue e' stato estrapolato da un articolo di un paio di anni fa... magari ti aiutera' ad indirizzarti. Invecchiare e morire sono cose inevitabili, ma certo cercare di farlo nel miglior modo possibile e' un bene da perseguire.
    Bisogna considerare poi la specificita' dei disturbi o delle patologie da cui si viene colpiti, delle cause e degli effetti, dal livello di sofferenza a cui si e' sottoposti ecc...
    Soprattutto nel caso dell'uso di cannabinoidi bisogna sapere che esiste anche la possibilita' ormai certa di poter essere allergici.
    comunque ti sconsiglio assolutamente il fai da te come approccio, e' bene invece avvalersi dell'esperienza di personale qualificato, in questo caso di medici preparati e con una mentalita' aperta, oggi per fortuna meno impossibili da trovare di qualche tempo fa.

    È dell’università pubblica tedesca di Bonn l'ultimo esperimento sulla cannabis che ha portato alla luce un ulteriore beneficio.
    L’esperimento consiste nel somministrare piccole dosi di Thc, il principio attivo della cannabis, a topi in diverse età. I risultati sono apparsi (8 maggio 2017) sulla rivista americana Nature Medicine. Lo studioso dell'università Andreas Zimmer ha spiegato: «Abbiamo ripetuto gli esperimenti molte volte, trovando sempre un effetto significativo e profondo».

    Nel cervello dei roditori si è notato che la somministrazione di piccole dosi del principio attivo della cannabis, ha azionato recettori detti endocannabinoidi. I topi in cui questi recettori sono poco attivi vanno incontro a declino mentale. I ricercatori hanno ipotizzato che iperattivando tali recettori si potesse contrastare l'invecchiamento cerebrale. Risultato dell’esperimento è che il Thc a basse dosi potrebbe, quindi, ringiovanire il cervello ripristinando normali funzioni di memoria nel cervello anziano. Difatti le capacità cognitive dei topi anziani che assumevano Thc miglioravano e diventano simili a quelle di topi giovani, mentre quelli giovani che prendevano Thc mostravano un peggioramento, segno che la marijuana ha effetti diversi in base all'età.

    In fin dei conti, dallo studio riportato su Medicine Nature pensare a una terapia utilizzabile anche sull’uomo è ancora incerto, ma se così fosse le dosi di Thc somministrate sarebbero talmente basse da non provocare effetti stupefacenti. Si tratterebbe quindi di una scoperta di grande rilievo per tutte quelle malattie legate alla senilità e all’invecchiamento del cervello.

  4. #4
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    Intanto grazie per il benvenuto e per le indicazioni il mio intento e proprio cercare di migliorare la sua condizione e di conseguenza anche la nostra in merito al fai da te mi sono iscritto a let's weed ed ho contattato alcuni medici che trattano il tema in zona per verificare la possibilità di magari avere un appuntamento e mostrare i referti rilasciati dall'UVA in cui viene seguito e visto che i farmaci e psicofarmaci che hanno prescritto non è che diano molti risultati e sembra più che lo usino come cavia.
    Grazie ancora.

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