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Discussione: L'economia del rasta

  1. #1
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    Leggendo il fattoquotidiano, mi sono imbattuto in questo articolo davvero ben fatto :D

    è di Flavio Oreglio e mi sembra il posto più giusto per postarlo!

    L’economia del rasta
    Che Mario Monti rappresenti un’alternativa è scritto nel suo nome.

    Se lo spezzetti e gli aggiungi un punto di domanda diventa: Mari o Monti?

    Bellissimo! E cosa c’è di meglio per il popolo italiano? Questa fatidica domanda, da un lato sottolinea l’eterno dilemma estivo vacanziero (cosa a cui il popolo italiano tiene parecchio) e dall’altro ricorda, purtroppo, le famose promesse mai mantenute alle quali siamo tanto abituati… “Promettiamo Mari (e) Monti”… Brutto segno per un governo che nasce.

    Comunque sia, al di là di questa irresistibile ondata di folle humour nel segno della cabala, se è vero che il presidente della Bocconi gode della stima internazionale, è altrettanto vero che “nemo profeta in patria”.

    Attualmente, il presidente del Consiglio “in pectore” sta facendo una serie di incontri bilaterali per capire e definire programmi e strategie che possano essere sorrette da una maggioranza parlamentare.

    Io mi permetto di suggerire alcuni spunti di cui, forse, sarebbe meglio tenere conto.

    Premetto il fatto che non considero l’economia una scienza esatta. Basti pensare che quando ho provato a calcolare il Pil, ho capito come nascono i bambini. Secondo me (ma è pura convinzione personale) le teorie economiche, nel loro insieme, costituiscono l’arte di giustificare matematicamente il fatto che alla fine dei conti c’è qualcuno che lo deve prendere nel c… E generalmente quel “qualcuno” è un povero.

    Un mio amico un giorno mi disse: i soldi sono come il sangue: se si fermano provocano la cancrena. Un concetto semplice e basilare sul quale non ci si sofferma mai più di tanto.

    A tale proposito trovo straordinari e illuminanti gli insegnamenti di mio zio Giulio, il quale, andato in Giamaica per provare a smettere di fumare, ne ha assimilato la cultura e mi ha raccontato quello che i rasta sostengono: e cioè che per capire l’economia bisogna pensarla come il risultato di una canna che gira.

    La canna che gira permette la socializzazione. Bene: la socializzazione è l’economia e la canna rappresenta il denaro.

    La canna deve passare di mano in mano in modo tale che possa servire a tutti. Anzi, il vero senso della canna – al di là del piacere soggettivo del semplice “tiro” – sta proprio nel fatto che gira. Se si ferma, perde di valore, perde di senso, si sminuisce. La socializzazione si blocca.

    Chi ha la canna deve farla girare, altrimenti si arriva a un’altra canna: quella del gas. Ma se chi ha la canna (o più canne, perché reitera nel tempo il suo comportamento antisociale) non la fa girare, allora, o c’è un fornitore di canne che ha un deposito esagerato di nero (non proprio d’Avola) oppure a un certo punto tutto il meccanismo si blocca.

    Se succede questo, chi deve rimettere in moto il tutto?

    La risposta è semplice: chi ha le canne.

    È inutile sperare di andare in giro a raggranellare frammentini di fumo magari residuali nelle tasche di chi le canne non le ha. Bisogna che chi ha accumulato le canne le rimetta in circolazione, altrimenti ci sarà sempre chi potrà fare un tiro (i pochi possessori delle canne) e chi spererà di trovare dei mozziconi per terra.

    Se ciò non succederà, scatterà la caccia alle canne e molti cominceranno a rubarle. Solo allora capiremo profondamente il senso di locuzioni come “Povero in canna” o “La battaglia di Canne”. Ma a quel punto sarà troppo tardi per fermare la violenza.

    Non ci resta quindi che aspettare Mari-o Monti al varco.

    E’ una scommessa obbligata in cui si rischia il 50%.

    In fondo è come giocare a testa o croce: la croce l’abbiamo già, adesso si tratta di usare la testa.
    “Sono come un cane che insegue un'automobile. La inseguirò di continuo, ma quando la prenderò non saprò cosa farmene” (Joker)

  2. #2
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    Bello!
    "Cercando le parole si trovano i pensieri"
    Joseph Joubert, Pensieri, 1838

  3. #3
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    Bellissima! Mai più personal mi raccomando!

  4. #4
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    Lo devo far leggere a un mio amico :D
    Ogni qual volta arriva il jont tra le sue mani gli spuntano le ali da pollo :D
    “Sono come un cane che insegue un'automobile. La inseguirò di continuo, ma quando la prenderò non saprò cosa farmene” (Joker)

  5. #5
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    Adesso dobbiamo solo trovare il "cicileu" economico.
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  6. #6
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    Grandissimo Oreglio, non sapevo scrivesse per il Fatto Quotiniano!!

    Bell'articolo, fa sorridere
    "Non penso solo che la marijuana dovrebbe essere legalizzata: penso che dovrebbe essere obbligatoria" Bill Hicks

  7. #7
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    Azz, articolo stupendo!

    Peccato pero' che metterlo in pratica per cio' che riguarda l'economia credo sia impossibile, aleno qua in italia.
    Non mi riferisco a questioni politiche o altro, ma semplicemente alla natura dell'essere umano attuale, che sia un politico od un semplice operaio, o pure un rasta in un centro sociale.
    Forse sono un po troppo cinico ma l'esperienza mi ha insegnato che chi non ha nulla predica generosita', di farla girare ecc, ma appena si ottiene qualcosa ci si dimentica subito di tutti i bei discorsi e si vuole sempre di piu' a discapito dei piu' deboli o generosi. Non penso sia cattiveria o egoismo, ma semplicemente la natura del 90% degli esseri umani, nel nostro dna insomma.

    Ok, ho scritto abbastanza caxxate?

  8. #8
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    grande articolo
    Chi ha paura muore ogni giorno,chi non ha paura muore una volta sola

  9. #9
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    Sto continuando a pensare all' autocoltivazione del denaro. Non riesco a smettere. E al di là della battuta, è un po' quello che fa la banca mondiale. Ma possono autocoltivarlo solo loro...
    Cuz u actin like a boss ma pe mia si n'ominicchiu
    capeesh?

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