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Visualizza Versione Completa : esiste un "problema discoteca"?



imported_rapyrey
13-01-05, 13:25
Stragi del sabato sera, abuso di alcol e droga: un tema che torna periodicamente alla ribalta. Dove finisce il divertimento e inizia il rischio? La parola ai protagonisti

Periodicamente le cronache si interessano a episodi che accadono nelle discoteche o nei loro immediati dintorni. Spesso nelle fine settimana i media registrano una lista di gravi incidenti stradali in cui, soprattutto ragazzi giovani, lanciati a velocità folli con le loro auto, perdono il controllo e si schiantano con tutte le conseguenze del caso. Sono le "morti del sabato sera", forse frutto di quella "febbre" e di quella perdita di energia che pervade chi scarica tutta la sua capacità di controllo tra decibel e luci colorate.

Nel 2003 fu approvato un disegno di legge che imponeva la chiusura delle discoteche alle 3 della notte. Il popolo discotecaro, tra cui anche molti politici e gestori si ribellò, qualcuno gridò che era anticostituzionale, mentre per il Moige (Movimento Italiano Genitori) il provvedimento era un primo passo verso una maggiore attenzione e tutela per i figli.

Chi difende il "popolo della notte", invece parla di montature: gli incidenti stradali accadono sempre e hanno a che fare anche con il numero di persone che si spostano durante i week-end. Si può abusare dell'alcol anche andando al cinema o a una sagra di paese, non solo nei locali.

Ma, allora, esiste un "problema discoteche" oppure tutto è riconducibile a un'amplificazione dei media che pone in forzata relazione fatti che, in realtà, non sono direttamente connessi con il mondo del divertimento notturno? Sull'argomento e su molto altro abbiamo intervistato, i responsabili del Moige, dj come Roberto Ferrari e Claudio Coccoluto e i rappresentanti dei gestori dei locali da ballo (Silb). Ecco il loro punto di vista e le loro opinioni, che possono aiutare a farsi un'idea chi ancora non ne ha una.

imported_rapyrey
13-01-05, 13:28
Il dj romano parla di musica, delle nuove tendenze e delle polemiche sulle discoteche

Claudio Coccoluto è il più grande rappresentante dell'house made in Italy. Ha iniziato a mixare a soli 13 anni, per hobby. Oggi lavora in tutto il mondo, protagonista di serate ed eventi internazionali. Lo abbiamo incontrato e ci ha detto la sua sulle polemiche legate alle discoteche e alle stragi del sabato sera. Ma ha anche parlato di musica e nuove tendenze.

Secondo te che lavori nei locali, esiste un "problema discoteche" oppure tutto è riconducibile a un'amplificazione dei media che pone in forzata relazione fatti che, in realtà, non sono direttamente connessi con il mondo del divertimento notturno come gli incidenti e il consumo di droga?
Se sei o sette anni fa ci fossero state delle statistiche serie, avrebbero rilevato più incidenti di oggi. Come osservatore del pubblico della notte, penso che le pastiglie o la droga in genere siano ormai fuori moda. Io vivo la droga come un nemico, un concorrente: se un giovane mi dicesse che si è divertito perché ha preso una pastiglia e non con la mia musica avrei fallito nel ruolo di intrattenitore.

E sul problema degli orari di chiusura?
Secondo me dietro a questa diatriba ci sono gli interessi economici di qualcuno. Se si vuole risolvere il problema occorrerà farlo in modo serio, senza manovre propagandistiche.

A proposito di mp3, il ministro Gasparri affermò che un concetto deve essere chiaro: la musica appartiene a chi la crea, a chi la suona e a chi la produce. Che ne pensi?
Senza polemizzare sulle dichiarazioni del ministro, direi che la musica è di tutti. L'autore deve essere tutelato, ma solo fino a un certo punto, perché comunque tramite la rete c'è molta diffusione. Il problema, se così si può dire, è che internet come mezzo è troppo veloce e la tecnologia non si può o deve arginare. Non bisogna mettere dighe o barriere. Andrebbe avviata una discussione fra gli operatori per riuscire a cavalcare nel migliore dei modi questa rivoluzione. Inoltre non si capisce perché si scarica così tanto dalla rete ma si vende poco. Forse che i prezzi dei cd sono alti perché servono a comprare scrivanie nuove per alcuni produttori?

Tornando a noi, qual è il primo disco che hai comprato?
È una domanda che non mi facevano da tanto tempo. Comprai l'ellepi dei Rolling Stone "Goats Head Soup", perché mi piaceva la canzone "Angel".

Per i media, quella passata è stata un'estate anomala senza un vero tormentone. Come mai secondo te?
La mancanza di tormentoni è da leggere in modo positivo. La gente si è stufata di farsi dire cosa comprare o ascoltare. La scorsa estate ognuno ha scelto la propria musica, non ci si è accodati al "Chiuahua" della situazione.

Quale potrebbe essere una tendenza musicale per il prossimo anno?
Spero che non ci sia nessuna tendenza, che si possa sfuggire al controllo e alla previsione, anche perché la musica stessa è diventata imprevedibile. È possibile che un cinesino faccia un pezzo bellissimo con il suo computer ottenendo un grande successo. Oggi chiunque abbia un'idea musicale può esprimerla con pochi mezzi.

C'è della musica di qualità in giro?
C'è molta offerta, le produzioni di qualità sono solo nascoste.

Hai un progetto per te importante a cui ti stai dedicando?
Di progetti ne ho tanti. In particolare due: uno con i Quintorigo che uscirà tra un po' e l'altro con un direttore d'orchestra, Bruno Sartori. Contaminazione di musica classica con quella elettronica

imported_rapyrey
13-01-05, 13:30
Roberto Ferrari, conduttore di Radio Deejay esce con una nuova compilation, ma ha la "testa" nello spazio. E sul "problema discoteche" ha le idee chiare

Roberto Ferrari, conduttore e dj del programma radiofonico "Ciao belli" su Radio Deejay è un uomo infaticabile. Ha da poco realizzato una compilation dal titolo "Exit From", un vero e proprio marchio del suo stile di vita: senza frontiere.

Dopo ogni incidente mortale del sabato sera, torna alla ribalta il presunto "problema discoteche": chiusura anticipata, vendita alcolici... Una tua opinione...
Secondo me il problema non sussiste. Mi fa un po' ridere. I ragazzi, la gente non si ubriaca in discoteca. Sono d'accordo eventualmente nel limitare gli alcolici dopo una certa ora o se il cliente è già alla quarta o quinta consumazione. La discoteca è un luogo divertente, alle mie serate le persone non hanno il tempo per bere e se bevono faccio bruciare loro tutto facendole saltare. Un tizio una volta mi ha detto: «Basta, non ce la faccio più, sono tutto sudato». Questo è il vero spirito della discoteca.

Venendo a te: una compilation dal titolo "Exit From", un progetto "spaziale" e un record in canoa. Gli spazi chiusi non ti piacciono?
Mah, direi di no, altrimenti sarebbe difficile stare chiuso all'interno di una capsula nello spazio (vedi box a lato, ndr). Per quanto riguarda la compilation, penso che abbiamo realizzato qualcosa di diverso. C'è un misto di tutto.

Ci sono altri brani che avresti voluto inserire. Io ho pensato a "Extraterrestre" di Finardi...
Si certo, c'è ne sono molte altre, ma il problema sono le autorizzazioni sui diritti.

"Exit From" sarà anche una linea di abbigliamento?
"Exit From" è come un marchio, il pupazzetto vestito da cosmonauta, (presente sulla cover del disco, ndr) sono io e sarà ripreso sulla collezione in uscita a marzo.

Gazzè diceva «una musica può fare». E una radio invece?
Una radio può fare tantissimo. È il media migliore, lascia libertà di movimento, di pensare, non è molto impegnativo. Inoltre è lo strumento più adeguato per una trasmissione dallo spazio. Le immagini dalla televisione le abbiamo viste tutti, ma è affascinante sapere che qualcuno sta parlando da oltre l'atmosfera.

Quale potrebbe essere un palinsesto tipo per un programma spaziale?
Mi stai mettendo in crisi. Siccome trasmetterò per dieci minuti, penso sia lo spazio possibile solo per un paio di dischi, anche se io farei sicuramente un programma comico. Ce l'ho nel sangue.

L'orario migliore per fare radio?
La notte fino all'una o le due è bello per alcune cose che puoi dire e ideale per alcuni tipi di musica. Mentre la mattina hai la possibilità di raggiungere più persone.

Cosa ne pensi del panorama musicale in Italia?
Sono un amante della musica italiana, da Renato Zero a Eros Ramazzotti: con quest'ultimo siamo anche amici.

C'è sempre una crescente voglia di andare via dalle grandi città. Un luogo ideale per vivere?
Il mare, assolutamente. Mi farei una radio in spiaggia, con una grande vetrata sulla sabbia. Se dovessi scegliere una città direi Dubai.

ecko_notteinfinita
13-01-05, 13:35
Le fonti? Da dove arrivano questi articoli? thanks. :wink:

imported_rapyrey
13-01-05, 13:57
...tratti da libero.it :wink:

DoNa_TeKnOfOlLe
28-06-05, 14:36
TT BASTARDI MEDIA E ALTRI ...
C STANNO DISTRUGGENDOSEMPRE D PIù , DISTRUGGONO QUELLO KE X NOI è IL NOSTRO MONDO , LA NOSTRA UNIKA RAGIONE D VITA , (IO PARLO X ME E X TUTTI I TEKNOFOLLI KOME ME KE LA PENSANO KOME ME) , NN FACCIAMO MALE A NESSUNO, VIVIAMO SOLO IL SABATO NOTTE NN C FREAGA DELLA SETTIMANA, LASCIATEC I QUESTO SPAZIO, FATTO APPOSTA X .. VIAGGAIREEEEE!!!
MUAHAHAHHAHAHAH
KAROGNA

TheHitman
29-06-05, 16:55
TT BASTARDI MEDIA E ALTRI ...
C STANNO DISTRUGGENDOSEMPRE D PIù , DISTRUGGONO QUELLO KE X NOI è IL NOSTRO MONDO , LA NOSTRA UNIKA RAGIONE D VITA , (IO PARLO X ME E X TUTTI I TEKNOFOLLI KOME ME KE LA PENSANO KOME ME) , NN FACCIAMO MALE A NESSUNO, VIVIAMO SOLO IL SABATO NOTTE NN C FREAGA DELLA SETTIMANA, LASCIATEC I QUESTO SPAZIO, FATTO APPOSTA X .. VIAGGAIREEEEE!!!
MUAHAHAHHAHAHAH
KAROGNA

mmmmh...non sono proprio del tutto d'accordo con te dona, perchè secondo me il problema dei media è molto relativo. io penso che i media servono + che altro a pubblicizzare (o comunque anche se ci vogliono distruggere) qualcosa che alla fin fine c'è sempre stata fin da quando ci sono stati i primi concerti rock o quant'altro. prima se la prendevano con il rock'n roll perchè si iniettavano eroina, poi siamo passati alla musica reggae con le canne, ora ce l'hanno con le pastiglie e le discoteche. Alla fine cercano di bloccare qualcosa che non si può fermare, anzi, se continuano a "censurare", "Bannare", vietare a qual dir si voglia, tutto cio non farà altro che aumentare questa voglia di trasgressione (che per molti, ma veramente molti frequentatori di discoteca) che rappresenta il mondo della notte.
secondo me danneggia molto di piu la pastiglia presa in discoteca dei media, perchè non così non si ha l'approccio giusto con la musica. se si vuole viaggiare, è bello farlo con l'immaginazione, non servono pastiglie o funghi di nessun genere. e per un dj significa che all'ascoltatore non piace la musica che propone il dj.
la gente non va in discoteca perchè non credo che sia intimidita da cioò che dicono i media, neanche perchè ci sono le pastiglie, secondo me il problema è riconducibile proprio al pubblico, che non sa apprezzare il mondo della notte, e cio lo danneggia molto. spero che l'opinione pubblica se ne accorga presto......