IMPORTANTE PRONUNCIA ODIERNA DELLA CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA
La Corte di Appello di Bologna Terza Sezione Penale, alla odierna udienza ha dichiarato il principio per cui, in assenza di perizia tossicologica che attesti il livello di thc, si deve ravvisare l'ipotesi lieve - cioè quella prevista dal comma V dell'art. 73, se non si può affermare che lo stupefacente detenuto era destinato ad un uso esclusivamente personale.
Nel caso specifico la detenzione di 900 grammi di marjiuana ce 100 grammi di hashish ha comportato per due giovani, che io assistevo e difendevo assieme all'avv. Falco di Brindisi, la condanna alla pena di 2 anni e 4 mesi per uno (che era imputato anche di resistenza e minacce) e di 2 anni con sospensione condizionale per l'altro che non aveva altre accuse al di fuori di quella di detenzione illecita in concorso.
L'impossibilitò di stabilire il grado di purezza dell'hashish o della marjiuana e, quindi, il numero di dosi o di quantità massime detenibili, diviene, quindi, ostacolo insormontabile per il giudice e legittima, pertanto, un trattamento pro reo di maggiore favore anche in presenza di quantitativi lordi importanti come quello in oggetto.
Il narcotest diviene un mero indicatore della presenza di principi attivi e null'altro.
La corte ha tenuto in conto anche il fatto che certamente una parte importante e preponderante dello stupefacente era destinata al fabbisogno personale dei detentori e non vi era alcuna prova di spaccio.
Tra trenta giorni si potranno leggere le motivazioni e si potrà essere più precisi.
E', comunque, un altro passo verso una distinzione del trattamento sanzionatorio per la cannabis.