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Discussione: novità giurisprudenziali

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    http://www.carlogiovanardi.it/sito/m...ticle&sid=2643

    Ansa dal sito di Giovanardi.

    Ritorna l'equiparazione tra le sostanze.

    Droga: Giovanardi (Ncd), Parlamento conferma Fini-Giovanardi(ANSA) - ROMA, 19 FEB - ''Il Senato, convertendo in legge il cosiddetto decreto 'Svuota carceri' del Governo Letta, ha confermato l'impianto della Fini-Giovanardi, che non differenziava tra le cosiddette droghe leggere e droghe pesanti. Nella legge votata oggi si distingue infatti soltanto fra il reato di spaccio di lieve entità (e ogni tipo di sostanza) da quello non lieve (di ogni tipo di sostanza)''. Lo dice il senatore di Ncd Carlo Giovanardi che ricorda come ''la Corte Costituzionale la scorsa settimana non è affatto entrata nel merito della questione della presunta distinzione tra droghe leggere e pesanti ma si è limitata a teorizzare che otto anni fa non ci fossero le condizioni di necessità e urgenza per innovare per decreto la normativa in tema di tossicodipendenza, che il Senato oggi ha confermato''.(ANSA).


    Intervengo solamente perché si tratta di un commento al mio thread in materia di giurisprudenza, in CORNER AVVOCATO, non avendo io più intenzione intervenire in altre discussione concernenti i progetti di legge, in quanto non desidero essere più coinvolto in stucchevoli, quanto inutili polemiche che altri ad arte sollevano sistematicamente
    .


    Leggendo un'affermazione del genere, francamente io non so se l'on. Giovanardi manifesti maggiormente una condizione di ignoranza (nell'ovvio senso di non conoscenza e non comprensione) di elementari questioni diritto o se egli versi in stato di malafede.
    Se penso che egli sarebbe stato - in un passato remoto - anche avvocato mi domando se egli abbia mai esercitato la professione e, in caso positivo, come abbia fatto a superare l'esame di Stato se mostra di non tenere in debito conto norme con l'art. 2 codice penale che sono essenziali.
    Sostenere, infatti, che l'approvazione del D.L. 146 (con conversione in Legge) e nello specifico dell'art. 2, il quale modifica l'art. 73 comma 5 in materia di lieve entità, equivale a confermare la bontà della FINI-GIOVANARDI, significa sostenere una clamorosa sciocchezza giuridica, una vera "falsità", che se fosse sostenuta da uno studente ad un esame di giurisprudenza, comporterebbe la sua immediata bocciatura, con invito a tornare a ripetere la prova non prima di sei mesi.
    Temo che l'on. GIOVANARDI ormai sia prigioniero delle proprie convinzioni al punto da non rendersi conto di ciò che afferma.
    Egli dovrebbe prendere atto che la Consulta
    1) deve ancora depositare le motivazioni e dunque una parte della sentenza potrebbe anche riguardare il merito della legge,
    2) ha annullato una legge (la 49/2006), affermando che le modalità con le quali essa è stata promulgata sono gravemente illegittime, perché non esistevano ragioni di urgenza ed indifferibilità.
    La Corte Costituzionale, quindi, censura pesantemente l'operato politico legislativo dell'on. GIOVANARDI, che ha violato la sacralità del PARLAMENTO, impedendo all'assemblea (a colpi di voto di fiducia) un contraddittorio minimo ed ha imposto surrettiziamente norme che non avrebbe potuto imporre.
    Simile critica appare di una gravità enorme ed inedita, al punto che ritengo che ben raramente il giudice costituzionale si sia spinto a tanto.
    L'on GIOVANARDI ne dovrebbe trarre come politico e come cittadino le conseguenze più ovvie.
    L'on. GIOVANARDI tenta, invece, astutamente, di spostare l'attenzione su prospettive, che allo stato neppure lui conosce, perché sa bene di essere uno dei due propugnatori di una legge annullata in toto come raramente (e credo forse mai prima d'ora) pare sia avvenuto nella storia dell'Italia repubblicana.
    Allo stato attuale, alla luce della decisione della Consulta deve essere applicata la JERVOLINO-VASSALLI; esiste, in realtà un contrasto di norme - in relazione al comma 5° - (ma l'on. GIOVANARDI non se ne è accorto o finge di non accorgersi) che si può risolvere solamente a sfavore della tesi che lui sostiene.
    Il Parlamento - troppo preso da personaggi narcisi - non si è posto colpevolmente il preventivo problema di questo contrasto e, senza comprendere la portata giuridica di quanto si stava decidendo, ha votato per la conferma del D.L., dimostrando una gravissima impreparazione giuridica di fondo, ancora più grave in capo a chi - una volta fuori dalla Camera o dal Senato - dovrebbe tornare a fare l'avvocato (magari anche penalista).
    Grave è stato anche che tutti i sapienti aspiranti legislatori non si siano accorti di questa rilevantissima contraddizione, che inficia la norma appena approvata.
    Non mi risulta che nessuno tra gli esponenti dell'opposizione - così solerti a formulare progetti di legge palesemente incostituzionali - si sia alzato per formulare osservazioni a confutazione.
    Complimenti anche a loro.
    Sarebbe, quindi, opportuno che in questa occasione l'on. GIOVANARDI fosse zittito, ma temo che i tanti esperti, abili solo ad insultare, non siano realmente capaci - invece - di sfidarlo sul piano dialettico e tecnico, per fargli fare una vera e storica figuraccia.
    Certo anche i novelli giureconsulti facessero un poco di autocritica, perché talora il silenzio - dinanzi a norme palesemente errata - è prova di ignoranza assoluta in materia.
    Ultima modifica di Avv. Zaina; 20-02-14 alle 17:48

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