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Discussione: ASCIA a Bruxelles, al Parlamento Europeo

  1. #1
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    http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=9044

    Portiamo la voce dei consumatori al parlamento europeo

    Siamo stati invitati, come Associazione di consumatori, per partecipare ad una conferenza organizzata da Ignazio Corrao (europarlamentare del Movimento 5 Stelle) presso il Parlamento Europeo, il 13 luglio, sul tema “Le politiche europee sulla lotta contro il traffico di droghe e crimine organizzato: valutare un nuovo approccio alle droghe leggere“.

    Ignazio Corrao è membro della Commissione LIBE (sulle libertà civili, la giustizia e gli affari interni) e sin dall’inizio del proprio mandato si è impegnato a focalizzare l’attenzione delle istituzioni europee sulla lotta al crimine organizzato transnazionale e sulle associazioni criminali di stampo mafioso, per questo scopo ha proposto e costituito un inter-gruppo nel parlamento europeo che affronti i temi relativi al crimine organizzato, alla corruzione, alla trasparenza e all’integrità (ITCO)

    L’obiettivo dell’inter-gruppo è quello di creare un dibattito nelle istituzioni europee riguardo all’effettività delle politiche internazionali di contrasto alle droghe e questa conferenza rappresenta il primo passo a livello internazionale dopo che molte voci in Italia, tra cui la Direzione Nazionale Antimafia, hanno stabilito come priorità quella di valutare nuove politiche riguardo alle droghe leggere e di considerare anche strategie di depenalizzazione e/o di legalizzazione.

    Alla conferenza, oltre ai rappresentanti di organizzazioni istituzionali come la Presidente di Eurojust, del Direttore dell’osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e del Segretario del Gruppo Pompidou (Gruppo del Consiglio Europeo che combatte la tossicodipendenza e il narcotraffico), sono state invitate ad esporre il proprio punto di vista sul problema anche molte associazioni, tra cui anche la nostra e come abbiamo fatto in più occasioni, dalle conferenze nei due rami del parlamento italiano, all’audizione in Commissione Giustizia della Camera, anche al parlamento europeo andremo a sostenere l’urgenza nell’attuazione di una nuova politica nei confronti degli stupefacenti, iniziando dalla regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis ad uso personale.

    Coglieremo l’occasione per presentare anche la nostra proposta sulle coltivazioni di gruppo, come forma associativa tra un numero ristretto di persone legate da un rapporto fiduciario.

    Ormai è solo una questione di tempo, la breccia nel muro è stata aperta!

    Direttivo ASCIA

  2. #2
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    Sai Pawan che questo mi preoccupa quasi più del primo problema? Ma io non sono un ottimista.

  3. #3
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    Nemmeno io sono proprio ottimista in genere, anche se mi sforzo sempre di esserlo, però sono curioso. Ma non ho capito bene cosa ti preoccupa precisamente, potresti spiegarlo meglio?

  4. #4
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    In realtà non conoscendo a fondo la questione specifica posso parlare solo di sensazioni o di qualche deja vu.
    Ma cosa vuoi farci, non riesco proprio a fidarmi della politica e di chi la pratica, o meglio, di chi fa strada in qualche modo facendola e di chi riesce a camparci, per intendersi.
    Manipolazioni e strumentalizzazioni sono a mio parere inevitabili finché si ragiona in questi termini, inseguendo obiettivi fasulli e irrealizzabili, come mafia narcotraffico nello stesso calderone della depenalizzazione legalizzazione, cosa c'entra?
    Parlare di legalizzazione mi fa ridere, perché implica un permesso e delle condizioni, quindi in qualche modo un controllo, che oltre ad essere ipocrita, perché servirebbe solo e forse per meri scopi economico sociali, non funzionerebbe comunque e non inciderebbe in alcun modo sulle produzioni fuorilegge, che non solo non sparirebbero, ma che addirittura verrebbero frazionate e moltiplicate nel tentativo di aggirare le varie regoline stupide fissate dal politico di turno.
    Il mio punto di vista è molto chiaro : nessuna regolamentazione se non quelle già esistenti che riguardano l agricoltura, la pianta è legale per tutti e allo stesso modo fruibile e coltivabile o vendibile e acquistabile o perfino detenibile per chiunque.
    le licenze per il commercio sarebbero le stesse così come le possibilità di detenere grosse quantità come per i pomidoro o l'insalata verde, dove sarebbe lo scandalo? Potrei passare un'ora a scrivere dimostrando o tentando di farlo, che i pro sarebbero di gran lunga superiore ai contro, ma evitero' saltando direttamente alla conclusione finale.

    Questo si che cambierebbe tutto e renderebbe davvero duro riuscire a specularci sopra con le stesse proporzioni presenti già oggi con l' illegalità totale.
    il prevedibile caos iniziale in ogni settore finirebbe poi per autoregolarsi dopo qualche tempo, e comunque usando la testa poi potranno al limite essere fatti dei correttivi per tale scopo, ma tale problematica riguarderebbe solo chi avrebbe a che fare con il mercato.
    Questo pur non riuscendo probabilmente a spiegarlo a dovere è il mio pensiero, che va ben oltre la cannabis.

    Pur non essendo particolarmente intelligente so fare uno + uno e so che sarà davvero moto difficile vedere realizzate tali libertà e responsabilizzati finalmente i popoli per le loro scelte, anziché farle fare e imporre ai cari paladini da fini Giovanardi ai più liberisti cinquestellisti del momento.
    Sempre di controllo stiamo parlando.
    Impossibile da realizzare chi è in grado di organizzarsi sarà chi sarà in grado di eludere o aggirare tali controlli, e queste figure sarebbero paradossalmente quelle più pericolose, per cui questi controlli sarebbero stati pensati .
    mentre tutti gli altri pagano i termini di libertà di azione e di pensiero l'impossibilità di poter fare ciò che ritengono loro diritto.
    Per me senza se e senza ma decidere cosa è bene per tutti in nome di tutti si chiama arroganza e a me non piacciono gli arroganti, qualunque bandiera usino


    ***mi hai chiesto di spiegarmi meglio

  5. #5
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    Grazie @mozart del chiarimento, in effetti ho creato questa discussione proprio per avere le nostre ultime possibilità di confronto con i coltivatori prima di andare a Bruxelles.
    Anche io sono idealmente per la liberalizzazione e la ri-normalizzazione della pianta di canapa, ma mi sembra che i decenni di accanimento proibizionistico abbiano provocato un tale danno culturale nella popolazione che ci vorranno probabilmente degli altri decenni per tornare a considerare la canapa una pianta normale (che poi tanto "normale" non sarebbe, per me è una pianta che appare essere sempre più eccezionale, sulla quale ci sarebbe ancora molto da ricercare).
    Comunque, prima o poi, la verità farà sì che per questa pianta si abbia di nuovo la giusta libertà di scelta di utilizzo, ma potrà essere solo un processo graduale, un cambiamento culturale.
    Da qualche parte bisogna pur cominciarlo questo cambiamento e noi ci siamo impegnati a cercare una collaborazione attiva nei nostri parlamentari italiani per cambiare la legge proibizionista, collaborazione che c'è stata e che si è concretizzata sempre più, fino a questo intergruppo parlamentare italiano, che ha elaborato la recente proposta.
    Ora ci hanno invitato a dire la nostra agli europarlamentari dell'intergruppo parlamentare europeo e noi stiamo cercando, come meglio possiamo, di cogliere anche questa occasione per dare un nostro contributo alle istituzioni, per rendere il processo di cambiamento più veloce e più fluido, cercando di rappresentare il punto di vista degli auto coltivatori.
    A tutti noi che sogniamo la liberalizzazione della canapa stanno strette le regole della legalizzazione e regolamentazione, ma appare come un passaggio obbligato e inevitabile, al momento. Chiedere la liberalizzazione ora e subito non appare realistico. Sennò ci teniamo la repressione attuale, che ormai è alla frutta... sinceramente non se ne può più! La legalizzazione sarebbe meglio, no?
    E' necessario togliere l'interesse economico sulla canapa ai narcotrafficanti criminali, legalizzando in primo luogo l'auto coltivazione per l'uso personale, anch'io non apprezzo per niente i progetti di monopolizzazione della produzione di canapa e delle sue sementi, men che meno la canapa OGM, nessuno di noi di ASCIA li auspica.
    Noi ci vogliamo battere perché venga comunque garantita la libertà di auto coltivazione, di fare i propri incroci e prodursi le proprie sementi, di potersi organizzare in piccoli gruppi di amici per potersi coltivare le proprie piante per il fabbisogno annuale anche per chi non può coltivare.
    Per questo pensiamo di continuare a proporre la legalizzazione dell'auto coltivazione ad uso personale e le Coltivazioni di Gruppo, che sarebbero dei Cannabis Social Club fra amici e conoscenti fra i quali esiste un rapporto di fiducia, che ci sembrano un modo efficace di contrastare in futuro ogni tentativo di monopolizzazione industriale da parte di chiunque delle produzioni di canapa da resina e delle sementi.
    Ottenere questo, in mezzo a tutte le regole della legalizzazione che ci stanno pur strette, potrebbe garantirci di mantenere vivo il nocciolo di libertà necessario a far germogliare, nel futuro, i successivi passi per andare verso la liberalizzazione della pianta di canapa, come tu hai esposto idealmente nel tuo punto di vista, che personalmente condivido anch'io idealmente.
    Per ora ci sembra un certo successo aver contribuito a sollecitare le proposte di cambiamento dei nostri parlamentari, per mettere fine il prima possibile a questo strazio di proibizionismo italiano. Guardate che ci leggono con attenzione, anche le discussioni che facciamo qui sul forum, in questo momento è importante anche solo esprimere in modo intelligente la propria opinione e suggerire delle idee intelligenti e attuabili, per stimolare il dibattito e arricchirlo. Poi quello che succederà lo vedremo.
    Come ora stiamo lottando per ottenere la legalizzazione, in futuro prevedo che lotteremo per difenderci dal business sulla canapa e mantenere la nostra libertà di auto coltivarci comunque le nostre piante, fare i nostri incroci, produrci le nostre sementi e creare le nostre varietà personali di resine, secondo i nostri gusti e le nostre necessità, adattando le piante ai nostri terreni e ai nostri climi, cercando di andare verso la liberalizzazione della canapa, dopo un progressivo cambiamento culturale più libertario. Bisogna far circolare le idee e le informazioni.

  6. #6
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    Sono d'accordo in tutto e per tutto con Mozart e allo stesso tempo riconosco che per smuovere qualcosa si debbano cercare compromessi, come indicato da Pawan, però realisticamente la vedo dura che pur cambiando il retaggio culturale poi si possano accettare a livello istituzionale passi indietro verso atteggiamenti più liberisti e consapevoli.
    Questo praticamente solo a causa di intrinsechi fattori economici che una volta instaurati trovo irrealista possano decadere.
    Dalle più che certe accise o imposte che verrebbero pesantemente applicate al settore fino alle mire di pseudo monopolio da parte delle istituzioni ecc...
    Ciò non toglie che faccio i miei migliori ad ascia per ottenere il massimo ottenibile, certo di remare nella stessa direzione.

  7. #7
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    Il punto di vista che ASCIA porterà a Bruxelles

    Siamo in partenza per portare al Parlamento europeo la voce dei consumatori, all’interno della conferenza organizzata dall’eurodeputato Ignazio Corrao per evidenziare la necessità di un nuovo approccio verso le “droghe leggere”, come strumento per battere la criminalità organizzata.

    La delegazione italiana è formata da un nutrito e rappresentativo gruppo di associazioni: ARA, ASCIA, CIP, LapianTiamo, PIC e Over Grow.

    Pubblichiamo di seguito il contributo ASCIA:

    Stato attuale e proposte di risoluzione

    Premesso che è ormai una certezza incontestabile il fatto che il proibizionismo abbia favorito gli interessi della criminalità organizzata, che il commercio illegale in regime di monopolio concesso alla stessa criminalità provoca, specialmente nella popolazione giovanile, la curiosità verso l’approccio di altre sostanze ben più pericolose della cannabis e considerata l’inoffensività sociale del consumo personale, con questa breve relazione vogliamo fare il punto della situazione in Italia e suggerire un percorso logico di legalizzazione.

    Nel febbraio dello scorso anno la Corte Costituzionale si è pronunciata per l’illegittimità della legge 49/06 conosciuta come “Fini-Giovanardi”, decretandone l’abrogazione.

    Con il ritorno alla vecchia legislazione in materia di stupefacenti e con l’applicazione di pene relativamente contenute per i casi di “lieve entità”, si è leggermente ridimensionata la forsennata attività persecutoria nei confronti dei consumatori di cannabis, ma non del tutto cessata, in particolar modo in relazione alla coltivazione domestica che continua ad essere illegale, causando una insopportabile confusione sia nella politica e sia nella magistratura.

    E’ indubbio che una legge anacronistica e pregiudiziale, come quella attualmente in vigore, stimoli negli organi istituzionali un vivace dibattito e tentativi di regolamentazione, ma a parte alcuni pronunciamenti nei tribunali e timidi approcci nelle Commissioni parlamentari, il percorso per arrivare anche in Italia ad una forma di tolleranza verso i coltivatori/consumatori in proprio, appare sempre arduo e spigoloso.

    Attualmente giacciono nei due rami del parlamento ben 6 proposte di legge per la regolamentazione della coltivazione domestica, 4 alla Camera e 2 al Senato, ci sono stati autorevoli pronunciamenti in favore di una nuova politica nei confronti delle droghe leggere, tra cui va considerato, sopra ogni altro, quello molto significativo della Direzione Nazionale Antimafia che invita a risolvere il problema in tempi brevi e in ultimo, dietro invito della Corte d’Appello di Brescia è stato chiesto il parere della Consulta sulla legittimità costituzionale della legge in vigore.

    Va segnalata inoltre la recente iniziativa promossa dal sen. Della Vedova (sottosegretario agli Esteri nell’attuale governo), per la costituzione di un inter-gruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, che ha già riscosso più di 200 adesioni ed ha presentato la bozza della proposta a metà giugno, con l’obiettivo di ottenere la calendarizzazione entro l’estate.
    Tutti segnali di come risulti insostenibile ulteriormente, in Italia, l’azione persecutoria nei confronti di una criminalità inesistente come quella caratterizzata dai coltivatori/consumatori in proprio, la cui estraneità nei confronti del pericolo per la salute e l’ordine pubblico è ormai accertata dalle esperienze di altri Paesi della Comunità Europea e in alcuni Stati degli USA e dell’America Latina.

    Per superare questo stato di cose la nostra associazione da tempo collabora con le forze politiche sensibili al problema: abbiamo presentato una proposta di legge per la regolamentazione della coltivazione domestica, abbiamo portato il nostro contributo come consumatori in Commissione Giustizia alla Camera e abbiamo presenziato alle conferenze stampa nei due rami del parlamento per denunciare lo stato discriminatorio e la devastazione nella vita quotidiana a cui sono soggette decine di migliaia di cittadini e cogliamo l’occasione che ci offre questa conferenza per suggerire un percorso logico e praticabile:

    Regolamentazione della coltivazione personale

    Il primo passo fondamentale per poter procedere in un percorso che preveda tolleranza nei confronti di diversi stili di vita ed abitudini, è a nostro avviso regolamentare immediatamente la coltivazione domestica, prevedendo la concessione per la coltivazione di piante femmine (che produrranno THC) per l’adulto che ne fa un uso personale, una proposta che è stata fatta propria in tutte le proposte di legge presentate nei due rami del parlamento italiano.
    Conoscendo le necessità politiche di fornire dati statistici ufficiali, sulla coltivazione di cannabis, siamo favorevoli ad una tipologia di censimento solo ed esclusivamente se tali dati verranno archiviati in modalità anonima per tutelare la privacy e prevenire ulteriori persecuzioni in caso di ritorno ad una politica proibizionista o ad errori formali di pubblicazione delle leggi.
    Ci teniamo a sottolineare che l’uso di cannabis non deve essere considerato un problema di sicurezza o salute pubblica.

    Decriminalizzazione della coltivazione ad uso personale e abolizione delle sanzioni amministrative per i consumatori

    Considerato che la Consulta dovrà pronunciarsi sull’equiparazione tra liceità dell’approvvigionamento e coltivazione personale, chiediamo l’abolizione di tutte le sanzioni sia penali che amministrative per i consumatori di cannabis, prevedendo l’esclusivo controllo al solo fine della sicurezza stradale come avviene per le bevande alcoliche e che sia verificato l’effettivo effetto psicoattivo al momento del controllo e accertata la reale incapacità alla guida del soggetto.

    Coltivazioni di Gruppo come modello semplificato di Cannabis Social Club

    La Coltivazione di Gruppo è una forma di Cannabis Social Club riservato a pochi soggetti legati da un rapporto di fiducia, da affiancare alla proposta di costituzione di Cannabis Social Club di maggiori dimensioni, più indicati per le aree urbane per esempio, evitando per il momento la discussione sulla forma costitutiva, sugli obblighi sociali e fiscali, sulle caratteristiche di eventuali locali destinati all’uso. Nel momento in cui si arrivasse alla regolamentazione della coltivazione domestica, potrebbe essere considerata in simultanea la possibilità che alcuni coltivatori/consumatori possano associarsi in una Coltivazione di Gruppo per provvedere insieme al fabbisogno annuale di un gruppo limitato di persone legate da un rapporto fiduciario.

    Coltivazione di Gruppo in sintesi:

    1) Numero ristretto dei soci: possibilità di costituire più facilmente piccoli CSC di amici o conoscenti, con un numero limitato di persone, nei quali i soci possano organizzarsi per coltivare il quantitativo di canapa necessario al fabbisogno dei soci.

    2) incaricare uno o più soci, maggiormente esperti e/o con la possibilità di poterlo fare, di coltivare le piante di canapa necessarie per le scorte di infiorescenze femminili annuali per ogni socio, delle varietà prestabilite da ognuno.

    3) la coltivazione delle piante di cannabis potrebbe essere effettuata sia outdoor che indoor o con entrambi i metodi, con la possibilità di portare a fioritura anche piante maschio per impollinazioni al fine di auto produrre semi freschi ed effettuare incroci e selezioni.
    4) la possibilità di trasporto, per ogni membro del gruppo, del quantitativo personale di infiorescenze di canapa frutto del raccolto, dal luogo di coltivazione ed essiccazione fino alla propria abitazione, per l’uso domestico.

    5) ovviamente un socio di una Coltivazione di Gruppo non può far parte di altre Coltivazioni di Gruppo, mentre può far parte di più CSC di maggiori dimensioni.

    Direttivo ASCIA

  8. #8
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    Come ora stiamo lottando per ottenere la legalizzazione, in futuro prevedo che lotteremo per difenderci dal business sulla canapa e mantenere la nostra libertà di auto coltivarci comunque le nostre piante, fare i nostri incroci, produrci le nostre sementi e creare le nostre varietà personali di resine, secondo i nostri gusti e le nostre necessità, adattando le piante ai nostri terreni e ai nostri climi, cercando di andare verso la liberalizzazione della canapa, dopo un progressivo cambiamento culturale più libertario. Bisogna far circolare le idee e le informazioni.
    Condivido oltre ogni percentuale! Anzi temo si debba iniziare già da ora a difenderci dal business della canapa, da quel tipo di business legato al solo valore del dio denaro. Aguzziamo gli occhi e cominciamo a evitare di fare solo la parte dei tonni....
    L'erba del vicino è sempre più verde
    .
    Ma la mia è più buona perche faccio un buon flush Hidden Content

  9. #9
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    attendiamo aggiornamenti sulla giornata di oggi

  10. #10
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    Ho questo video, di tutta la riunione: https://www.youtube.com/watch?v=B9x1IrDdNFE
    L'intervento di Giuseppe Nicosia, per ASCIA, dal min. 37.40

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