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Discussione: La scelta del partner maschile

  1. #1
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    La scelta del partner maschile


    Dico subito che la mia non e’ una polemica dai tratti misogeni, ma la curiosita’ intellettuale di capire con studi scentifici cio’ che viviamo. Anche se non e’ semplice in quanto di solito questi studi sono contrastanti. Ma il dibattito non mi dispiace, anzi da relativista lo capisco, e diffido da dogmi e assolutismi scientifici.

    Mi sono sempre chiesto sinceramente della causa della mia “sfortuna” con le donne prima facendone per moti anni giovanili un problema addirittura esistenziale, anche se ora a quasi 50 anni me ne sono fatto una ragione. Cio’ non di meno mi sono sempre chiesto del perche’ alcuni maschi hanno tanto successo con le donne ed altri no, al punto addiririttura di patire la solitudine.

    Ho visto tempo fa in libreria l’evoluzione della bellezza, a dire la verita’ il titolo non mi attraeva, oggi ho deciso di dargli un occhiata, ed avendo capito che l’autore parlava di scelta del del partner e selezione naturale darwiniana, ho deciso di acquistarlo.

    Notoriamente darwin ne parla nell’origine dell’uomo, e dice che la scelta sul campo estetico del maschio viene esercitata dalla femmina, in maniera cosciente perfino negli animali, ed autonoma. Indipendente cioe’ dalla selezione naturale. Un testo femminista sicuramente, e l’autore non manca di sottolinearlo, spiegando che non poteva specie la societa’ vittoriana patriarcale accettare una simile teoria. L’avversario di darwin, fu wallace, che non riteneva gli animali, capaci di gusti soggettivi,si rifiutava di accreditare perfino anche alla donna una simile prerogativa. Spiegando che la selezione naturale e’ l’unica a determinare il piu’ adatto.

    Una teoria mi e’ risultata pero’ molto attraente ed e’ quella di Fisher. In un articolo del 1915 e in un libro del 1930 Ronald A. Fisher propose un meccanismo genetico alla base della scelta del partner che riprendeva ed estendeva la visione estetica di Darwin. Alla fine, secondo il modello di Fisher, il meccanismo alla base dell’evoluzione della scelta del partner da quel momento in poi è la scelta stessa. Le scelte estetiche arbitrarie (alla Darwin) prevalgono sulle scelte basate su un criterio adattativo (alla Wallace), perché il tratto che in origine veniva preferito per qualche ragione adattativa è di fatto divenuto attraente di per sé. Una volta che un tratto è attraente, la sua popolarità (la moda) e la sua attrattiva diventano fini a se stesse. Secondo Fisher, le preferenze sessuali sono come cavalli di Troia. Anche se la scelta del partner tende inizialmente a rinforzare i caratteri che trasmettono informazioni sulla fitness di un individuo, il desiderio per quel particolare carattere finisce per minare la capacità della selezione naturale di determinare la direzione del processo evolutivo. Il desiderio di bellezza dura più a lungo del desiderio di verità e lo indebolisce alla base. Il processo di evoluzione incontrollata descritto da Fisher funziona un po’ come la bolla dei tulipani in Olanda negli anni Trenta del Seicento, o la bolla speculativa del mercato finanziario negli anni Venti del Novecento, o ancora, per citare un avvenimento molto più recente, la bolla immobiliare che ha quasi portato al crollo dell’intero sistema bancario mondiale nel 2008. Sono tutti esempi di che cosa accade quando la «quotazione» di qualcosa si sgancia dal suo valore vero e il bene continua non solo a essere quotato ma ad aumentare di prezzo. Alla base delle bolle speculative c’è il desiderio stesso. Una cosa è desiderabile perché è desiderata, piace perché è popolare. La visione fisheriana della scelta del partner è la versione genetica dell’«esuberanza irrazionale» che caratterizza le bolle speculative.

    Secondo me le donne scelgono il maschio piu’ “popolare” del loro gruppo, anche perche’ piacendo alle loro amiche cio’ garantirebbe ai figli di avere sicuro successo nella riproduzione. Ma capisco anche che la mia voglia di rivalsa mi ha fatto piacere una teoria che da il ben servito al maschio scelto, una “bolla speculativa” e quindi mi sento comunque il vero maschio piu’ adatto ma incompreso.


    Ma questo dibattito prosegue anche oggi, mantenendo e portando avanti le due teorie di darwin e del suo avversario Wallace. Ad esempio, nel 1975 Zahavi introdusse il «principio dell’handicap». L’articolo in cui ne parlava ebbe un successo strepitoso in ambito scientifico e rappresentò per molti uno stimolo a studiare il fenomeno della scelta del partner; a oggi, esso è stato citato più di venticinquemila volte. Zahavi pensava che il concetto fosse del tutto nuovo.

    Per lui, il significato di tutti gli ornamenti (o i display) sessuali è che essi rappresentano un costo elevato, un vero e proprio handicap, per chi li utilizza come segnali. La sola presenza di un handicap ornamentale dimostra le superiori qualità del portatore, che nonostante tutto è riuscito a sopravvivere. Zahavi scrive: «La selezione sessuale è efficace solo nel selezionare caratteri che diminuiscono la capacità di sopravvivenza di un organismo ... Potremmo considerare l’handicap come una sorta di test». Più l’ornamento è elaborato, maggiori sono i costi e maggiore è l’handicap, più affidabile è il test e migliore il potenziale partner. La femmina attratta da un maschio con un tratto così dispendioso non è interessata alla sua bellezza soggettiva, che è semplicemente un effetto collaterale dei suoi costi, ma solo a quello che il tratto rivela riguardo all’abilità del maschio di superare il proprio handicap. Il principio dell’handicap consiste esattamente in questo.


    Insomma se uno sperpera tanti soldi, e’ perche’ non ha problemi di sopravvivenza, ma anche questa interpretazione mi sa di invidia. In ogni caso la comprensione non e’ semplice ne’ univoca. Spero comunque di non aver annoiato. ciaoooo.
    Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.

  2. #2
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    Ieri sera ho visto su RAI5 il documentario "the sense of beauty", mi ha colpito il fatto che al minuto 3:00 del primo episodio, parlava proprio delle teorie riportate anche dal libro che ho ruassunto nel precedente post. Il documentario composto da 6 episodi, puo' essere visto su raiplay, previa registrazione. E'fatto molto bene lo consiglio.
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  3. #3
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    Difficilmente la scelta del partner è decisa dal lato femminile, nell era moderna (ancora in tante comunità) ma soprattutto fino al secolo scorso la decisione di un rapporto si sviluppa dal genere maschile, parliamo di persone ma sta di fatto che nei mammiferi bene o male è la stessa cosa...
    Per me è una linea da abbattere, come se l uomo dovesse essere l unico a sedurre e la donna adattare la propria scelta tra i seduttori, non è così, una donna che seduce è sensuale, lo trovo sensuale personalmente...
    Non esiste solo la bellezza come canoni da valutare, la seduzione è ampia e neanche troppo complessa ma si aprirebbe un dibattito Infinito...
    Probabilmente usciremo anche dal contesto del post, come mio solito d d'altronde
    Mi scuso preventivamente per ogni dislikes che le mie dita invieranno,non vorrei mai ma non mi accorgo neanche di ciò,piccolo schermo, piccoli tasti :') sorry....

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