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Discussione: Dio non gioca a dadi

  1. #1
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    Ciao a tutti, la famosa frase di einstein sta a significare che una guida razionale, e' pur sempre necessaria.



    Secondo me, il fatto che col progredire della tecnologia umana si lamenti una eccessiva omogeneita’ dipende proprio dal fatto che essendo determinista la tecnologia elimina quanto piu possibile l’imprevedibilita’ del caso, il quale non ha evidentemente una connotazione in assoluto negativa, anzi apportando novita’ arricchisce di complessita’, ed eterogeneita’ non solo dei fenomeni, ma anche di esseri viventi. L’ambiente ricco di complessita’ in natura, lo e’ perche’ si mescolano fattori casuali portatori di novita’ e fattori che seguono una ripetitivita’ comprensibile e prevedibile. In tal senso si ha auto-organizzazione in cui l’errore viene introiettato nel sistema, che se capace di reagire, evolve verso il nuovo organismo. Feedback-negativo potrebbero essere il meccanismo, che porta di nuovo alla omeostasi. Mentre feedback-positivo apporta novita’. Secondo me, criticare questo genere di ragionamento e tacciarlo di antropocentrismo, teologia filosofale, principio antropico, determinismo e’ idelogia mascherata da scienza , condannare la ragione e’ condannare lo strumento della sopravvivenza umana.

    Il problema della casualita’ portato dalla meccanica quantistica, cioe’ a livello subatomico secondo me si pone perche’ l’essere umano tende a frammentare la realta’ per renderla piu’ intelligibile, quindi a livello subatomico invece di trovare piu’ regolarita’ si trova una rete dove tutto e’ interconnesso.

    Libri come il tao della fisica, oppure l’ultimo che sto leggendo la mente evolutiva parlano di questi temi, ma secondo me perdendo di vista l’uomo.

    Vorrei riproporre questo schemache secondo me si puo' adattare anche a concetti come determinismo e caso...


    Identita'<-------------------------->Alterita'


    Ad un estremo troviamo l'identita', mentre ad un altro troviamo l'alterita'. I valori della coerenza, della stabilita', dell'unita' si collocano verso l'identita'. Mentre i valori dell'apertura, della comunicazione, dello scambio, del mutamento, della trasformazione, dunque della creativita' e dell'innovazione si situano verso l'alterita'. Secondo me, le scelte che i soggetti e collettivita' compiono per organizzare la loro esistenza sono un misto di entrambi i tipi di valori. E' auspicabile secondo me non avvicinarsi troppo ai due estremi.


    Nel caso dell'identita' (o determinismo) l'esito sarebbe una specie di mummificazione, un esclusione del tempo e del divenire; nel secondo caso, l'alterita' (caso), i soggetti, imbarcando troppa alterita', rischierebbero di sfasciarsi e di dissolversi. C'e' un rapporto di ambivalenza tra identita' ed alterita', non possono ecludersi a vicenda.

    …la nostra sopravvivenza come specie, sempre se lo vogliamo, dipende dalla frammentazione della realta’ per trovare l’universale. Ma e’ importante anche la capacita’ non logica, piu’ soggettiva se vogliamo, in cui la totalita’ e’ interconnessa e seguendola come cercando di riprodurla fedelmente in un disegno complesso. La nostra consapevolezza relativa al tempo ed allo spazio si attenua, ci si stupisce di quanto illogica e’ complessa sia la realta’. Ma poi da quella totalita’ bisogna estrarre una legge.

    Come dice Severino in legge e caso, “tutte le critiche che la civilta’ e la cultura contemporanee rivolgono alla civilta’ e alla cultura della tradizione occidentale sono soltanto il tentativo di distruzione degli immutabili (io dico logocentrismo, o razionalita’), perche’ sono soltanto il fenomeno della distruzione essenziale che si compie nel sottosuolo invaso dal senso greco del divenire. Penso che voglia dire la scienza del chaos fa un passo ulteriore, ma definitivo distruggendo gli immutabili, non essendo in grado di spiegare, secondo gli scienziati della meccanica quantistica e gli indeterministi, la totalita’ delle interconnessioni del reale.
    Ultima modifica di Hollyweed; 22-07-21 alle 18:34
    Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.

  2. #2
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    Ho scritto gia' tanto nel precedente post, comunque riguardo al libro la mente evolutiva, la teoria a pag.74, quella di Terence Mckenna (studioso di sciamanesimo ed etnobotanico) mi ha stupito. Dice che in pratica veniamo dallo spazio, e se non ci sono problemi nel ftrattempo, vi ritorniamo, in forma immateriale. Il che anche considerando l'importanza della smatetializzazione progressiva nel campo dell'informatica....


    Riporto il testo originale

    TERENCE: Se è davvero un oggetto a più dimensioni di quelle che conosciamo, allora in un certo senso è
    ovunque in questo Universo, e tutte le strade del progresso evolutivo potrebbero condurre a esso, come una
    sorta di ologramma universale di tempo e spazio, una comunità o intelligenza galattica, forse. In altre parole,
    spore o virus o batteri probabilmente percolano e permeano attraverso l'intero universo, e ovunque essi in-
    contrino un ambiente planetario in cui possono fare le loro “magie”, la vita prende piede. Da lì in poi è
    battaglia in cui la vita tenta di modificare e controllare l'ambiente abiotico, mantenendolo abbastanza in equi-
    librio perché il programma del bios possa essere eseguito.
    Tale programma consiste nel crescere dal seme iniziale e ritornare alla fonte superiore, nascosta, di tutto, fuori
    dal pleroma dello spazio tridimensionale. È un ritorno gnostico, un'idea di sublimazione alchemica e rarefa-
    zione. Io vedo il cosmo come una distilleria per novità, e l'oggetto trascendentale come la novità delle novità.
    Quando raffiniamo tutto questo formalmente, troviamo qualcosa di simile a un pianeta leibniziano, una sorta di
    monade, una piccola cosa che ha ogni cosa ripiegata in essa. Questo ci porta in un'altra dimensione, in cui tut-
    ti i punti di questo universo sono stati collassati e sono diventati cotangenti. È un'apoteosi. La Terra sta dando
    vita a un essere iperdimensionale.
    Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.

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