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Discussione: (auto)controllo della mente

  1. #11
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    Vi quoto in pieno. Uno degli errori che commettevo agli inizi era quello di chiedere tra me e me "Mbè? La meditazione sta funzionando o no? Lo sto facendo bene?". La nostra mente l'abbiamo abituata ad operare in questo modo. Invece è giusto non pretendere di raggiungere un determinato obiettivo in modo ossessivo, anzi è meglio non porselo proprio un obiettivo. Ci siamo solo noi, l'istante, e quello che proviamo nell'istante.
    «Impara a leggere le cose intorno a te/finché non se ne scoprirà la realtà./Districa le regole che non ci funzionan più/per spezzar poi tutto ciò con radicalità»
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    «Io lotto con le opinioni, che son i nostri padroni/l'errore più grande è odiare e amare solo volti e nomi/lottare con le opinioni è lottare anche con se stessi/contro i propri pensieri più meschini e sottomessi»
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  2. #12
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    io consiglio vivamente di leggere tao te ching di lao tzu...è un libro molto semplice da leggere...e poi consiglio di leggere subito dopo il siddharta...a me hanno aiutato semplificando il mio modo di vedere le cose!
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  3. #13
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    @[Only registered and activated users can see links. ] grazie ancora per avere aperto questa discussione, che secondo me potrebbe avere delle potenzialità per aiutare chi la segue a comprendersi meglio.
    Non vorrei iniziare col consigliare dei corsi specifici di stili di arti marziali interne, scuole di Yoga, di meditazione, rituali mistici o pratiche sciamaniche per ricercare l' autocontrollo della mente.
    Lo preferisco per rispetto di tutte le forme di ricerca interiore, che, nelle varie culture e nelle epoche, hanno assunto numerose sfaccettature.
    Ho già scritto che secondo me l'esperienza personale e la pratica quotidiana sono importanti e insostituibili: quindi preferisco portare il mio punto di vista in base alla mia esperienza di ricerca.
    Questa è una ricerca personale, che ognuno può svolgere come meglio ritiene, in base alle proprie attitudini e alla propria motivazione, la ricerca del Sapere è per me quello che da un senso alla vita degli esseri umani.
    E' una ricerca antichissima dell'umanità, che dura dalle epoche preistoriche remote.

    Lo scopo comune dello sciamanesimo nelle culture tribali ancestrali, dello Yoga e delle arti marziali interne (oltre il Thai Chi, tutte le arti marziali hanno un aspetto di meditazione interiore più o meno approfondito) è quello di interrompere la visione individuale della realtà filtrata dalla mente, per consentire una visione totale, profonda e partecipe dell'Energia Universale, dalla quale si riceve pace, forza e beatitudine.

    Per quanto riguarda i libri, quelli che ho letto e studiato di più sono famosi antichi testi sacri indiani millenari, come la Bhagavad Gita, dove Krishna stesso, dal secondo capitolo, spiega le principali forme di Yoga, a seconda del tipo di praticante.
    Le mie preferite sono il Karma Yoga, (Yoga dell'Azione), cap 3 e il Jnana Yoga, (Yoga della Conoscenza), cap 4.
    Gli altri libri sono il Ramayana e lo Yoga Vasishtha.

    Vorrei iniziare riassumendo sinteticamente i motivi che mi hanno portato ad intraprendere un cammino di autocontrollo interiore e come funziona la mente umana.

    Per me è iniziata da adolescente, ero un giovane anarchico ateo e razionale, però ero affascinato dallo studio delle varie religioni e delle culture sciamaniche, con le loro varie mitologie, perché le vedevo come delle elaborate metafore con le quali gli uomini antichi hanno cercato di trasmettere delle conoscenze e degli insegnamenti alle generazioni future, provenienti da epoche in cui non esisteva la scrittura e le conoscenze complesse potevano essere tramandate solo attraverso racconti simbolici, più facili da memorizzare.

    La domanda che mi chiedevo riguardo le religioni era: "Ma al di là del controllo sociale, delle persecuzioni e delle guerre di religione che ne sono scaturite, cosa ci volevano veramente trasmettere e spiegare, in origine, gli antichi con i loro miti?"

    In particolare ho ricercato gli elementi in comune tra i miti delle culture più antiche, che secondo me erano il nocciolo delle conoscenze primordiali che gli antichi saggi hanno cercato di trasmettere.
    Ho trovato che la conoscenza di se stessi, l'esplorazione dei misteri della vita e dell'universo che ci circonda, il dualismo degli aspetti dell'esistenza, la lotta tra il bene e il male e l'autocontrollo del proprio pensiero, della paura e dell'ira, attraverso il silenzio interiore ottenuto con lo sviluppo di una forte determinazione, la volontà, fanno parte di quel nocciolo originario di elementi in comune dei miti ancestrali.

    Mi sono fatto l'idea che i problemi, le emozioni e le sfide degli uomini preistorici non erano poi molto diversi dai nostri, anche se non avevano in aggiunta lo stress di una forte pressione sociale e tecnologica che abbiamo noi moderni.

    Quello che distingue il cervello e la mente degli umani moderni (cosiddetti Sapiens sapiens, ultimi 200.000 anni circa) dagli esseri umani precedenti e dagli altri animali è l'aver evoluto una vasta area cerebrale linguistica e logica nell'emisfero cerebrale sinistro, e conseguentemente abbiamo sviluppato sempre di più anche un linguaggio complesso, con l'abbassamento della laringe e delle corde vocali, in modo da poter emettere una maggiore varietà di suoni e parlare in modo più elaborato e ricco, al quale è strettamente connessa una capacità di ragionamento riflessivo logico-matematico, che nel loro insieme chiamiamo "intelligenza" (oggi in declino) e che si apprendono dall'ambiente sociale in cui cresciamo.
    Ci ha reso capaci di una comunicazione sociale complessa e molto funzionale e di una crescita delle invenzioni sempre più veloce.
    Un bel vantaggio, in una vita primitiva selvaggia nella natura incontaminata, un'arma di sopravvivenza micidiale nei confronti degli altri esseri viventi, ma è talmente potente da rivelarsi un'arma a doppio taglio troppo pericolosa, anche per se stessi e per gli altri esseri umani, se non se ne fa un uso controllato. (basta vedere, per esempio, la Fini-Giovanardi, ma la storia umana è fin troppo piena di altri esempi anche più drammatici e tragici, con guerre costanti dall'inizio della civiltà)
    Infatti stiamo distruggendo il pianeta che ci ha dato la vita.

    Fin da bambini, noi uomini moderni "civilizzati" siamo stati educati e istruiti su come identificarci completamente con il nostro corpo e con la nostra mente, intesa come il flusso incessante di pensieri (normalmente caotici) che produciamo costantemente nella forma di un dialogo interno, che chiamiamo la mente e che siamo egocentricamente convinti sia molto importante per noi, semplicemente per il fatto che è il nostro proprio pensiero, prodotto dal nostro cervello: molti di noi sono convinti di essere solo quello, ospitati dal corpo che racchiude il cervello.
    Ma non è solo così, siamo molto di più: siamo anche lo spettatore, il testimone silenzioso che ascolta il dialogo interiore, che lo potrebbe controllare e fermare a piacimento, se da bambini ci fosse stato insegnato anche come farlo.

    Anche dal punto di vista scientifico si è appurato che i nostri due emisferi cerebrali operano separatamente e distintamente tra loro, anche se sono collegati.
    Sarebbe più corretto dire che abbiamo due cervelli:
    uno "rumorosamente" linguistico-logico a sinistra, che vive pensando caoticamente al passato e al futuro, selezionando solo pochi dettagli, pur catalogando tutto con nomi, mai contento e sempre prepotente nel volere il controllo delle percezioni, che seleziona e filtra costantemente.
    E uno silenzioso a destra, che vive felicemente soddisfatto nel presente, in una armoniosa visione d'insieme, ma che è perennemente soffocato dall'irruenza esagerata dell'emisfero sinistro.
    (al riguardo vi metto il link di una interessante breve discussione di questo forum, "Ictus:Cosa si prova.", iniziata da @[Only registered and activated users can see links. ] dove c'è un bel video illuminante della neuroscienziata Jill Bolte Taylor che lo spiega benissimo in 18 minuti e anche in maniera simpatica: [Only registered and activated users can see links. ] )
    Non trovate incredibile che la scienza scopra oggi quello che gli antichi sciamani, i saggi e lo Yoga hanno conosciuto e praticato da migliaia di anni prima di Buddha e di Gesù?

    COME FUNZIONA LA MENTE SECONDO LO YOGA
    La mente crea una visione del mondo apparentemente stabile e razionale (la cosiddetta "realtà") ma illusoria, perché incompleta, ottenuta monopolizzando il controllo delle nostre percezioni sensoriali, scegliendone alcuni dettagli tra i ricordi e focalizzando l'attenzione sempre su quelli.

    I nostri pensieri sono intimamente collegati alle emozioni, si evocano a vicenda, certi pensieri suscitano sempre le stesse emozioni e certe emozioni stimolano lo stesso tipo di pensieri e, in questo reciproco richiamarsi, creano inconsapevolmente delle abitudini, che si ripetono e che molti sono convinti essere dei tratti distintivi della loro personalità.
    Spesso, nel caso di pensieri negativi e brutte emozioni, diventano talmente ossessivi da creare problemi, anche di salute fisica oltre che mentale e gli esseri umani moderni civilizzati devono ricorrere allo psicologo, allo psichiatra e agli altri dottori e a pesanti cure dannose per risolverli (quasi mai definitivamente), solo per ignorare i meccanismi del pensiero umano e una qualche tecnica di autocontrollo della mente che gli antichi Yoghi e sciamani praticavano già da almeno svariati millenni prima della cosiddetta "civiltà", da epoche preistoriche.

    Pensieri ed emozioni influenzano il tipo di respirazione e ne sono influenzati a loro volta.
    Agendo consapevolmente sul respiro si possono modificare i pensieri e le emozioni e viceversa, la difficoltà iniziale è ricordarsi di essere consapevoli del respiro per interrompere l'abitudine mentale indotta dalla propria educazione.
    Emozioni forti incontrollate provocano una respirazione affrettata della parte alta dei polmoni, controllare la respirazione con respiri lenti, profondi, che partono dal diaframma, quieta le emozioni e i pensieri.

    La mente senza autocontrollo produce incessantemente ogni tipo di pensieri, molti dei quali sono pensieri di importanza personale, pensieri paranoici, pensieri rabbiosi violenti, pensieri inutili, pensieri di desideri egoistici insaziabili, non si accontenta mai, neanche quando li realizza, è sempre insoddisfatta, alla ricerca costante di qualcos'altro da volere.
    Così la mente non è più un vantaggioso strumento operativo alleato, ma tende a trasformarsi da "protettore" a "carceriere" e a diventare un vero e proprio tiranno interiore, che può spingere le persone a fare di tutto, spesso senza scrupoli di provocare dolore, per soddisfare illusoriamente i propri desideri egoistici senza fine, senza mai trovare soddisfazione e felicità durature in questo, provocando in ciò dolore e sofferenze a se stessi e agli altri.

    I tipi di pensieri più frequenti tendono a crearsi delle "corsie preferenziali" e a ripetersi sempre più frequentemente: se sono pensieri negativi (di paura, di orgoglio, di importanza personale eccessiva, di rabbia, rancore, depressione ecc.), e vengono presi troppo sul serio, creano facilmente delle paranoie e delle ossessioni morbose o scatti isterici e attacchi d'ira incontrollati in chi li pensa troppo spesso, tali da poter arrivare a modificare la visione del mondo e delle cose, trasformando tutto in un illusorio girone infernale.
    Un vero e proprio "effetto psichico", se lo sapessero Giovanardi e Serpelloni cercherebbero di farlo proibire per legge.

    PRIME TECNICHE SEMPLICI DI AUTOCONTROLLO
    In realtà molte persone esercitano più o meno consapevolmente un certo tipo di autocontrollo dei propri pensieri, attraverso la volontà e la concentrazione, per esempio nello studio o al lavoro.
    Alcuni sanno che è meglio pensare a qualcosa di positivo e appena se lo ricordano, mentre sono afflitti da pensieri negativi con le emozioni negative collegate, si sforzano di sostituirli con pensieri positivi, provando sollievo in breve tempo quando ci riescono.
    Questa tecnica di sostituzione spontanea può essere già considerata una prima semplice tecnica consapevole di autocontrollo della mente e delle emozioni, buona per incominciare per chi non è ancora in grado di ottenere una concentrazione o un silenzio mentale che duri più di pochi secondi. (quasi tutti)
    Per svilupparla ulteriormente si possono decidere uno o più pensieri particolarmente positivi, elevanti, che danno facilmente un buono stato d'animo e utilizzarli ripetutamente ogni volta che ci si accorge di avere qualsiasi pensiero negativo.
    Col tempo, dopo gli sforzi iniziali, la mente stessa creerà delle "corsie preferenziali" proprio per questi pensieri positivi, che diverranno sempre più frequenti e duraturi.

    E' un buon esercizio di inizio riuscire a osservare con distacco equanime il flusso di parole e immagini interiori che costituiscono il nostro dialogo interiore della mente, senza andargli automaticamente dietro con le emozioni, ma consapevoli di essere lo "spettatore silenzioso" seduto al cinema della nostra mente, dove si proiettano i drammi e le farse del nostro pensiero caotico, senza prenderli troppo seriamente e senza partecipare con le nostre emozioni, come un semplice spettatore.

    All'inizio la mente stessa oppone resistenza alla nostra volontà di cambiare le abitudini mentali consolidate negli anni, quasi fosse un elemento estraneo a noi, come un inquilino abusivo che non vuole mollare la sua posizione di potere tirannico. (come certi politici....)

    Con la perseveranza dell'esercizio di una pratica interiore giornaliera la concentrazione aumenta, i tempi di autocontrollo si allungano e diventano sempre più spontanei.
    Gradualmente si ridiventa padroni della capacità di utilizzare in modo più efficace la mente per quello che è: uno strumento operativo che ci serve nelle attività quotidiane, studio, lavoro, relazioni sociali, guidata dalla volontà.

    Le tecniche yoga più diffuse per contrastare il monopolio dell'attenzione della mente e velocizzare il cammino, sviluppando la concentrazione e la volontà sono:
    INTROSPEZIONE più frequente possibile.
    CONTROLLO DEL RESPIRO.
    KARMA YOGA agire e lavorare disinteressatamente, senza attaccamento al frutto delle proprie azioni, senza pensare egocentricamente a cosa ci si ricava o ci si guadagna.
    MEDITAZIONE QUOTIDIANA all'alba e al tramonto e in qualsiasi altro momento si voglia o si possa.
    STARE IN SOLITUDINE
    PRATICARE SILENZIO anche per giorni, settimane, mesi.
    PRATICARE DIGIUNI da un giorno a settimana a periodi di giorni.
    RIPETIZIONE DI MANTRA che può essere parlata, cantata, sussurrata, fatta in silenzio interiormente che è considerata la più efficace.
    PRATICARE GENTILEZZA E CORDIALITA' verso tutti in ogni circostanza, senza arrabbiarsi mai per nulla e senza fare arrabbiare nessuno.(La più difficile!)
    ASTINENZA SESSUALE (a meno che non abbiate veramente un'amante eccezionale.... in quel caso, allora, vale come meditazione...)

    Queste tecniche si possono fare singolarmente o a gruppi o tutte insieme, secondo le proprie attitudini, le proprie possibilità, le proprie circostanze di vita.

    Per ora mi fermo qui, anche perché già temo che pensiate che voglia indurvi all'autotortura per rovinarvi la vita....

  4. #14
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    Grande Pawan...Mi hai tolto il post dalla mente!!!

    Purtroppo essendo umano...quindi imperfetto l'ultimo punto non mi trova d'accordo...anche se l'amante fosse tutt'altro che eccezionale...magari anche noi lo siamo percependo altro e illudendoci...chissenefrega...da sempre un certo appagamento. (quando piu' quando meno)
    Che ne pensi del Tantra Y. (si chiama così?)



    outing:::::aggiungo alla mia imperfezione" anche il cibo.
    Farei la stessa fatica a rinunciare sia all'una che all'altra pratica...IHMO
    Ultima modifica di moran; 05-05-14 alle 11:35

  5. #15
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    Grazie Pawan.. Uno splendido post
    É triste vedere come la cultura moderna ricerchi il benessere nel materialismo, quando la felicità é soltanto all'interno dell'anima e dello spirito di ognuno di noi.
    Vi auguro di trovare la vostra ogni giorno della vostra vita amici
    ''Let's get together and feel all right''
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    Coltivazioni concluse:

    Cheese; White Russian
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    Coltivazioni in corso:

    Big Bud; Amnesia; IceR
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    Blueberry; Dark Devil; Cream Caramel //AF
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  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da moran Visualizza Messaggio
    Grande Pawan...Mi hai tolto il post dalla mente!!!

    Purtroppo essendo umano...quindi imperfetto l'ultimo punto non mi trova d'accordo...anche se l'amante fosse tutt'altro che eccezionale...magari anche noi lo siamo percependo altro e illudendoci...chissenefrega...da sempre un certo appagamento. (quando piu' quando meno)
    Che ne pensi del Tantra Y. (si chiama così?)



    outing:::::aggiungo alla mia imperfezione" anche il cibo.
    Farei la stessa fatica a rinunciare sia all'una che all'altra pratica...IHMO
    Grazie per apprezzare quanto ho scritto.
    Nessuno è perfetto moran, ognuno ha i suoi attaccamenti, il mio punto debole è stato imparare a non arrabbiarmi con gli stronzi! (e con le stronze)
    Ci ho lavorato tanto, e alla fine ci dovrei essere riuscito. Il carcere ha dato il colpo di grazia al mio ego. (credo... ma da quando sono uscito sono due anni che sto completamente da solo... devo verificare )
    Quando per mesi sei completamente in mano a persone con cui è impossibile trattare e queste hanno su di te ogni potere, se dentro sei forte è l'occasione migliore per mettere alla prova tutta l'umiltà e la pazienza che si sono imparate nella vita.

    Astinenza sessuale? Mai fatta, se non nei periodi che ero senza una compagna, o quando ero in carcere e ora, che sono un naufrago eremita tagliato fuori dal mondo. Non mi ha dato problemi, riesco a non pensarci.
    Neanche ce la volevo mettere. Ce l'ho messa perché volevo essere abbastanza completo nel mio resoconto "sintetico" (si fa per dire) e perché è comunque una delle tecniche yoga usate per non creare sofferenze inutili, per non disperdere energie e sconfiggere la mente e l'ego, e sembrerebbe molto efficace in questo.
    Piacevo molto alle donne, avrei potuto averne tante, ma ho scelto di avere una storia solo con quelle che mi piacevano di più, non solo fisicamente, ma soprattutto interiormente. Da giovane ero già consapevole che la sessualità può portare un sacco di dolore, guardandomi intorno.
    Tutte si sono innamorate. Non è bastato, nessuna di loro era sincera, mentivano tutte, e io non ho voluto accettarlo e non ho voluto trasformarmi in un bugiardo a mia volta per continuare a stare con loro.
    Ci siamo schiantati i cuori, ne ho ricevuto una visione più profonda e lungimiranza. Grande lezione, anche se sono conoscenze che uno non desidererebbe mai di ricevere, se potesse scegliere in anticipo.
    E' la storia di molti.

    Il Tantra Yoga? (nell'aspetto meditativo della sessualità, l'unione di Shiva-Shakti?) L'ho fatto per 30 anni, era quello che intendevo segretamente con "amante eccezionale", per questo ho scritto che vale come meditazione Anche per quello si sono tutte innamorate.
    L'amante eccezionale, il partner perfetto, l'unione di Shiva e Shakti, il vero Tantra, si costruiscono insieme, in piena complicità, senza riserve o menzogne e doppi giochi. Bisogna essere in due a controllare la mente e voler trascendere il dualismo per diventare Uno.
    Sennò, alla lunga, sono altri dolori.
    Il vero Tantra, è per persone forti. Molto forti.

    Per il digiuno, si può iniziare astenendosi da alcuni cibi, per esempio mangiando solo frutta.
    Nel digiuno completo per sopportare la fame mi basta riuscire ad applicare la tecnica di sostituzione dei pensieri e concentrarmi su qualcos'altro, per i primi tre giorni (soprattutto le prime tre notti, quasi non si dorme). Dopo lo stomaco si stringe e la sensazione di fame diventa molto più sopportabile, da quel momento diventa quasi completamente un esercizio di controllo della mente.
    Per consolarti: In carcere abbiamo iniziato lo sciopero della fame in 53 della nostra sezione, tutti belli convinti e determinati a lottare per la nostra richiesta (volevamo l'apertura delle celle nel pomeriggio per poter passeggiare nel corridoio e socializzare, eravamo rinchiusi in pochissimo spazio sovraffollato per 21 ore al giorno).
    Ebbene, dopo 2 giorni erano quasi tutti fuori di testa, il terzo giorno, dopo i primi che hanno rinunciato, hanno ceduto in molti e siamo rimasti solo in 7, siamo arrivati in due al decimo giorno e solo io, che ero l'unico abituato da 30 anni a farlo periodicamente, sono arrivato al dodicesimo giorno, quando abbiamo poi ottenuto quello che chiedevamo.
    Sarei potuto andare avanti ancora a lungo, tanto il cibo in carcere faceva schifo e non mi permettevano di ricevere il cibo biologico che mi portavano i miei familiari.
    Come vedi, l'attaccamento al cibo è tosto per quasi tutti, richiede gradualità e tempo, oltre alla forza interiore.
    Comunque il digiuno periodico fa anche benissimo alla salute, è anche un grande momento di depurazione e aiuta a ringiovanire.

  7. #17
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    sono un vecchio giocherellone!!! scherzavo.
    Capisco molto bene che c'e' una profondita' interiore con cui l'essere umano dovrebbe confrontarsi per evolvere e migliorare così il mondo in cui vive, un'armonia da conquistare tra gli opposti che dona il giusto equilibrio.
    Capirlo e' solo un primo passo, la consapevolezza, volerlo e' quello successivo che implica un'azione o una non azione...quindi fare delle scelte.
    A tal fine qualsiasi mezzo è buono, se il cammino che si intraprende ha questo scopo ciascuno trovera' il metodo o la disciplina che piu' gli si adatta.
    Il vero e unico problema è quello della sincerita' soprattutto verso se stessi, che e' spesso il nemico piu' grande da affrontare...perche' abbiamo a che fare con un avversario che ci equivale in tutto...che sa tutto di noi e che sfrutta ogni nostra debolezza...come si fa a vincere con un immagine riflessa in uno specchio che spesso guardiamo solo superficialmente e che ci inquieta guardare a fondo?
    Semplicemente non cercando la vittoria...ma l'accettazione, la fusione completa, l'equilibrio tra le due forze, perche' noi siamo e saremo sempre finche' vivremo la somma di quella energia.
    Cio' che cerchiamo e possiamo fare è usare in ogni pensiero poi tradotto in azione questo equilibrio senza fare prevalere nessuna di queste due contrapposizioni...
    Beh mi rendo conto che il mio pensiero possa apparire un tantino contorto, forse complicato ma di meglio con parole scritte di getto temo di non riuscire a fare...

  8. #18
    StRaM è offline Cancellato su richiesta dell'utente
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    Gran bella discussione..... ;-)

  9. #19
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    Ciao Pawan, io sono una neo iscritta e a dir la verità, il vero motivo che mi ha spinto a cio', è proprio l'interesse che negli ultimi tempi sento crescere sempre di più dentro di me per ciò che riguarda il tema che oggi vedo riproposto nel tuo post! Da un po' di tempo a questa parte, ho cominciato a riflettere su tante cose ,ma soprattutto sul vero significato della vita, a volte viviamo come dei barbari in balia di emozioni che ci trascinano al limite dell'impossibile e della cattiveria umana, senza apprezzare il vero valore delle cose, di tutto cio' che madre-natura ci offre ogni giorno e con l'incoscienza che caratterizza l'essere umano nel suo continuo peregrinare! Elevarci spiritualmente ed avere un pieno autocontrollo di se stessi, significherebbe apprezzare di piu' tutta la bellezza della vita con le sue mille sfaccettature. Riuscire a controllare le emozioni, non e' affatto un compito facile ,soprattutto quando sei di fronte a situazioni che non te lo permettono e quando si ha un carattere troppo istintivo come il mio. Ho apprezzato sin da subito il fatto che tu condivida tutto il tuo sapere e la tua vasta esperienza con persone che non conosci mettendo sempre a disposizione i tuoi consigli cosi' saggi! Una vita di insegnamenti e rinunce che danno a persone come me la possibilita' di capire e di mettere in pratica il pensiero di questo meraviglioso mondo di spiritualita' e filosofia che da sempre mi affascina e che avevo represso per via del caos creatosi nella mia vita fino al giorno in cui non ho fumato per la prima volta all'eta' di 34 anni . Da allora ho cominciato a realizzare cose a cui prima non davo alcuna importanza. Ho cominciato a realizzare un messaggio che la vita mi stava inviando come un nuovo imput, per tornare ad essere felice e far felici le persone intorno a me. Ho cominciato ad aprire la mente a nuovi pensieri, ma cio' non basta ci sono un'infinita' di cose da conoscere, storie da scoprire,libri da leggere ed esperienze da condividere...
    Ultima modifica di saffo; 05-05-14 alle 18:13

  10. #20
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    Ciao Pawan Kumar,
    malgrado faccia parte di questa grande famiglia da oltre un anno, non sono ancora stato in grado di darle il mio contributo e me ne vergogno profondamente. Sono talmente timido che non ho mai avuto il coraggio di scrivere nulla (o quasi) al di fuori del topic inerente al mio 1° ciclo di coltivazione indoor. Anche se, per tale motivo, non si direbbe affatto, seguo il forum costantemente: in media un'oretta al giorno, di sola lettura, senza commentare. Ho letto anche che il tuo computer potrebbe smettere di funzionare e la paura di non poter più leggere, o, meglio, la paura che nessuno di noi possa più leggere ciò che hai da dire e raccontare, mi ha dato il coraggio necessario per intervenire. Oltre a ringraziarti dal profondo del cuore, sappi che se mai quel giorno dovesse arrivare, vorrei poterti comprare un computer nuovo. Forse sto esagerando, dato che nemmeno ti conosco, ma so che sarebbe la cosa giusta da fare, soprattutto come gesto di gratitudine verso Enjoint e tutte le persone meravigliose che ne fanno parte, che ogni giorno mi danno tanto senza chiedere nulla in cambio.
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