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Discussione: Indica/sativa TRADE 2018

  1. #11
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    Prima volta che partecipo ad un genere di evento,direi che mi e'piaciuto molto e sopratutto tanta scelta sulle genetiche a prezzi scontati

  2. #12
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    no ragazzi che tristezza.. non ho visto nessuno di voi...
    comunque bella fiera, grande partecipazione a vedere i corridoi pieni..
    e quelle irresistibili promozioni sui semi... conviene fare come per i casinò, entrare solo con una quantità ben definita di contanti calcolata a mente fredda..
    In un mondo in cui niente è quel che sembra devi guardare oltre. - K.S.

  3. #13
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    Anche io purtroppo ho incrociato solo vecchi amici che ho potuto riconoscere, sono stato tutto il giorno senza telefono ed era veramente affollato. La domenica ho dovuto fare i conti con la logistica e degli impegni, pur avendo il ticket non sono riuscito ad arrivare a destinazione, mi spiace solo per chi ho paccato e perché non ci sarà più occasione per incontrarci ad un evento del genere in quanto io li eviterò come la peste nel prossimo futuro.

    Per me è stata la prima fiera del settore in tanti anni, appena entrato dentro ho anche capito il perché.
    La mia piccola recensione partirà prima dagli aspetti positivi di tale evento, che sostanzialmente sono due e sono tutti di carattere personale: bello vedere tante persone appassionate condividere e aggregarsi, molto più bello vedere gli sbirri in servizio accanto a loro senza che ci sia mai stata nessuna tensione o cosa. Questo merito penso vada dato all'organizzazione e al comune di Bologna che anche in città permette l'espressione un po' di tutti con una repressione molto controllata e moderata.

    Detto questo l'evento fiera l'ho trovato presuntuoso, pretestuoso e completamente fuori focus. Non avevo delle aspettative precise su cosa avrei trovato dentro, o meglio sapevo che non avrei potuto trovare niente di nuovo rispetto ai negozi che frequento, però poteva essere un bello spunto per magari confrontarmi con qualche azienda di cui sono cliente di lunga data, niente di più sbagliato.
    La mia opinione sull' "erba che non funziona" cambia più o meno settimanalmente: un giorno la odio, un giorno mi è indifferente ed un altro potrebbe aiutare il movimento cannabis. Beh diciamo pure che la odio o che comunque sia non apprezzo le modalità di approccio a questo sistema che - per mia esclusiva ignoranza - non conoscevo così a fondo e che non mi permetteva di giudicare appieno il fenomeno. Con un pomeriggio in fiera mi sono schiarito le idee.
    Sono rimasto allibito di fronte a quelle tre o quattro contrattazioni a cui ho assistito, dialoghi del tipo "ordine minimo un kg, te la metto a tot e poi tu puoi metterci il tuo marchio e dargli il nome che vuoi", nessuna menzione all'uso tecnico, nessuna menzione alla canapa industriale. Addirittura ho visto il delirio di chi afferma di "essere la cannabis light" scritto in caratteri cubitali, decine di stand di "erba che non funziona" e neanche un espositore di tessuti che come minimo in una fiera del genere mi sarei aspettato di trovare, è o non è una pianta da fibra?
    Tutto ciò a discapito del settore grow, pochi stand tutti uguali e tutti con lo stesso approccio.

    Il massimo dello sdegno l'ho provato a fine giornata mentre cercavo la via d'uscita dell' arena, un tipo con due sacchetti neri pieni di cime, con evidente soddisfazione per ciò che stava trasportando, si mette tra me e la mia ragazza per cercare non so che tipo di trattativa o riconoscimento. Voleva che uno dei due mettesse il braccio in queste bustone e magari manifestasse un po' di stupore di fronte a cotanta erba pacco. Io ho evitato di metterla, la ragazza invece gli ha regalato la soddisfazione per poi tradirlo con una faccia un po' sdegnata lasciandosi andare con la seguente frase: " questa non mi piace, a me piace quella vera " . Il genio quindi ha la bella idea di intavolare una trattativa per quella vera, dicendo di averne tanta con se e che non sarebbe stato un problema darcela a tot. euro per una quantità X. Beh non stava parlando di pochi g, non mi sono assicurato che stesse dicendo la verità, mi sono solo lasciato andare ad un "ma non vedi dove siamo" e me ne sono tornato a casa, senza nessun gadget, senza fare acquisti (i prezzi fiera sono maggiori a quelli scontati a cui abbiamo diritto noi enjointer in molti growshop) e con la consapevolezza che questo mondo è troppo ambiguo per come sono fatto io.

    E poi cari grower, me compreso, smettete di prendervi così tanto sul serio, non state salvando il mondo: stiamo solo coltivando delle piantine.

    PS non è vero che non abbiamo comprato niente, ho comprato il miglior prodotto di tutta la fiera, se ci fosse un premio lo meriterebbero quei ragazzi di OG Krunch. All'inizio pensavo che facessero ingollare cime d'erba alla gente, invece era solo cioccolato

    PPS Scusate se continuo ad editare ma sto fumando una canna con un buon contenuto di THC e poco CBD e mi vengono in mente cose, altra mega gigantesca truffa era lo stand dove c'era la sfida alla costruzione della canna più veloce: postazione dotata di grinder, piano lavoro, filtro già fatto e 0,1 di ECNF. Obiettivo: stare entro i 20 sec. Prezzo: Come le primarie del PD(che poi non sono mica i due euri il problema)

    PPPS Siccome non è tutto merda: massima stima per diversi piccoli stand del settore grow, GHE, homebox e botanimatik su tutti, sono stati veramente gentili e disponibili.
    Ultima modifica di Gam; 23-05-18 alle 12:44

  4. #14
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    condivido approvo e sottoscrivo...forse nemmeno ce lo meritiamo un mondo libero che non saremmo in grado di gestire liberamente!

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da moran Visualizza Messaggio
    condivido approvo e sottoscrivo...forse nemmeno ce lo meritiamo un mondo libero che non saremmo in grado di gestire liberamente!
    Zio, credimi che appena sono entrato li dentro ho detto "meglio che rimanga illegale".

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Gam Visualizza Messaggio
    Zio, credimi che appena sono entrato li dentro ho detto "meglio che rimanga illegale".
    prima di essere un po' piu' politicamente corretto diventando blu/verde e giallo a riguardo mi esprimevo piu' o meno cosi...se poi l'atteggiamento diventa anche pratico non paga e si paga.
    Questa situazione di proibizionismo a meta' ha finito per generare tutto quello che sta accadendo e temo che possa ritorcersi presto proprio contro chi invece farebbe le cose meglio.
    Ovviamente la meta' piu' interessante non e' concessa a nessuno...

  7. #17
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    Però non pensi che possa essere controproducente che le riviste di settore invece elogino la "cannabis light" nel suo mercato di compravendita e non nel suo possibile uso "etico" come prodotto ad esempio realmente alternativo al tabacco... se costasse meno?

  8. #18
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    Condivido in tutto e per tutto la recensione di Gam.
    Mia prima fiera di settore, dentro la fiera ho fatto un paio di giri tra venerdì e sabato, ho visto tanta di quella canapa/cannabis light che il resto delle giornate l'ho passato fuori a parlare con amici e sconosciuti trovando dei momenti di scambio molto più costruttivi della fiera in sè, perché analizzava il fenomeno della light e del canapone, del mercato che c'è dietro volto a trarre profitto (sabato, a fine fiera, c'era pieno di persone che correvano da tutti a far annusare i sacchi pieni di canapone esaltandolo, quando fino a due minuti prima noi magari stavamo fumando cannoni di erba illegale ma autoprodotta, non comprata finanziando un mercato non di svolta sociale ma di profitto) e di come si potrebbe sfruttare il fenomeno dando una svolta positiva a livello sociale per l'antiproibizionismo legato alla cannabis e per chi autoproduce cannabis illegale.
    Cosa che non ho riscontrato invece nella fiera, nessun punto di dialogo (a parte FreeWeed che provava ad instaurare discussioni che però son meno interessanti agli occhi di chi va con l'intento di prendere semi "scontati", attrezzi per indoor o prodotti per il growing a prezzi ridotti di quanto troverebbero nel growshop di fiducia) se non le conferenze alle quali non si poteva assistere se non abbandonando ciò che si stava facendo in quel momento (la maggior parte dei visitatori della fiera andava lì per comprare cose, non per informarsi costruttivamente, quindi figurati se abbandonavano le tipe agli stand per partecipare e dibattere).
    Canapone, canapone e canapone dentro la fiera.
    Primizie fuori.
    Sinceramente in un momento in cui la coltivazione rientra nel reato amministrativo e non penale, vedere che ci sia così tanto movimento per produrre e vendere canapone ma nessuno interessato a organizzarsi per creare un percorso che volga alla regolamentazione dell'autoproduzione... a 21 anni perdo la speranza in ogni forma di cambiamento in positivo per noi... Poi ripenso alla frase postata settimane fa di Camus sulla speranza e quindi continuo a rompere le palle a quante più persone posso, perché so che al cambiamento si arriva solo se tutti gli operatori del settore (compresi i semplici fattoni) si impegnano ad organizzarsi ed organizzare, solo se non ci si chiude nei propri lochi ma ci si apre alle piazze con iniziative più che sensate, dalla distribuzione di piante di canapa alla regalo/vendita (dal prodotto gratuito a quello a 5 euro 20 grammi -non di semi-) di fiori, alle presentazioni/conferenze di avvocati e medici attivi.
    Gli attivisti con conoscenze in tutta italia ci sono, associazioni, aziende, avvocati, medici, docenti, produttori, shopper, autoproduttori ci sono.
    E' davvero così impensabile pensare meno al proprio profitto (che non vuol dire "non devi guadagnare", sia chiaro) ed iniziare ad intavolare tra tutti un percorso sensato nel quale far partecipare la scena antiproibizionista italiana?
    Con la facoltà e la forza che se le grandi aziende si escludessero da questo progetto le riviste non gli vadano dietro arrivando a criticare gli "altri", accusandoli e tornando alla situazione statica in cui siamo tutti divisi perché ognuno pensa al proprio interesse. Anche solo i piccoli produttori con i quali creare reti regionali devono avere parola tanto quanto (se non di più) di chi compra e rivende...

    Faccio sempre i soliti discorsi, sempre incasinati uguale che magari non si comprendono nemmeno, però se son attivo poco su questo foro è perché non ricevo risposte da chi è molto più grande di me e certe situazioni se le è già vissute in passato (anche se in contesti diversi) e sa se sia possibile interfacciarsi con ogni settore per portare avanti iniziative coordinate in un filo coerente, ed eventualmente perché no e perché non sia possibile andare oltre a certi scazzi o superare organizzazioni che hanno dimostrato pensare al proprio interesse e non alla causa...

  9. #19
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    Non fai discorsi incasinati @[Only registered and activated users can see links. ] e' che è un casino quello che si e' creato.
    Ciascuno tira acqua al proprio mulino nel nome di interessi personali e business troppo spesso diversificandosi nelle motivazioni e nei fini da tutti glia altri, rendendoci tutti piu' deboli.
    Mi duole constatarlo ma questa condotta viene adottata anche da malati e associazioni varie che sempre piu' sovente prendono le distanze da chiunque voglia usare la cannabis per scopi differenti.

    In questo modo non si fa altro che generare confusione e rafforzare la parte negativa, da chi vuole controllare l'intero fenomeno a chi e' contrario e lo vorrebbe proibire.
    Alla fine si vede molto chiaramente che la sola motivazione che non e' facile fermare e' quella speculativa.
    In quel caso anche la piu' ottusa ignoranza puo' mostrarsi tollerante e trovare compromessi.
    Tutto cio' e' veramente triste ma e' anche il prodotto di un pensiero diffuso che genera e tollera questi modi di agire.

    Siamo piccoli proprio come dimensione umana, semplici trafficoni che cercano di tirare avanti incuranti della nostra ignoranza che pretendiamo a prescindere di stare bene anche se a discapito di tutto e tutti.

    Obiettivamente cosa pensi che ci meritiamo di meglio?

  10. #20
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    ciao. torno sul foro dopo una pausa di riflessione necessaria. sulla fiera condivido un mucchio di cose già dette da tutti. rispetto a roma secondo me c'era meno pubblico generalista onestamente curioso che è poi quello che è bello vedere. pur stando al lavoro in uno stand e non avendo io potuto girare molto la fiera pur trascorrendoci 3 giorni l'ho trovata abbastanza piatta, fredda, piena di intrallazzoni piuttosto palesi e senza vergogna che poco hanno a che vedere come detto con altro che non sia il vil dinero. diciamo che rimane quel clima per cui si sa che tutto il tempo passato lì dentro sarà sostanzialmente tra persone pacifiche ma si torna a casa con la consapevolezza che, come avete già notato, una pur improbabile legalizzazione la gestiremmo malissimo e che un po', sotto sotto, ci meritiamo lo stigma sociale che ci abbraccia (in senso molto lato in realtà; i grower restano nelle loro oscure camerette a fare eroicamente quello che hanno sempre fatto con i renziani popcorn in attesa di vedere che succede di questo castello di cbd)

    un abbraccio

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