La mia risposta non aveva ovviamente lo scopo di creare timore, quanto piuttosto di rappresentarvi una situazione palese.
Poichè viviamo in realtà in uno stato di polizia, con controlli ingiustamente sempre più ampi sui cittadini, che non sono affatto inseriti in dinamiche criminose, mentre un poco più di prevenzione nei confronti di organizzazioni criminali ben conosciute non guasterebbe.
Non mi stupisce, quindi, affatto lo zelo di un funzionario di banca, oppure di un dirigente di una società di gestione e similari, che avvedutisi di una situazione che loro insindacabilmente giudicano anomala, e pur in presenza di una persona, che magari ben conoscono e che notoriamente non può essere sospettata di alcunchè, si premurino di operare una segnalazione.
Questo è il meccanismo attuale.
Tutto nasce dalla populistica lotta al riciclaggio, che in realtà non colpisce i veri riciclatori di somme e capitali illeciti, ma umilia cittadini che spesso utilizzano somme modeste per investimenti risparmi (lecitamente possedute, magari in casa per sifducia nel sistema bancario).
Ormai il Grande Fratello di Orwell esiste.
Se pensate che addirittura SEL voleva proporre di limitare la circolazione del contante a 100 euro se non a 50!
Pensate di dovere comperare il gelato alla famiglia con la carta di credito, così che lo Stato ti possa eccepire che ti sei comprato in un estate 20 gelati!!!!
Dunque, il controllo anche sulle utenze e sui consumi diviene forma di repressione, che prende come falso spunto l'evasione fiscale (leif motiv per giutistificare qualsiasi intervento).
Questo è quanto