Segnalo con soddisfazione la sentenza emessa in data odierna dal GUP presso il Tribunale di Milano (dott. Vanore) che -accogliendo le mie richieste - ha assolto D.B. dall'accusa di coltivazione di tre piante di cannabis e di detenzione di 22 grammi di marijuana .
In attesa delle motivazioni, che saranno rese note tra 90 giorni, e' ragionevole ipotizzare che il giudice abbia operato una valutazione ampia ed approfondita del concetto di offensività, ritenendo che il numero non elevato di piantine non configuri una forma di vera e propria coltivazione intesa in senso tecnico.
Desidero, infatti, richiamare una giurisprudenza invalsa - tra l'altro proprio anni fa a Milano - la quale, pur nel formale rispetto della sentenza delle SSUU del 2008, oppone una distinzione distanzia le fra la coltivazione vera e propria (espressione di un'attività articolata ed organizzata) e la messa a dimora domestica (rudimentale e circoscritta a pochissime piante).
Nella fattispecie avevo, inoltre, contestato la metodica peritale che, come spesso accade, non aveva sottoposto ad analisi individuale le singole piante, ma aveva cumulato le stesse, operando una media percentuale di Thc ed un'indebita somma del principio attivo.
Va, inoltre rilevato che appare rilevante ai Fini dell'intervenuta assoluzione anche la dichiarazione del B. Di essere un assuntore incensurato, dotato di risorse economiche tali da escludere la necessità di cedere a terzi i prodotti della coltivazione.
In conclusione un altro piccolo passo avanti di cui sono molto orgoglioso.