Droga, Cassazione: sì a riduzione pene per piccolo spaccio. “Fuori dal carcere migliaia di detenuti”
30 maggio 2014 – 10:50 | Nessun commento

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La marijuana per curare il disturbo bipolare?

Scritto da – 18 agosto 2012 – 10:352 commenti
La marijuana per curare il disturbo bipolare?

La marijuana potrebbe aiutare le persone affette da disturbi psichiatrici di tipo bipolare. La notizia arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Psychiatry Research, per la quale sono stati utilizzati dati raccolti in 9 anni presso i pazienti curati nell’ospedale newyorkese di Long Island. Su 200 individui, tutti caduti almeno una volta in episodi di tipo maniacale, in 50 avevano alle spalle una storia di abuso o comunque dipendenza da cannabis. Per loro gli esami delle funzioni cognitive hanno rivelato risultati migliori. Tra i parametri presi in considerazione dagli scienziati ci sono i dati demografici, la data di comparsa del disturbo e la durata, il quoziente intellettivo al momento della comparsa dei sintomi. Tra le prove effettuate quelle della velocità dei processi cognitivi, quelle dell’attenzione e quelle della memoria.

Quello dei benefici derivanti dall’utilizzo della cannabis nella cura dei disturbi psichiatrici è una questione irrisolta nella psichiatria moderna. Oltre ai casi di bipolarismo, la marijuana è stata testata anche come nei casi di schizofrenia. Se i risultati dello studio venissero confermati, ci troveremmo di fronte ad un’ulteriore prova della capacità della cannabis di migliorare le funzioni cognitive nei pazienti che soffrono di gravi disturbi psichiatrici.

Gli stessi ricercatori tengono a precisare che una correlazione diretta tra l’utilizzo del THC ed il mantenimento delle funzioni cognitive deve essere ancora stabilito in maniera precisa. Tra le ipotesi c’è anche quella che considera gli individui capaci di rivolgersi al mercato illegale per acquistare la marijuana già in possesso di capacità cognitive maggiori rispetto agli altri. In alcuni casi poi, nel gruppo dei dipendenti da cannabis si sono verificate le crisi più pesanti e più marcatamente segnate da episodi di tipo psicotico.

In ogni caso la sfida lanciata dallo studio sui pazienti di Long Island è quella di separare gli ancora ipotetici effetti positivi della cannabis sui pazienti psichiatrici da quelli negativi. E’ stato infatti dimostrato che le persone affette da disturbi di tipo bipolare che ricorrono al THC rispondono in maniera meno efficace ai trattamenti medici, in particolare alla somministrazione del litio, il più comune stabilizzatore dell’umore.

Fonte: Magazine.liquida.it

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